Brescia a caccia del 10 e lode: col Monza braccio di ferro da A

Bisoli & compagni cercano il decimo sigillo in esterna che vale il sorpasso: il blitz manca dal 16 febbraio
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Il capocannoniere del Brescia Stefano Moreo - © www.giornaledibrescia.it
Il capocannoniere del Brescia Stefano Moreo - © www.giornaledibrescia.it

È decisiva, ma non è decisiva. È una finale, ma non è una finale. È una partita, ma non è una partita. Monza-Brescia è, «semplicemente», una stagione. È Pasquetta con un fuoriporta da serie A. Domani sera - ore 20.30 - la sera allo U Power Stadium che prepara una cornice da tutto esaurito o giù di lì (che fastidio la faccenda delle limitazioni applicate alla tifoseria bresciana...): nell’aria c’è il profumo delle grandi occasioni. Ma soprattutto della resa dei conti.

Così è, anche se Eugenio Corini preferisce essere meno tranchant e mantenersi sul soft: «È certo una partita molto importante, ma poi ce ne saranno altre tre e il calcio mi ha insegnato che può sempre succedere di tutto». Lezione imparata per altro a spese proprie la passata stagione quando proprio a Monza il Lecce di Corini perse una partita che costò il sorpasso della Salernitana e la serie A diretta. E quella lezione pagata a prezzo carissimo, diventa però ora proprio la spinta a crederci ancor più di quanto già non stia accadendo all’insegna del «si-può-fare!». Domani, il Brescia dovrà essere la Salernitana e il Monza invece il Lecce che fu.

Insomma, parallelismi a parte, ci siamo intesi: serve il colpo grosso. Occorre in tutti i modi andare a infilare quel decimo successo stagionale in trasferta che sarebbe record nella storia del Brescia, ma che da quando viene inseguito, è diventato una sorta di tabù. La banda con la «V» non vince infatti in trasferta dal 16 febbraio scorsodal blitz di Crotone targato Tramoni.

Sono 61 giorni e sono troppi. E domani, il 10 porterebbe con sé anche la lode sotto forma del sorpasso alla squadra di Stroppa che è in un periodo di forma straordinario e che nel sabato in cui il Brescia cadeva malamente nel finale a Cremona, sempre nel finale centrava a Cittadella, in nove uomini, la vittoria della svolta. Da allora 6 vittorie nelle ultime 7 partite e 18 punti mentre per contro le rondinelle entravano nel tunnel che avrebbe portato all’esonero di Inzaghi che lasciò dopo uno score di 3 punti in 4 gare riportato in linea dai 7 punti in 3 conquistati con Corini alla guida. Monza, città di «prossimità» crocevia di speranze di gloria.

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Il ricordo è fresco: la vittoria 2-0 (Ayé+Mangraviti) che valse al Brescia l’insperato accesso ai play off. Quelli che ora come ora sono già certezza: stavolta, il sogno è al rialzo e prevede lo sbocco della serie A diretta. Mettere a segno il colpone domani, significherebbe - anche grazie al ko del Benevento col Cosenza - non certo andare in serie A (c’è anche l’«incomodo Cremonese» che domani se la vede col Cosenza di cui sopra, arbitro della promozione) , ma ritornare padroni del proprio destino sulla strada della massima serie: proiezioni e calendari incrociati, dicono che chiudere a quota 73, facendo dunque percorso netto, potrebbe proprio voler dire far festa grande.

Ma qui siamo già oltre mentre cuore e testa devono sincronizzarsi come se esistesse solo domani perché un ko o un pareggio, per quanto questo campionato ci stia abituando all’impensabile, vorrebbe dire play off. Ma è comunque anche in questa chiave che il braccio di ferro da serie A di Pasquetta conta tantissimissimo per mettere un eventuale mattonicino alla ricerca del miglior piazzamento che sia possibile.

Numeri

Negli occhi del tifoso bresciano tornato a palpitare per la sua squadra, c’è ancora la vittoria contro il Parma: costruita da squadra che sa quello che vuole e che sa soffrire senza perdere lucidità: «E miglior banco di prova di quello in preparazione della sfida al Monza - parole di Corini - non poteva esserci vista la qualità dei ducali che ci ha preparato a quella della squadra di Stroppa. In tema di strategie, devo ancora pensare a un paio di soluzioni, ma certo andremo là con la nostra identità e nemmeno la mentalità può cambiare».

Di più e meglio delle prime tre uscite coriniane, può e deve fare sotto porta: sono pochi 3 gol fatti in rapporto alla messe di gioco e occasioni create. Più si alza il livello, più ogni errore davanti come dietro (rondinelle imbattute da 310’) può valere la stagione. Possibile zona calda dell’incontro, il quarto d’ora finale: 20 i gol messi a segno dal Monza (e 20 gol i biancorossi li hanno trovati dai subentranti) negli ultimi 15’, 13 quelli del Brescia. Ma saranno più che mai solo due le statistiche che conteranno domani: quelle dei gol fatti e quelle dei gol subiti: il resto è filosofia. Non c’è spazio: questo è un braccio di ferro per la A.

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