È trascorsa un’altra giornata all’insegna dell’attesa, ma soprattutto dell’incertezza in casa di un Brescia sconvolto dal caso che vede i biancazzurri a rischio penalizzazione e retrocessione in serie C per la vicenda del pagamento delle tasse attraverso crediti d’imposta inesistenti. Un’accusa dalla quale Massimo Cellino si difende sostenendo di essere stato truffato.
Prima tappa
Domani – ore 10, con le prime notizie sull’esito attese per la prima serata – la prima tappa dell’iter di giustizia sportiva davanti al procuratore federale. Ma col passare delle ore, diventa evidente che in potenza il Brescia corre anche un rischio più grande rispetto a quello di cadere in serie C. E il rischio è anche quello che nessuno provveda all’iscrizione alla prossima stagione sportiva, a prescindere dalla categoria. I termini scadono il 6 giugno. Si vive nel dubbio anche se, da indiscrezioni che filtrano, la strada difensiva che il Brescia ha intenzione di battere punta a scontare la penalizzazione (non si intravedono margini, nemmeno provando la buonafede) nella prossima stagione. Eppure si sa che da tempo il patròn del Brescia va dicendo che per conto suo una prossima stagione non ci sarà. Lo diceva prima che scoppiasse il bubbone e di milioni ne servivano poco meno di 4... Ed è quanto ha continuato imperterrito a sostenere con i suoi collaboratori. Che nelle ultime ore però, insieme agli avvocati dello studio Tonucci, hanno cercato di ricondurlo alla ragione.




