Le lacrime, tante, si sono già trasformate in gocce di memoria. E in prezioso drenante per tornare a far pompare il sistema linfatico delle ambizioni. I big del Brescia non lasciano: «Un finale così comunque non cancella il percorso», ma raddoppiano: «Tutto arriverà».
Flash
Sono stati, e ancora sono, giorni in cui tutto si è ridotto e si riduce alle emozioni. Tra flash che illuminano i dettagli e i passaggi che hanno fatto la differenza e immagini che messe tutte in fila invece restituiscono il film di una stagione nella quale è mancato il raccolto, ma in cui la semina - se ci saprà essere la giusta cura rispetto al lavoro ben fatto, ma anche rispetto a ciò che va necessariamente migliorato dentro e intorno alla squadra - potrà, seppure a rilascio posticipato, regalare soddisfazioni.
L’aria che si respira
Lo pensano in molti, a partire dai giocatori più esperti. Quelli che hanno visto qualche angolo in più del mondo calcistico e che quindi sanno pesare le sensazioni, l’aria e il gruppo. Che si rinnoverà e dovrà vedere alzarsi di netto il livello qualitativo, partendo da alcuni punti fermi. Come Stefano Gori, come Alessandro Mercati.
Il primo, è stato la rappresentazione plastica della fatica di ogni bresciano a imparare a camminare e poi provare a correre, nella palude di serie C. Immergendovisi senza paura di sporcarsi, ma avendo anche delle difficoltà. Gori ha vissuto doppiamente questo tipo di stato d’animo: non solo da bresciano in quanto tale e quale lui stesso è, ma anche da giocatore abituato a un altro piano e con ancora scalini da voler salire. L’estate scorsa accettò il passo indietro, per farne due in avanti. Ha patito l’ambientamento, poi si è sistemato e un po’ come tutti la prossima stagione sarà ancor più pronto e pratico fin da subito. Era tra i più a pezzi dopo la finale con l’Ascoli e dopo qualche giorno di silenzio ha rotto il silenzio con una comparsata sui social: «Fa male, tanto- ha scritto il portiere che ha altri due anni di contratto e che con Corini ha trovato un grande feeling -. Ma questo non cancella il percorso, l’impegno e il cuore che abbiamo messo in ogni partita. È da momenti come questo - ha scritto ancora - che si costruisce il futuro». Poi la gratitudine: «Grazie a chi c’è sempre stato, ovunque. Il vostro sostegno è stato la nostra forza».
L’errore da cui ripartire
Infine il rilancio, segno anche che il messaggio dall’alto della società («punteremo alla serie B senza indugi») è già entrato in vena: «Ripartiamo da qui, con ancora più fame e voglia di tornare a lottare. Ci vediamo presto».
Si sente forse come se avesse perso due volte Alessandro Mercati, l’uomo che fa la diffenrenza in mezzo al campo. L’uomo che c’è o non c’è il Brescia cambia faccia. E ad Ascoli Mercati non c’era perché squalificato. Una sanzione che il giocatore ha rimediato con ingenuità, una sanzione pagata emotivamente con giorni di tormenti e pianti ininterrotti. Mercati si è scusato non si sa quante volte con staff, compagni, tifosi per i quali era e resta un totem: l’irruenza che spesso lo porta a eccedere e rischiare, è anche la dote infiamma-popoli. Lo sbaglio sarà per lui benzina ulteriore nel motore della prossima stagione. Ragazzo piacevolmente chiacchierone ed estroverso nella vita, sui social se l’è cavata con un titolo: «Tutto arriverà». Una sintesi che diventa il manifesto dello spirito dei big.




