Una casa può essere fatta di pareti o di abbracci. Ed eccola nuovamente servita allora, al giro di boa del campionato, la missione del Brescia: «abbattere» quelle pareti che hanno fatto assumere a Mompiano le sembianze di una gabbia nella quale restano imprigionati un po’ dei sogni di grande gloria della squadra di Inzaghi e andare a prendersi quegli abbracci che riscalderebbero ulteriormente una classifica d’alta quota che ogni maledetto sabato va difesa con i denti e con le unghie. Provando anche a consolidarla. Il Brescia ottimo secondo, è tale in virtù del clamoroso ruolino di marcia da trasferta: media punti di 2,50 a partita.
Vero è che secondo un proverbio tibetano, casa è là dove sei felice...ma in serie B non c’è troppo spazio per la «poesia» e continuano a contare le vecchie regole non scritte: i grandi successi passano soprattutto dai film che si riescono a mettere in scena tra le proprie quattro mura. E fin qui la visione è stata scadente se è vero come è vero che il Brescia ha il dodicesimo rendimento casalingo del campionato con uno score all’insegna della regola del tre: tre vittorie, altrettanti pareggi (uno dei quali contro il Crotone che proprio con le rondinelle ha raccolto il suo unico punto fuori casa) e sconfitte (tra le quali quelle sanguinosissime negli scontri diretti con Pisa e Monza). E l’ultimo successo è datatissimo: 6 novembre, di riffa e di raffa, con il Pordenone. Ma adesso non è più possibile restare in attesa. E se c’è un momento giusto per sbloccarsi, è proprio questo. Prima di una sosta e prima di iniziare u percorso di guerra da 8 partite in 30 giorni (dal 5 febbraio al 5 marzo): tanto per caricarsi ulteriormente in attesa poi delle rifiniture dal mercato.


