L’ombra di un imprenditore cinese sui crediti acquistati dal Brescia

Gianluca Alfieri, il venticinquenne a capo dell’omonimo gruppo milanese che ha venduto i crediti d’imposta al Brescia Calcio, resta irraggiungibile. Da domenica scorsa, come se non bastasse, la sua nomea è segnata ogni giorno che passa da nuovi elementi a suo discapito. Compreso un imprenditore di origini cinesi con una carriera molto ambigua.
La pec

Oggi è emerso che lunedì 19 maggio (il giorno seguente allo scoppio di questa vicenda che rischia di mandare le rondinelle in Serie C) il giovane broker finanziario (classe 2000) invia alle 4.18 una mail all’indirizzo pec della squadra biancoblù in cui annuncia la restituzione della cifra versata dal presidente Massimo Cellino per l’acquisto dei contestati crediti fiscali per oltre 2 milioni di euro. La sua missiva è scritta di tutta fretta ed è di difficile comprensione, così come inizialmente risulta faticoso risalire alla provenienza dei «beni immateriali» venduti da Alfieri al Brescia Calcio
Cinque società
A fare un po’ di chiarezza ci pensano i legali della società di via Solferino, nella memoria difensiva presentata giovedì 22 maggio alla Procura federale sportiva e a quella ordinaria. I crediti d’imposta utilizzati dalle rondinelle in compensazione (acquistati appunto da Alfieri) risulterebbero riconducibili a cinque società, nella forma giuridica di Srl e Srls (Società a responsabilità limitata semplificata): pertanto i soci sono responsabili solo per la quota di capitale investita. Nel nostro caso una cifra pari a 16mila euro, ottenuta peraltro sommando il capitale sociale delle cinque realtà.
«Studio paghe» e «N.G. Costruzioni»
Tra di esse vi è la «Studio paghe 2000» di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli. La Srls campana è interamente controllata dal casertano Rosario D’Avino, che da febbraio risulta anche amministratore unico della Consulting Srl di Portici (Napoli) e in precedenza è stato pure liquidatore della C.f.m. di Milano, della Speedy Clean di Roma, della coop F.M. di Firenze, della On Service di Prato, della I.s.o. di Roma e della Indiffusion di Acerra (Napoli). Torniamo alla «Studio paghe 2000», società nata nel 2017, dedita all’elaborazione di dati e con un volume d’affari esiguo: l’esercizio 2023 si è chiuso con ricavi per 35mila euro. La seconda società coinvolta nella compravendita di crediti d’imposta avviata da Gianluca Alfieri è la «N.G. Costruzioni» di Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo. Il presidente, nonché socio di maggioranza con il 71,43% del capitale, è il napoletano Pietro Negro. Nella compagine societaria risultano altri nove «piccoli» soci con quote diverse e mai superiori al 4,76%. La N.G. Costruzioni, costituita nell’estate 2021, conta inoltre due dipendenti e nel 2023 ha registrato un’impennata delle vendite, da 624mila a 6,24 milioni di euro.
Le altre tre

La Studio paghe 2000 e la N.G. Costruzioni sono le uniche due realtà, delle cinque implicate in questa vicenda, che rendono disponibile il fascicolo di bilancio. Al contrario, il negozio di abbigliamento Honda di Lacchiarella (Milano), così come l’azienda di costruzioni San Pietro di Manduria (Taranto) e la software house Siam (Roma) non presentano alcun documento contabile. La Honda è operativa dal settembre 2022 e non ha mai depositato un bilancio, la San Pietro l’ha fatto solo fino al 2013 e la Siam, attiva dallo scorso febbraio, aveva un buon motivo per non farlo
L’imprenditore cinese
Dalla visura delle tre società si rileva anche un altro aspetto in comune e che in qualche modo le collega una all’altra: al vertice di ognuna di loro, sotto la voce «esponente principale», spunta il nome di Li Xin, un imprenditore cinese del 1988 e residente a Monteforte Irpino (Avellino), a poco più di 15 km da Serino, dove vive Gianluca Alfieri. Per chiudere il cerchio, vale allora la pena fare il punto anche sulla «Gruppo Alfieri Spv». La Srl di via Monte Napoleone, a Milano, ha iniziato l’attività nell’ottobre 2024 con un capitale di 25mila euro e non conta dipendenti. Gianluca Alfieri detiene il 100% ed è l’amministratore unico, così come della Stellato Srl, altra azienda avviata nel novembre dello scorso anno, impegnata nella «fornitura di lavoro temporaneo» e con sede legale allo stesso civico di via Monte Napoleone, nel capoluogo lombardo. Adesso, purtroppo, pare che tutto torni.
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