Brescia, il nuovo che avanza: alla scoperta di Verreth e Juric

Matthias Verreth, Ante Matej Juric e Niccolò Corrado. Ovvero, il nuovo che avanza. E se ancora il buongiorno si vede dal mattino, per il Brescia potrà davvero essere una buona giornata.
Dei cinque nuovi volti (gli altri due sono quelli dell’australiano Trent Buhagiar e del romano Gabriele Calvani) che sono approdati alla corte di Rolly Maran, tre - quei tre - hanno già provato l’emozione dell’esordio con la maglia biancazzurra. E l’hanno fatto inducendo più che buone e promettenti sensazioni. Siamo solo agli albori, ma alcune considerazioni è già possibile farle.
Partiamo da Verreth. Il 26enne belga aveva già fatto le prove da titolare nel match di Coppa Italia con il Venezia lasciando, pur con tutte le dovute precauzioni di estemporanee valutazioni d’agosto, l’impressione di un giocatore ancora in fase di rodaggio tattico nonché (e ci sta) ambientale oltre che fisica con la scoperta dell’esistenza dei doppi allenamenti ai quali non era per nulla abituato e con la necessità di fare i conti con l’aggressività del nostro calcio, quello che si vede anche in partitina.
I meno e i più
Col Venezia la sua fu una prova un po’ scolastica, senza troppi acuti, seppur nel secondo tempo, con il crescendo della squadra, anche Matthias era decisamente cresciuto. Situazione che si è ripetuta col Palermo, se non che con i rosanero la ripresa aveva mostrato ancor più un giocatore di buona caratura e personalità. Per dirla facile, una spanna meglio. «Non è colpa dei centrocampisti - aveva giustificato lui e i compagni di reparto Maran nel dopo match con i siciliani - se nel primo tempo hanno reso meno, ma della squadra che, più timorosa del dovuto, li saltava spesso».
Cosa che con un atteggiamento diverso, cioè più coraggioso e sbarazzino, è scomparsa, mettendo di contro in mostra i suoi pregi. Quelli di un play al quale piace giocare rapido, possibilmente in verticale e, se non di prima, a due tocchi. E uno che poi non disdegna di cercare la porta altrui: due le sue conclusioni nella seconda frazione di gioco, di cui una nello specchio che ha obbligato Desplanches al volo in angolo per intercettate il suo destro dal limite. Insomma, un buonissimo biglietto da visita per un calciatore alla sua prima esperienza in Italia.
Davanti
Biglietto da visita che ha tolto di tasca per presentarsi anche Ante Juric. Il 22enne attaccante croato, anch’egli già visto all’opera nell’ultima mezz’ora con i lagunari, ha confermato la prima buona impressione. Quella di un ragazzo che s’è già integrato con il gruppo (le sue esultanze complici con i compagni fanno già capire che il suo grado di empatia è alto e capitan Bisoli lo ha già preso sotto la sua ala) e che, soprattutto nel subentro con i siciliani, sa entrare subito nel vivo del gioco. Molti i palloni lavorati nel quarto d’ora in campo e tutti con buona tecnica e piglio.

Un’entrata in campo, la sua, che l’ha visto (a sorpresa) in coppia con Borrelli in un’ipotesi tattica delle due torri contemporaneamente che intriga. Come la posizione di Niccolò Corrado. Per ora, Maran l’ha impiegato sempre in corsa e, ambedue le volte, più alto sulla mancina di quanto potessimo aspettarci. Sinistro educato e grande gamba, ha confermato le sue capacità e una duttilità tattica interessante. Per un nuovo che avanza che promette più che bene. E se il buongiorno si vede ancora dal mattino…
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