La Germani sogna un finale di stagione in volo

C’è da parlare di Germani-Treviso, in programma domani, domenica, alle 19, al PalaLeonessa. Ma l’occasione della conferenza stampa nella sede di San Zeno consente di spaziare parecchio, a 360 gradi, sul prossimo futuro della Pallacanestro Brescia.
Innanzitutto, occhi sul classico testa-coda. Brescia è seconda (con gli stessi punti della capolista Virtus Bologna, sotto per scontri diretti). La Nutribullet è ultima con la Dinamo Sassari, rischia la retrocessione, ma meno dei sardi, che questo weekend osservano il turno di riposo forzato. Dal punto di vista delle motivazioni (difendere la seconda piazza, provare il sorpasso per Brescia; avvicinare la salvezza per i veneti) il match è molto importante.
C’è già la (classica) grana infortunio. L’ultimo arrivato, il play-guardia Jayden Nunn, ha saltato gli ultimi due allenamenti dopo essere stato colpito (involontariamente) con una gomitata nell’occhio da Rivers. «Il suo occhio è gonfio e rosso - racconta l’allenatore della Germani Matteo Cotelli -, anche se il problema non è grave. Decideremo in queste ore se schierarlo. Di sicuro verrà in panchina».
L’avversaria
Con la forza della disperazione e comunque inferiore ai biancoblù, Treviso «ha vinto quattro delle ultime cinque partite - prosegue l’allenatore -. Sono intensi, fisici e aggressivi. Noi veniamo da due grandi vittorie a Venezia e Trieste. Farò affidamento sul nostro gruppo storico, che poi viene adattato in base alla necessità». Il riferimento è agli esperimenti vincenti nella terra dell’Est, specie nei momenti decisivi delle partite. «Sono state gare difficili - ricorda il trentottenne bresciano -. Ma abbiamo trovato protagonisti diversi, versatili, sempre pronti. Questo sarà necessario anche e soprattutto ai play off».
A proposito, la classifica di oggi dice che Brescia incontrerebbe Trieste ai quarti e, probabilmente, l’Olimpia Milano in semifinale (circostanza che, storicamente, significa «morte» in 3-4 partite). Meglio chiudere al primo posto (bisognerebbe vincere e sperare in uno scivolone dei bolognesi) e avere il fattore campo sempre a favore o meglio che si generi un tabellone della post-season che mette le due superpotenze (Bologna e Milano) dalla stessa parte del tabellone e la Germani dall’altra? «Si tratta di cose che non possiamo del tutto controllare - sottolinea Cotelli -. Vogliamo vincere tutte e tre le partite che ci separano dalla fine della stagione regolare. Poi arrivano i play off, e lì sei chiamato a vincere le serie...». Cosa mai facile. A partire dai quarti. Specie adesso che nelle zone basse della griglia si aggirano, minacciose, squadre come Trieste e Reggio Emilia, pessime clienti per chiunque.
Da Treviso a Treviso
Treviso è stata la prima avversaria in campionato (fu vittoria soffertissima, 102-100, al PalaVerde, dopo un supplementare). Da Treviso a Treviso, come è cambiato Matteo Cotelli? «Il mio è stato un percorso di acquisizione di consapevolezza - racconta il coach -. Sono di sicuro cambiato molto. Ho guadagnato leadership, non solo dal punto di vista morale, ma anche sul piano tecnico e tattico. All’inizio ho cercato di ricalcare quanto portato da Peppe Poeta, consapevole delle modifiche che volevo apportare. Sono molto contento. Fin qui, siamo riusciti a essere ciò che volevamo, nonostante le tante difficoltà dovute agli infortuni. L’elemento che più mi piace, oggi, è la versatilità che abbiamo dimostrato di saper avere. La versatilità e la crescita in difesa. Spesso si è pensato che questo gruppo non potesse dare più di così. Adesso siamo a un passo da un risultato storico. Abbiamo smussato qualche angolo, la squadra ha dimostrato di saper migliorare...».
Storia
Già, perché con una sola vittoria nelle ultime tre di campionato la Germani sarebbe sicura di chiudere la regular season al secondo posto. Cosa mai accaduta nella storia.
L’allenatore non pecca di superbia. «È un percorso di due anni - ricorda -. Spero di mettere la ciliegina sulla torta a quanto è stato fatto da fatto da Poeta lo scorso anno. Quanto realizzato fin qui è merito della squadra, che mi segue da sempre, dello staff, della società, a partire da Mauro Ferrari».
Tornando alle questioni di puro campo, la Pallacanestro Brescia ha dimostrato di saper vincere «con la pazienza». Specie a Venezia e a Trieste. Ma pure in casa con Napoli. «In trasferta - prosegue l’allenatore - sappiamo che dobbiamo cercare di reggere l’urto degli avversari nella prima parte di gara. Nella seconda, siamo chiamati a mettere su di loro pressione psicologica. Con Treviso, comunque, cercheremo di essere aggressivi fin dall’inizio. In generale, in molti modi diversi, siamo riusciti a trovare la via, a trovare il sentiero per vincere le partite».
I complimenti ricevuti unilateralmente, di questi tempi, «Sono da dividere con tutti». Con la consapevolezza che nulla, ancora, può considerarsi compiuto.
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