Senza Sina, in Nazionale, ma anche senza De Maria che verrà tenuto a riposo precauzione per un affaticamento. C’è qualche dubbio tattico e di formazione da riporre per Eugenio Corini a due giorni dalla partita tra l’Union Brescia e la Dolomiti Bellunesi. Ma: «A tutto va dato il peso corretto perché abbiamo consapevolezza e valori per starci dentro, e pure i giocatori per poter sopperire alle mancanze».
Il tecnico di Bagnolo Mella conferma la soddisfazione per l’esito della partita contro l’Alcione: «È stata significativa perché arrivavamo da una tragedia che è stata data per il pari subito all’ultimo col Treviso e perché scendevamo in campo sapendo che il Cittadella aveva già vinto. Volevo capire la risposta mentale da parte della mia squadra. L’ho avuta».
Il momento
La scorsa è stata una settimana intensa, sia per il numero di gare sia per le tensioni che ci sono state. C’era bisogno di una settimana tipo per riprendere il fiato? «Il fiato – dice Corini – non lo tiriamo mai, fondamentalmente l’attenzione è sempre la stessa in ogni allenamento a prescindere dalle circostanze. Con l’Alcione intanto abbiamo fatto capire chi siamo e chi vogliamo essere».
Ancora una volta l’allenatore richiama all’equilibrio: «Il Cittadella sta super performando, noi comunque stiamo facendo un ottimo campionato. Andiamo avanti, stando dentro al torneo e prendendo una partita alla volta. La pressione – lo ribadisco – è un privilegio, bisogna solo avere la capacità di maneggiarla nel modo giusto».
Il paragone col Vicenza
Forse bisogna smetterla anche di continuare a ricordare l’impresa del Vicenza della scorsa stagione, dato che ogni annata è a sé e i campionati si possono vincere in mille modi? «Corretto. Se tu crei delle sovrastrutture e un sovraccarico diventa difficile perché dopo ogni partita, a prescindere dal risultato, si va a trovare la cosa negativa per forza. Ci sono mille modi, è vero, per vincere: noi dobbiamo rimanere focalizzati sulla nostra stagione. Non sovraccarichiamo, ripeto, perché è già forte il carico che abbiamo e che ci carichiamo sulle spalle volentieri senza arretrare di un centimetro».
Gli avvii e Sina
Sugli approcci alle partite non sempre positivi: «Quando dico che il campionato va rispettato vuol dire che ci sono anche gli avversari e i loro modi di stare sul campo. E che magari non hanno nomi altisonanti, ma che stanno in serie C da anni. E che se giocano contro di noi hanno sempre voglia di fare comunque almeno bella figura. Alle partite bisogna stare sempre saper dentro per 95’. Io chiedo solo di non creare pressioni aggiuntive».
Su Sina: «C’è sia la soddisfazione e l’orgoglio di vedere un nostro ragazzo che si è preso la Nazionale maggiore, è gratificante, ma certo ci mancherà perché è un giocatore molto reattivo. Sarebbe stato meglio averlo ma non è possibile e abbiamo lavorato su un paio di situazioni».

Il modulo
Il Brescia lavora al suo volto tattico definitivo: «Io penso che la squadra si esprima meglio con i due trequartisti perché si riesce a valorizzare meglio Crespi: riesce a fare un certo tipo di lavoro e tra l’altro nell’ultima gara anche un gol straordinario. Quanto alle marcature, le stiamo comunque diluendo bene tra giocatori».
Come detto, non ci sono Sina e De Maria oltre a Lamesta (serviranno ancora un paio di settimane) però è recuperato Di Molfetta. Alle porte (forse già col Lecco) i rientri di Marras e Gori.




