Eppur si muove. Non è ancora tempo di uscite e azioni allo scoperto per il Brescia versione 2026-2027. I tempi si sono un po’ allungati, ma non ci si fa prendere dall’ansia anche guardandosi intorno in un quadro generale di calma piatta: nessuno si è ancora mosso, qualcuno addirittura deve ancora scegliere l’allenatore.
Verifiche
Il Brescia – ovvero il presidente Giuseppe Pasini – si è preso il suo tempo per le opportune verifiche su ciò che va fatto e come. In ogni ambito di attività. Si attende la salita in sella di Mauro Pederzoli il cui ingresso nell’organigramma dirigenziale significherà una struttura gestionale più piramidale. Ma il suo ruolo, nei contorni e nei confini, è ancora in via di definizione. Anche nella dicitura: che potrebbe anche non essere quella di direttore generale in senso stretto. Sfumature: conteranno i contenuti e la chiarezza nei rapporti interni: chi fa cosa e a chi risponde, per intenderci. Quando sarà ufficiale la nomina di Pederzoli? Federalmente, dato che oggi scade il suo rapporto di lavoro col Rapid Bucarest, è possibile farlo ufficialmente da domani.
Tuttavia l’annuncio dovrebbe arrivare non prima della fine della settimana prossima, se non addirittura nella successiva dato che giovedì o venerdì Pasini dovrebbe effettuare un nuovo passaggio con i consiglieri ai quali esplicitare la ratio delle sue scelte.

Il direttore sportivo
In tutto questo non è comunque in discussione il ruolo del direttore sportivo Andrea Ferretti, che direttore sportivo continuerà a essere – seppur dentro un nuovo meccanismo operativo – e che dunque porterà avanti, in condivisione, il lavoro che ha già iniziato nella primavera scorsa – in ottica di questa stagione – con Eugenio Corini. Con Pederzoli avverranno gli opportuni faccia a faccia e poi il mercato potrà decollare seguendo i parametri di un budget ancora in via di definizione, ma che non potrà non essere conseguente ai propositi di un’annata che dovrà culminare con una vittoria.
A proposito di questioni economiche, ci sarà una chiamata a un aumento di capitale (dovrebbe trattarsi di 4-5 milioni): l’appuntamento sarà per settembre, ma è in questo periodo che si capirà quale sarà l’orientamento dei soci, tra contenti e mugugnanti a vario titolo, ma un quadro in cui Pasini ha ben strette in mano le redini.
Consolidamento
La scorsa è stata la stagione della ripartenza sulla base dell’orgoglio e sull’onda emotiva: questa dovrà essere la stagione del consolidamento e della verifica che, per tutti (vale anche per gli sponsor), quello per il progetto Union non è stato un amore passeggero. E poi: il 10 luglio scadono i termini per la presentazione dell’offerta per partecipare all’asta per l’acquisto del marchio storico del Brescia di Corioni e c’è in ballo il recupero della «V».
L’asta per il marchio avverrà il 13, giorno in cui scadrà anche lo scudo rispetto ai creditori per ricostruire le «condizioni di equilibrio patrimoniale» che il tribunale ha concesso a Massimo Cellino per provare a salvare dal fallimento il Brescia calcio. Col giudice civile, queste erano le ultime in un quadro sempre in evoluzioni e con mille incognite, che ha fissato però per oggi per l’imprenditore sardo il termine per iscrivere con la ormai famosa matricola 7810 una squadra in Terza categoria.
Una iscrizione che avverrebbe solo per ragioni tecniche (recuperare i crediti in pancia al Brescia calcio), ma che richiederebbe comunque l’avvio di una attività che poi Cellino potrebbe anche cedere suscitando l’interesse di più di qualcuno, che dietro le quinte si starebbe muovendo: potrebbe trattarsi di un potenziale grattacapo.
Ma piano: carne al fuoco ce n’è già tanta mentre in questo caso siamo su un terreno ancora aleatorio.




