Dadson e il vizio del gol imparato con Balotelli

Il centrocampista del Vobarno segna sempre dal 2019, nelle giovanili a Lumezzane faceva la punta con Mario
Giovanni Gardani
Il centrocampista del Vobarno Papa Dadson - © Newreporter Uberti
Il centrocampista del Vobarno Papa Dadson - © Newreporter Uberti

Papa Dadson, se esistesse il fantacalcio tra i dilettanti, lei si comprerebbe? «Credo di sì». Sorride il mediano di 36 anni di origine ghanese, forse un po’ per schermirsi: la realtà, però, è che i numeri sono, da diversi anni a questa parte, sempre dalla sua.

Non solo per la quantità, ma anche per la qualità delle giocate e dei bonus. Con la rete di domenica, segnata in maglia Vobarno (squadra di Promozione), Dadson ha messo un nuovo tassello al suo ponte di gol che si prolunga ininterrottamente dal 2019: sempre a segno, in ogni stagione, dopo il suo ritorno in Italia susseguente alla parentesi inglese al Coventry United.

Capacità acquisita

«Diciamo che forse la mia carriera mi ha dato una mano - rivela -: nelle giovanili del Lumezzane ero attaccante, seconda punta oppure punta esterna, e giocare con Mario Balotelli come pivot centrale mi ha aiutato ad affinare la capacità di inserimento. Sono doti che sfrutto tuttora, anche se, ovviamente, gioco qualche metro indietro, o da regista oppure da mezz’ala».

Già, il passato con Balotelli, ma anche la parentesi inglese che, nata per stare più vicino ai suoi genitori, di stanza proprio in Regno Unito, ha portato con sé un «regalo» per il prosieguo della carriera.

«In quei campionati, molto fisici, se non sei in forma sei fuori - racconta ancora Dadson -. E allora da quel viaggio ho portato con me un miglioramento atletico, che indubbiamente mi sostiene, anche adesso che gli anni passano. Guardate i miei gol: sono quasi sempre frutto di inserimenti in area, colpi di testa, lettura di situazioni. Poi sì, ogni tanto ci provo da fuori, il che non guasta. Ma non sono un bombardiere, in zona gol ho altre doti».

Goleador

Già due reti quest’anno, in tre gare disputate. Si è posto un traguardo per questa stagione? «No, e non sono nemmeno troppo maniaco di conteggiare le mie reti. Quella è più una moda, per così dire, da attaccante. Se segno bene, se vince la squadra meglio. Dicono tutti così, lo so, ma provate a contraddirmi».

Il Vobarno ha conquistato domenica i primi tre punti di questa nuova stagione: dove può arrivare in questa Promozione, che ancora non ha trovato un padrone? «È un girone particolarmente equilibrato e noi possiamo soltanto crescere, dato che non siamo partiti fortissimo. Ma siamo attrezzati per fare un’ottima figura - sottolinea ancora il centrocampista -. Senza presunzione e senza parlare di vittoria del campionato, dobbiamo comunque guardare alla parte alta della classifica. Abbiamo una rosa giovane, e questo garantisce crescita sul lungo periodo. Noi "vecchietti" cerchiamo di dare una mano, ce lo ha chiesto anche l’allenatore Guerra, che coi giovani ci sa fare. Sono convinto possa nascere qualcosa di molto importante».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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