Di colpo, sabato, nell’ultimo giorno disponibile, la richiesta della Germani di partecipare alla Champions League, terza competizione europea (ma prima della Fiba) dopo Eurolega ed Eurocup. Per il mondo della Pallacanestro Brescia, da tre stagioni distante dai palcoscenici europei nonostante i risultati di livello in Italia, la mossa spiazza. Come mai il ripensamento?
Giusto citare chi prova ad abbozzare, sponda Trieste (dato che desta qualche preoccupazione), che l’imbeccata per avanzare domanda di iscrizione sarebbe arrivata da Matiasic, il magnate americano in uscita dalla società giuliana - da capire ancora in che modo e quando - per intraprendere un’avventura a Roma, creando una seconda squadra nella Capitale, dopo quella che è già nata spostando il titolo di Cremona.
Da Trieste
Scrive Lorenzo Gatto, autorevole firma del Piccolo di Trieste: «Secondo indiscrezioni che attendono la conferma ufficiale dalla Fiba, sarebbe stata presentata domanda di iscrizione alla prossima Basketball Champions League sia per Trieste che per Brescia. Una mossa che l’avvocato americano (Matiasic, ndr) ha calato sul tavolo europeo proprio perché la partita per il futuro è ancora apertissima e l’esito del tutto incerto. Novità che conferma due dinamiche cruciali. La prima è che il dialogo tra il patron della Germani Mauro Ferrari e lo stesso Matiasic sarebbe più che mai vivo, con le parti ancora al lavoro per trovare la quadra».
Cambiamenti
La realtà dei fatti, però, almeno al momento, è che la Pallacanestro Brescia si sta attivando per giocare la prossima Champions per conto proprio. Per quel che può valere, la pagina ufficiale di Wikipedia dà Reggio Emilia come partecipante della competizione, e poi aggiunge, in una nota: «Germani Brescia, Pallacanestro Trieste, Openjobmetis Varese e una nuova squadra con base a Roma potrebbero entrare a fare parte della competizione in qualità di seconda formazione italiana». L’elenco completo di chi si contenderà la Bcl dovrebbe arrivare nei primi giorni della settimana entrante.
Chiaro che la Germani, con coach Matteo Cotelli in testa, deve cambiare di non poco i programmi. Se prima si immaginava una stagione di solo campionato italiano più o meno sulla falsariga delle ultime due (roster corto, soldi investiti su un novero ridotto di giocatori, assetto societario «smart»), in caso di partecipazione alla Coppa le cose dovrebbero cambiare. Vero, si comincia con sei partite (una ogni due settimane, una trasferta al mese) in un girone da quattro. Poi si procede, in caso di passaggio del turno. Ma serve una rosa più ampia, di almeno 10 giocatori «veri», più al limite, un Senior «alla Ferrero» e un Under. Servirebbe un dirigente che faccia da collante tra squadra e proprietà. Forse, un assistente in più.
Lato mercato, la partecipazione faciliterebbe di non poco le cose. E, anche nell’ottica Coppa, ecco che diventa caldo il nome di Paul Biligha, 36 anni, centro italiano con doti difensive, lo scorso anno a Tortona. Piace sempre Jarrod Uthoff, ala di Trieste.




