«Ma chi è il numero 20?». La domanda arriva a metà partita direttamente dal vicepresidente di Treviglio. Retorica, naturalmente. Perché Matteo Da Ros, da quelle parti, lo conoscono bene: è proprio a Treviglio che ha mosso i primi passi della sua carriera. Anni dopo torna in provincia di Bergamo con un’altra maglia e lascia subito il segno. La prima amichevole della nuova Leonessa trova in lui il protagonista assoluto: 28 punti, canestri da ogni posizione e quella naturalezza di chi sembra aver saltato a piè pari le fatiche di agosto. L’A2A comincia da Da Ros e da un 99-88 che vale zero in classifica, ma offre già parecchio da raccontare dopo appena dieci giorni di lavoro.
Il pubblico
E parecchio da raccontare arriva anche dalla tribuna. Un centinaio di Irriducibili al PalaFacchetti per la prima amichevole stagionale non sono un dettaglio. Cantano, spingono la squadra e quando parte la tradizionale «Madonnina dai riccioli d’oro» la serata regala il suo momento più emozionante. «Un pubblico da Serie A», dirà alla fine la presidente Graziella Bragaglio. È basket d’agosto, quindi vietato distribuire promozioni e bocciature. Ma è anche la prima occasione per vedere all’opera la creatura di Calvani e qualcosa si intravede già: talento, profondità, condivisione del pallone. E parecchie cose da sistemare, soprattutto dietro.

Il match
Brescia parte senza Burns, Vencato e Naumoski. I primi due dovrebbero trovare spazio mercoledì nell’amichevole di Vicenza. Le assenze, però, non impediscono alla Leonessa di produrre con continuità. Il primo quarto si chiude sul 26-23, all’intervallo è 48-46. Da Ros e Klanjšcek sono già in doppia cifra e il primo, soprattutto, sembra giocare con una naturalezza che contrasta con il periodo della stagione.
Il protagonista, tuttavia, evita accuratamente di guardarsi allo specchio. «Lavoriamo insieme da troppo poco tempo – spiega Da Ros –. In questo momento fare le cose più facili è ciò che può aiutarci. Il corpo ancora non ci viene dietro, quindi bisogna fare cose semplici, senza strafare, prendere i tiri che ci sono. Dobbiamo limitare gli errori di disattenzione: posizionamento e difesa arriveranno con il tempo. Lavoriamo da dieci giorni e non siamo ancora al completo».
La prima vera accelerazione arriva dopo l’intervallo. Brescia alza i giri e soprattutto concede meno: 25-15 nel terzo quarto, il migliore della serata, e 73-61 alla mezz’ora. Nell’ultimo Treviglio reagisce e si prende il parziale 27-26 praticamente al fotofinish, ma senza rimettere in discussione il successo bresciano.
I protagonisti
Dietro ai 28 di Da Ros ci sono i 19 di Maks Klanjšcek, altro giocatore che mostra immediatamente di avere punti nelle mani. Sabatini ne aggiunge 12, Bazan 11 e Lombardi 10. Una distribuzione che racconta le molte soluzioni a disposizione di Calvani. Il tecnico, però, alla sirena guarda prima di tutto l’altra colonna del tabellone: 88 punti subiti.
«È stata una partita estremamente utile contro una squadra che corre, gioca molto in velocità e ha tanti giovani – osserva Calvani –. Quello di cui non sono soddisfatto sono i punti che abbiamo subito: 23 nel primo quarto, 23 nel secondo e 27 nell’ultimo. Alcuni canestri li abbiamo concessi per banalità, oltre che per la bravura di Treviglio. Da questo punto di vista dobbiamo sicuramente registrarci».

L’analisi
Il materiale su cui lavorare, comunque, non manca. Calvani ha già visto quella predisposizione all’aggressività che cerca, ma adesso deve trasformarla in un sistema: se un difensore viene battuto deve esserci un compagno pronto ad aiutare, così come andranno tolte agli avversari le ricezioni troppo facili dentro l’area. «Non siamo una squadra che si tira indietro – sottolinea il coach –. L’aggressività individuale deve però essere inserita in un contesto di squadra».
E il calendario della preparazione aiuta a pesare tutto: nemmeno due settimane di lavoro, carichi importanti e nessuno sconto alla vigilia della prima amichevole. «I ragazzi ci stanno dando dentro. La cosa negativa sarebbe stata non vedere l’atteggiamento, invece c’è disponibilità nel cercare di fare ciò per cui ci siamo allenati. Per la pulizia del gioco abbiamo bisogno di tempo».
Quando gli chiediamo di Da Ros, Calvani resta fedele alla regola di non soffermarsi sui singoli, ma una concessione la fa: «È un giocatore al quale non devi spiegare tante cose, ha un bagaglio culturale e tecnico di altissimo livello». Più dello score, al tecnico interessano però le letture e la capacità di dedicarsi al compagno.
L’ex ct

Dalla tribuna prende appunti idealmente anche Carlo Recalcati, ex commissario tecnico della Nazionale e icona del basket italiano. La prima Brescia gli piace soprattutto per una caratteristica: la continuità, nonostante le tante rotazioni e assenze importanti.
E sulla stagione che attende la Leonessa non si nasconde: «C’è grande attesa per il tipo di squadra costruita, per le giuste ambizioni della società e per il palcoscenico che merita Brescia. Il campionato non sarà facile, ci sono tante squadre forti, ma questa è una formazione di grandissima esperienza, coperta in tutti i ruoli e con il giusto mix tra esperienza e gioventù. Possiamo considerarla favorita d’obbligo».
A Recalcati è piaciuto particolarmente Klanjšcek: «Credo che possa essere il giocatore al quale rivolgersi nei momenti in cui c’è bisogno di canestri». Ma promuove l’insieme, sottolineando come il rendimento non sia calato pur alternando continuamente gli uomini.
La presidente
Sorride anche la presidente Graziella Bragaglio, che mette sullo stesso piano campo e tribuna. «La prestazione è molto buona, ma quello che mi è piaciuto è il pubblico. Avere alla prima uscita un seguito così è un orgoglio. Il cambiamento che è stato fatto non è facile per nessuno e anche per noi questo campionato è nuovo. Però abbiamo giocatori di categoria superiore e si vede. È un mix di ragazzi giovani e gente esperta che può giocare bene insieme».
Domani, domenica, a Pisogne (ore 18 al PalaComisa, ingresso gratuito) la Leonessa torna subito in campo contro Trieste, avversaria di livello superiore che alzerà sensibilmente l’asticella del test. Calvani lo sa: tra Treviglio e Pisogne non si può fare allenamento, si può però rimettere ordine nelle idee, correggere mentalmente qualcosa e provare a compiere «un passettino avanti».
Il tabellino
Treviglio Agostini 13, Polini 7, Pagnoncelli, Reati 13, Mazzucchelli 13, Cemmi 2, Muratovic 16, Dore 18, Carparelli, Odiphri 6, Cefis. Ne: Bucca, Guercetti, Pedrocchi.
Allenatore: Cardelli.
A2A Leonessa Brescia Sabatini 12, Klaniscek 19, Lombardi 10, Nikolic 11, Da Ros 28; Bazan 11, Grazioli, Santinon 5, Cabodevilla, Frosini, Bedin 3.
Allenatore: Calvani.
Note Parziali: 23-26, 46-48, 61-73. Tiri liberi: Treviglio 15/22, Brescia 22/27. Tiri da tre: Treviglio 13/30, Brescia 11/35.




