Toc toc: ma non c’è nessuno. Il Brescia manca dalla sua casa, la serie B: 112 anni di storia dei quali 64 vissuti tra i cadetti. Tra poco, in questa casa le rondinelle rientreranno. Dalla finestra, anziché con un ingresso da «regina madre» della categoria, ma rientraranno. Ma questa, intanto, per la banda con la «V», è la vigilia che non c’è.
Bisogna aspettare il consiglio di stato del 29 agosto, poi andrà atteso il consiglio federale per la ratifica. E a quel punto - siccome non ci sarebbero i tempi per attrezzarsi entro il weekend del 2-3 settembre e poi ci sarà la sosta per Nazionali - il ritorno anche sul campo tra i cadetti sarà per la metà del prossimo mese. Paura che qualcosa nell’ultima aula da attraversare possa accadere? Se paura c’è, non è certo razionale. Non esiste un solo elemento che deponga a favore della Reggina. E l’intervento su una tv nazionale di Felice Saldini, anziché far crescere dubbi, ha alimentato ulteriormente la fiducia. La comparsata del patròn (?) della Reggina, è stata incommentabile. E qui ci fermiamo: il riferimento all’intervento video serve solo per rafforzare l’idea di un ultimo passaggio da fronteggiare quasi formale. Ma poi ci sarà qualcosa di sostanziale da affrontare: che Brescia sarà? Perché se con il passare dei giorni da quel famigerato 1 giugno, sono andate sempre in crescendo le speranze di ritrovare la serie B seppur a tavolino, dall’altro per contro sono progressivamente diminuite le certezze relativamente alle intenzioni di Massimo Cellino.




