Difesa a quattro, condizione, Galazzi: Brescia, da cosa riparte Maran

Il metodo è discutibile, ma a Brescia si è calcificato al punto da non sorprendere più nessuno. Pierpaolo Bisoli l’ha appurato sulla sua pelle. Forse lui, vecchia volpe di un calcio che attraversato epoche quasi inconciliabili, è quello che se lo aspettava meno. Cellino l’ha congedato ringraziandolo «per il lavoro svolto con grande impegno e professionalità». L’esegesi dei suoi rituali linguistici e comportamentali suggerisce che, oltre alla forma, ci sia pure della sostanza.
La difesa a quattro
E in effetti Pierpaolo un’impronta la lascia. Paga la confusione tattica di queste settimane, ma consegna a Maran (oggi la sua conferenza) un tesoretto di miglioramenti e conoscenze da mettere a frutto. Partiamo dal primo aspetto: la ricerca dell’equilibrio tra solidità difensiva e pericolosità in costruzione ha portato Bisoli fuori strada. Per Rolando è una lezione: la difesa a quattro è un indumento che al Brescia calza molto meglio rispetto alla linea a tre. Tra Cremona e Bari Pierpaolo ha adottato quell’assetto, e proprio in quel trittico la squadra ha mostrato i primi progressi, piccoli ma significativi. Bisoli stesso l’aveva definito «l’abito ideale per questo gruppo». Proprio per questo aver sconfessato una piccola conquista sul piano tattico contro il Catanzaro stride doppiamente.
I nomi
Maran ripartirà dai quattro dietro, con i soliti scivolamenti tra fase di possesso e non possesso: se riannoderà quel filo il suo Brescia potrebbe ancora difendere a tre, in determinati frangenti, ma l’impianto base prevederà due centrali e due esterni bassi. Non avrà Cistana per un po’, forse punterà di più su Calvani: fu lui a farlo esordire a Bolzano, ma è stato Bisoli a integrarlo in maniera organica nelle rotazioni. Dopo l’infortunio (e il disastro di domenica) Jallow dovrebbe ritrovare con un po’ di pazienza centralità gerarchica: era un fedelissimo di Rolando, in un sistema difensivo più liquido la sua duttilità può dare una grande mano.
Condizione e Galazzi

L’eredità più preziosa di Bisoli è la condizione atletica della squadra, in netta ascesa in queste prime settimane del 2025. Tra i beneficiari c’è anche Borrelli (a proposito: nessuna novità sul fronte mercato). Gennaro non è ancora al meglio, ma inizia a lanciare dei segnali. Maran deve intervenire piuttosto sulla testa. Sotto questo aspetto, insomma, poco è cambiato.
Rolando punta forte su Galazzi, che con Pierpaolo era passato come vittima sacrificale sull’altare degli schemi: inizialmente mezzala, poi esterno, poco trequartista. Ora Nicolas dovrebbe tornare a fare quello che gli riesce meglio e per il Brescia non può che essere una bella notizia. Lo è pure l’exploit di Nuamah: ultime quattro da titolare con Bisoli, primo gol in B col Catanzaro. Maran gli diede fiducia, ma col contagocce. Ora dovrà decidere che fare.
Da Torbole
Ieri Cellino ha assistito alla seduta pomeridiana a Torbole, dopo un vertice in sede martedì sera con Maran e Castagnini. Intanto sul mercato qualcosa si muove: contatti con il Sassuolo per l’esterno del 2004 Luca D’Andrea. Lo scorso anno era a Catanzaro, ora è ai margini in neroverde: appena 2 minuti in campo in questa serie B. Il Brescia ha bloccato l’uscita di Avella al Messina, per Bianchi c’è stato un approccio del Südtirol, ma i biancazzurri preferirebbero non privarsi dell’ex Genoa, se non a fronte di una proposta economica importante. Oggi parla Maran: diretta streaming (in virtù dell’accordo tra l’Editoriale Bresciana e il Brescia Calcio) e liveblog disponibili sul nostro sito.
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