Calcio giovanile, pagare il biglietto è giusto o no? Di’ la tua

È polemica sul costo del calcio giovanile dopo il caso sollevato da Angelo Roversi, supporter del Rezzato Calcio che ha criticato la scelta dell’Azzano Calcio di far pagare un biglietto, fino a sei euro, per assistere ad alcune partite Under 16. Uno sfogo pubblicato sui social e rapidamente diventato virale, capace di innescare un acceso confronto tra tifosi, genitori e addetti ai lavori.
Nel mirino, l’aumento dei costi legati al calcio giovanile: dalle quote annuali per le famiglie, già considerate impegnative, fino al pagamento per assistere alle gare. Secondo i critici, il rischio è quello di allontanare sempre più persone da uno sport tradizionalmente popolare, rendendolo meno accessibile soprattutto per chi ha minori possibilità economiche. Tema di cui si è parlato molto all’indomani della mancata qualificazione, la terza di fila, della nazionale italiana ai Mondiali e che verrà approfondito oggi durante un incontro in Sala Libretti.
Di diverso avviso le società sportive, che rivendicano la necessità di coprire spese di gestione sempre più elevate e di garantire standard organizzativi e tecnici più alti rispetto al passato. Tra staff qualificati, servizi dedicati e strutture adeguate, il settore giovanile richiede oggi risorse importanti.
Il caso riapre così una questione più ampia: come conciliare sostenibilità economica e accessibilità allo sport, in un contesto in cui il calcio giovanile è sempre più strutturato ma anche più costoso?
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