La fatica non è mai sprecata: soffri, ma sogni. E, almeno per una notte aspettando il Lecce, ti ritrovi primo. Quando sembrava altamente improbabile e sì, tutta quella fatica contro il Perugia sembrava proprio sprecata. Ma se di mezzo c’è il Brescia, è bene sempre ricordarsi che non è mai finita fino a che non è finita. In particolare fino a che non sono finiti i cambi. Altri appunti sparsi da fissarsi bene in testa: questa squadra ha Rodrigo Palacio e gli altri no. E questa squadra, ha ancora merce da aggiungere sul banco della volatona di campionato: venghino signori, venghino. Perché adesso c’è anche Flavio Bianchi.
Il vecchio e il bambino
Entrato al 35’ della ripresa, ha segnato al 36’ e ha completato l’opera al 39’ con un assist di tacco per Palacio. Un iradiddio il 22enne ex Genoa, semplicemente un gigante eterno il secondo, protagonista di una partita favolosa. Tre punti, seconda vittoria consecutiva in casa e, come detto, ri-primato: gran bel biglietto da visita da porgere all’ingresso di un trittico di scontri diretti. Ma concediamoci ancora qualche attimo di godimento per quel «tutto in tre minuti» di ieri. Ed è successo così dunque, in un attimo, che sull’asse de «il vecchio e il bambino» come cantava Guccini, il Brescia è riuscito a ribaltare il Perugia in quella che è stata tutta una partita che è stata sporca e maledetta, proprio come un po’ ce l’eravamo figurata. Ma poi, la realtà è stata persino peggio dell’immaginazione.




