Niente audizione in Procura: il Brescia deposita una memoria scritta

Meglio scrivere. «Una strutturata memoria difensiva». È quella che ieri sera il Brescia Calcio ha depositato in Procura federale per difendersi dall’accusa di aver pagato «debiti fiscali e previdenziali per le mensilità di novembre e dicembre 2024, nonché gennaio e febbraio 2025, con l’utilizzo di crediti di imposta risultati inesistenti». Come indicato nella chiusura indagini della giustizia sportiva inviata nei giorni scorsi, era facoltà del club, di Massimo ed Edoardo Cellino, il primo in qualità di presidente e il secondo consigliere delegato dotato di poteri di rappresentanza, chiedere di essere sentiti in audizione dal procuratore federale e in caso di volontà degli indagati era già stata fissato per questa mattina alle dieci l’appuntamento negli uffici della Procura federale in via Via Campania a Roma. Gli avvocati dello studio Tonucci di Roma ieri – rispettando i tre giorni lavorativi stabiliti dalla Figc – hanno depositato una memoria scritta e oggi non si faranno sentire. «Ci sono molti aspetti tecnici ed è meglio mettere tutto nero su bianco» viene fatto sapere.
La tesi difensiva
La difesa del Brescia calcio – che rischia la penalizzazione di quattro punti e quindi la retrocessione in Serie C – si basa sulla presunta buona fede dell’operazione finanziaria al centro dell’indagine e sui tempi di contestazione di Agenzia delle Entrate, Covisoc e Procura federale palesemente in ritardo. Gli avvocati di Cellino portano all’attenzione del procuratore federale le contabili dei pagamenti effettuati per l’acquisto di crediti di imposta per quasi due milioni di euro dalla Alfieri spv srl, società intestata al 25enne Gianluca Alfieri, campano di Avellino, diploma di scuola media in tasca, con famiglia residente in un prefabbricato post sisma in Irpinia. Sparito dai radar e denunciato penalmente dal presidente del Brescia.
Micheli e Gamba
Oltre a Alfieri sono stati denunciati anche l’ex dg Luigi Micheli e il commercialista Marco Gamba. Sotto i riflettori ci sono i cinque contratti d’acquisto di crediti d’imposta stipulati tra il Brescia e la Alfieri spv tra il 25 febbraio e il 16 aprile. Tutti saldati via bonifico da Cellino. Agli atti il Brescia ha voluto sottolineare i dettagli dell’operazione d’ acquisto «per un valore complessivo di euro 2.042.755,35, dietro il versamento in favore della Gruppo Alfieri Spv, a seguito dell’esecuzione delle diverse compensazioni, del complessivo corrispettivo di euro 1.572.712,05 (pari al 77% del valore dei predetti crediti come contrattualmente previsto) da quest’ultima fatturati».
Il Brescia vuole dimostrare di aver agito in buona fede e di essere il truffato e non il truffatore come dimostrerebbe il versamento del denaro alla Alfieri spv. Il 17 febbraio 2025 l’allora direttore generale Luigi Micheli «in qualità di rappresentante pro tempore della società Brescia calcio» e il presidente del collegio sindacale del club Pierluigi Bettera hanno firmato e inviato alla Figc la dichiarazione di versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps per «tesserati, dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati dalla Lega competente».
Il club porta a Roma anche copia delle fatture «emesse dalla Gruppo Alfieri Spv S.r.l. saldate da Brescia Calcio solo dopo la trasmissione alla stessa società calcistica degli F24 quietanzati da cui si evinceva il pagamento delle imposte dovute mediante compensazione con i crediti d’imposta ceduti da Spv e risultanti pure debitamente registrati sul cassetto fiscale di Brescia Calcio».
Contestazioni
Gli avvocati di Cellino davanti al Procuratore federale vogliono poi concentrarsi sui tempi di contestazioni delle presunte irregolarità fiscali. Perché se è vero che le regole del calcio prevedono che inadempienze commesse fino a febbraio vanno punite con penalizzazioni nel campionato in corso, va sottolineato che solo il 9 maggio a Cellino è stata notificato l’atto dell’Agenzia delle Entrate. Le verifiche dovrebbero essere eseguite dagli enti accertatori nei dieci giorni successivi ai pagamenti.
Ma in questo caso la contestazione è stata recapitata tre mesi più tardi rispetto a febbraio. E qui il Brescia chiederà che se penalizzazione dovrà essere, questa venga fatta scontare nel prossimo campionato, così come previsto nel caso di inadempimenti fiscali registrati tra aprile e giugno. Difficile pensare che a distanza di sei giorni dalla chiusura delle indagini la Procura federale possa optare per l’archiviazione del caso. Al contrario già in giornata potrebbe arrivare il deferimento del Brescia calcio che porterà alla penalizzazione in classifica. Cellino e i suoi avvocati non patteggeranno «Perché Brescia Calcio è del tutto estranea alle accuse» viene scritto.
Presa di posizione
Ma nero su bianco, c’è anche una presa di posizione importante. La consapevolezza di «dover ragionevolmente far fronte nell’immediato alle contestazioni rappresentate dall’Agenzia delle Entrate onde scongiurare la nefasta ipotesi dell’esclusione dalla partecipazione al prossimo campionato calcistico, con tutte le intuibili conseguenze che ne deriverebbero sia in termini di operatività aziendale, di danno reputazionale e, non di meno, di disastroso impatto nel tessuto sportivo e sociale della città di Brescia».
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