Brescia, primo pomeriggio in famiglia con le Dolomiti

Con i bellunesi obbligo di vittoria per tenere almeno la scia dell’inarrestabile Cittadella e staccare di nuovo l’Ospitaletto
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Un abbraccio tra Eugenio Corini e Andrea Rizzo Pinna - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
Un abbraccio tra Eugenio Corini e Andrea Rizzo Pinna - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it

Sono passate 6 partite: sembra di essersene lasciati alle spalle almeno tre volte tante. Pesa e vale tutto il triplo d’altronde quando si parte con gli zaini spalla belli pieni. E questo settembre sembra infinito. Agli sgoccioli vero, però ancora aperto a tutto: persino alle temperature estive, figuriamoci alla classifica. Altro giro altra corsa e altre risposte da dare: intanto, al Cittadella che non concede respiro e che ieri sera ha tritato 3-0 il Lecco mentre anche l'Ospitaletto è sempre lì, ancora secondo.

Obiettivi

Si riparte da qui e così, da questa fotografia della situazione. Ma gli scatti non hanno un contesto: cosa c’è dietro una immagine lo sa solo chi ne è soggetto e chi la scatta. C’è una Union Brescia che sorride, che si è restituita e ha restituito tanto a Seregno in coda a giorni in cui si è rischiato di perdersi in un bicchiere di acqua. O In due pareggi. Gli stress test hanno dato esito positivo: si può ricominciare tutti un po’ più distesi e con piccole lezioni in tasca.

Si riparte da una settimana tipo, da una partita in casa e dalla prima pomeridiana della stagione contro la Dolomiti Bellunesi. E si riparte, come sempre da qui alla fine, dovendo dimostrare qualcosa. Contro una piccola che però in classifica è vestita da ceto medio-alto. Contro una squadra anche piuttosto strana da decodificare come recitano i suoi numeri: 9 punti accantonati segnando appena 5 gol e soprattutto subendone soltanto 4, due dei quali in una gara sola, quella interna contro il Lumezzane che ai ragazzi del bresciano Bonatti è costata la prima sconfitta della stagione. Le modalità dei dolomitici, piuttosto duttili tatticamente, sono le consuete: squadra che non ama controllare il gioco e che non si distingue al palleggio. Il che significa una cosa sola: difende compatta (qualcosa concede in occasioni, ma la risposta è solida) e cerca di ripartire in velocità. La proposta offensiva è invece molto timida. Traducendo il tutto: difficile sarà sbloccarla, ma una volta eventualmente sbloccata, di fronte il Brescia avrebbe una squadra con non troppe risorse per riprenderla.

Cosa fare

Questo sul piano puramente teorico. Da parte sua al Brescia servirà provare a far circolare velocemente il pallone, anche se manca il canale principale sulla sinistra, De Maria. E dovrà appoggiarsi su altri equilibri dietro senza Sina. Comunque ce n’è, per i biancazzurri che poggiano anche su una ritrovata verve in attacco. Biancazzurri che sanno che come nel 90% delle gare di stagione, l’aspetto mentale della più forte è destinato a orientare la partita.  Settembre sta per finire, ma ha ancora molto da dare e da dire.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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