Brescia, Cellino gioca di nuovo sulla carta dell’iscrizione

Il Brescia? Ê come una specie di landa desolata. Store chiuso e personale amministrativo messo in ferie perché non c’è da fare mentre il direttore generale Andrea Mastropasqua può essere a tutti gli effetti ritenuto il reggente: si occupa di fare il tramite con gli avvocati, appronta gli incartamenti per una iscrizione che non sa se verrà fatta e in caso da chi, risponde ai giocatori pur non avendo molto da dire o chiarire. Mentre tutti intorno fanno rumore, in una scena che ogni giorno si arricchisce di notizie anche non verificate perché tanto ormai sul Brescia vale tutto, perché tanto ormai il Brescia fa passare tutto.
Una situazione che evoca disarmo. Il tutto, quando in realtà occorrerebbe anche dare l’impressione (il «percepito» conta, e anche parecchio) del contrario: ovvero di essere armati fino ai denti e pronti a tutto per iniziare come si deve una battaglia legale nella quale gli appigli bisogna immaginarseli e dall’esito secondo i più già scritto.
Immagine
Ma dato che – stereotipo non stereotipo – questa è l’Italia e non si sa mai: anche l’immagine che si restituisce ha un ruolo. E se ti mostri debole – tra l’altro in un panorama calcistico nel quale Cellino gli amici li ha persi tutti, raccogliendo ciò che ha seminato – azzannarti e finirti diventa anche più facile del previsto. Se questo è lo spettacolo che va in onda, dietro le quinte però la scena non è mai stata tanto movimentata: vedere chi si muove e come è impossibile, ma il rumore di fondo si sente.
La sensazione che possa succedere qualcosa è sempre più forte e circostanziata. Purché succeda subito. Perché «Cellino non è nella posizione di dettare condizioni» come da parole di uno dei suoi legali Luca Bonavitacola, ma ha pur sempre in mano le sorti del Brescia che richiede ora 6.700.000 euro per essere iscritto. E il patròn del Brescia, come l’avvocato ha dichiarato venerdì sera a Teletutto, non ha ancora dato certezze su quel che farebbe nel caso in cui la palla restasse a lui. «Non posso far altro che confidare nel suo buonsenso e nel fatto che sia un imprenditore» si era limitato a dire sul tema Bonavitacola. Quanto Cellino «giochi» sulla prossima scadenza o quanto faccia sul serio è da scoprire.
La situazione
Riassumendo. «Il passo lo devono fare loro» ha detto nei giorni scorsi il patròn ammettendo interlocuzioni. Laddove «loro» sono gli investitori stranieri che si sono avvicinati grazie a Daniele Scuola e che di recente hanno messo in campo anche Francesco Marroccu.
Il patròn ora attende una offerta per poi valutarla. O ancora meglio, una manifestazione d’interesse che non sia solo scritta su carta, cosa già avvenuta a suo tempo, ma che prevede che venga mostrata l’unica carta che in questo momento vale: quella dei soldi. Il Brescia – Cellino – prima di esporsi a una vera trattativa, intende assicurarsi che venga aperto – per renderla semplice – un conto corrente sul quale si veda una somma che valga a garanzia di serietà.
Stallo alla messicana
Anche questa domenica è destinata a trascorrere in una situazione di stallo messicano mentre comunque le interlocuzioni procedono anche a mezzo stampa. Quei: «Il passo lo devono fare loro» uniti a tutto il resto e a tante frasi pronunciate da Massimo Cellino in diverse interviste a diverse testate, compongono probabilmente un puzzle di messaggi cifrati.
Tempistiche
Che si arrivi a un «passo uno» – ovvero che gli investitori mettano un piede nella società da azionisti di maggioranza – già entro giovedì, è quasi una necessità. Perché intanto inizia il processo per provare a sventare un destino di serie C difficilmente dribblabile se non attraverso soluzioni «creative» che a oggi nessuno considera.
Arrivare a quel giorno dimostrando che qualcosa sta cambiando e magari bonifici alla mano, potrebbe aiutare. Soprattutto se domani il Consiglio federale stabilirà che occorrerà attendere almeno il secondo grado di giudizio prima di riscrivere la classifica.
Ogni giorno a «bagnomaria» in più sarebbe tanto di guadagnato anche per sperare che attorno muti, pure di poco, il quadro politico (ci siamo ridotti a questo: a «tifare» affinché sia vero che qualcuno ha scheletri che è bene che restino nscosti per salvare la categoria...).
Calendario
Ma, processo a parte, il vero tema riguarda ovviamente le scadenze ed è proprio una mera questione di calendario. Il 31 è sabato e ci sarà un weekend lungo visto che lunedì 2 è festa. E il 4 va a scadenza l’ultima tranche stagione di stipendi. Andare oltre questo giovedì con davanti poi il venerdì e un solo altro giorno feriale per ultimare i passaggi tecnici, vorrebbe dire non farcela. E andare di nuovo incontro all’ignoto se l’iter per la successione di Cellino non si avviasse per tempo. Condurre il Brescia nel baratro sarebbe anti tutto, contro qualsiasi logica. Ma c’è qualcosa di logico in tutto ciò che stiamo vivendo? O si fa il nuovo Brescia o, nel dubbio, è meglio non ritrovarsi nella condizione di dover scoprire come va a finire.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
