Calcio

Da Corini a Clotet: tutti i ritorni in panchina nell’era Cellino

Maran è il sesto tecnico a compiere questo percorso con l’attuale presidente delle rondinelle. In mezzo la telenovela Inzaghi: esonerato, reintegrato e riallontanato
Eugenio Corini e Rolando Maran, qui prima di un Brescia-Palermo dello scorso marzo - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Eugenio Corini e Rolando Maran, qui prima di un Brescia-Palermo dello scorso marzo - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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Massimo Cellino è il presidente del Brescia dall’estate del 2017. In sette stagioni e mezzo sulla panchina biancazzurra si sono avvicendati diciassette allenatori, con ventiquattro passaggi di testimone. L’ultimo tra Bisoli e Maran, a poche settimane da quello a ruoli invertiti. I numeri non combaciano perché ci sono nomi che ritornano. Qualcuno ha ricoperto il ruolo addirittura tre volte.

Tutti gli allenatori

Eccoli tutti, rigorosamente in ordine cronologico: Boscaglia, Marino, Pulga, Suazo, Corini, Grosso, Lopez, Delneri, Gastaldello, Dionigi, Clotet, Inzaghi, Aglietti, Possanzini, Belingheri (ad interim), Maran e Pierpaolo Bisoli. In poco più di sette anni, approssimando la media, il Brescia ha cambiato tre tecnici ogni dodici mesi. Nell’ultimo caso si tratta di un ritorno: Maran, esonerato meno di due mesi fa, è risalito in sella dopo l’esonero di Bisoli. Nell’era Cellino è uno schema ricorrente. Vediamo allora tutti i precedenti.

Roberto Boscaglia

Roberto Boscaglia esulta con una sciarpa biancazzurra - Foto New Reporter Zanardelli © www.giornaledibrescia.it
Roberto Boscaglia esulta con una sciarpa biancazzurra - Foto New Reporter Zanardelli © www.giornaledibrescia.it

Il precursore fu Boscaglia, che Cellino ereditò al suo arrivo dalla gestione Sagramola. Per Roberto era già un ritorno: nel 2015-2016 aveva guidato il Brescia all’undicesimo posto in serie B. La strategia conservativa di Cellino durò poco: Boscaglia iniziò la stagione e venne mandato a casa dopo otto giornate di campionato e dieci punti all’attivo. Fu sostituito da Marino, che viaggiò a un punto di media a gara per tredici partite prima dell’esonero. Seguito dalla richiamata di Boscaglia, a gennaio 2018, fino al definitivo addio ad aprile, dopo una sconfitta a Salerno. Il metodo Cellino, già collaudato a Cagliari, vedeva la luce anche a Brescia.

Eugenio Corini

Corini portato in trionfo per la promozione in serie A - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Corini portato in trionfo per la promozione in serie A - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Corini, come Boscaglia, ha allenato il Brescia in tre diverse occasioni. Sempre con Cellino, a differenza del tecnico siciliano. Eugenio è tutt’oggi l’allenatore più longevo della gestione dell’imprenditore sardo. Guidò le rondinelle per 411 giorni consecutivi, dal settembre del 2018 al novembre del 2019. In mezzo l’ultima storica promozione in serie A. Poi arrivò l’esonero, la richiamata a dicembre 2019 e il secondo addio a febbraio 2020, nella tormentata stagione nella massima serie. Cellino si riaffidò a lui nel marzo del 2022, dopo aver destituito Inzaghi. La missione di centrare la seconda promozione s’infranse nella semifinale play off con il Monza di Berlusconi. Di quelle settimane resta soprattutto la sconfitta di Cittadella, che di fatto compromise l’opportunità di scalare direttamente la categoria.

Diego Lopez

L'uruguaiano Diego Lopez - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
L'uruguaiano Diego Lopez - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Diego Lopez, El Jefe, è forse il primo testimonial di queste speciali porte girevoli in via Solferino. Fu il successore del Corini-bis nel febbraio del 2020, retrocedette in serie B ad agosto dopo il lungo stop dovuto al Covid, tornò in B a ottobre e salutò per l’ultima volta due mesi più tardi, con otto punti in nove partite. L’uruguaiano sfiorò addirittura una terza avventura in biancazzurro, nel 2022, rigettata a furor di popolo. Un capitolo della telenovela Inzaghi che ripercorreremo a breve.

Pep Clotet

Pep Clotet ha allenato il Brescia in tre diverse parentesi - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Pep Clotet ha allenato il Brescia in tre diverse parentesi - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Cellino l’aveva studiato da vicino al Leeds e scelse di affidare a lui la ripartenza dopo il fallimento della gestione Dionigi, nel febbraio del 2021. I primi mesi furono una folgorazione: 34 punti in 17 partite e accesso ai play off, chiusi al primo turno contro il Cittadella. Dopo la tappa semestrale alla Spal rientrò a Torbole nel luglio del 2022, succedendo al Corini-ter. Anche la seconda parentesi cominciò benissimo: cinque successi nelle prime sei. Poi arrivò una sonora sconfitta a Bari (6-2) e il castello si sgretolò: lasciò a dicembre, in piena crisi, tornò a gennaio dopo l’interregno di Aglietti, il tempo di incassare altre tre sconfitte e lasciarsi Brescia alle spalle (stavolta definitivamente) a febbraio. Era l’anno della retrocessione, quello in cui Cellino cambiò in assoluto più volte tecnico (quattro).

L’Inzagheide

La vicenda di Filippo Inzaghi non aderisce perfettamente a questa casistica ma merita comunque un capitolo. Siamo a inizio 2022: Cellino cova da tempo dei malumori nei confronti del suo tecnico. A febbraio rompe gli indugi e opta per l’esonero. Il sostituto designato è Lopez, ma la piazza si oppone. Spunta una clausola nel contratto di Pippo che impone un veto burocratico sull’esonero con la squadra entro le prime otto posizioni. L’addio è formalizzato, ma non annunciato. Diego rinuncia all’incarico e Inzaghi, richiamato in sede con il suo avvocato, viene reintegrato.

Pippo Inzaghi convocato in sede, si presenta con il suo avvocato - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Pippo Inzaghi convocato in sede, si presenta con il suo avvocato - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Una situazione surreale, con l’allora diesse Marroccu costretto a rimettere insieme i cocci anche mediaticamente, con una conferenza stampa. I rapporti sono però logori e si arriva all’effettivo esonero a marzo, anticamera del Corini-ter. Segue una battaglia legale risolta soltanto con l’armistizio di maggio, che porta alla risoluzione consensuale del contratto.

Daniele Gastaldello

Daniele Gastaldello: a sostituirlo fu proprio Maran - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Daniele Gastaldello: a sostituirlo fu proprio Maran - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Ed eccoci all’ultimo predecessore di Maran. La storia di Gastaldello a Brescia è particolarmente ingarbugliata: collaboratore tecnico prima di Delneri e poi di Lopez, fu allenatore in prima ad interim nel dicembre del 2020 (pareggio per 2-2 con la Cremonese), in attesa dell’arrivo di Dionigi. Il ritorno a Torbole avvenne dapprima da vice di Clotet (2022), e poi nuovamente da allenatore capo dopo Possanzini (2023). C’era lui in panchina nel play out perso con il Cosenza. Dopo il ripescaggio Cellino lo confermò, salvo poi esonerarlo a novembre. Chi arrivò al suo posto? Proprio Maran. Nei loro ritorni, gli allenatori di Cellino sono rimasti in carica mediamente tre mesi e mezzo (110 giorni). Rolando, che ha un contratto fino al giugno del 2026, proverà a far meglio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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