Germani, la sindaca: «Brescia merita di più, via al modello Union»

Laura Castelletti volta pagina parlando di fiducia rotta e di un tavolo di lavoro a breve. Emilio Del Bono: «Sconcertante, la città è stata spiazzata»
Laura Castelletti ed Emilio Del Bono a una partita della Germani - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Laura Castelletti ed Emilio Del Bono a una partita della Germani - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Il passato lo liquida con una parola: «errore» (quello di non averla informata della vendita). Il futuro, invece, lo affida a un tavolo che verrà convocato «al più presto». La sindaca Laura Castelletti sceglie di non alzare i toni con Mauro Ferrari, ma il messaggio che arriva da Palazzo Loggia è cristallino: dopo la cessione del titolo sportivo della Pallacanestro Brescia a Roma, il rapporto di fiducia si è spezzato e la città deve voltare pagina.

La città e il basket

La sindaca parte da un principio che mette subito in chiaro i confini della vicenda: «Ogni imprenditore è libero di compiere le scelte che ritiene più opportune». Ma, aggiunge, una città «ha lo stesso diritto di valutare quelle decisioni e soprattutto il modo in cui sono state prese e comunicate». Per Castelletti il nodo non è la legittimità della scelta, ma il venir meno di un rapporto costruito negli anni. «Quando una squadra diventa parte dell’identità di un territorio non si sta amministrando soltanto un patrimonio sportivo, si sta custodendo una fiducia collettiva. E quella fiducia, in questo caso, è venuta meno».

Nessuna rimozione del passato, anzi. Alla famiglia Ferrari viene riconosciuto il merito di aver contribuito ai migliori risultati della storia del basket bresciano. Ma quei successi, ricorda la sindaca, sono stati possibili anche grazie ai tifosi, agli sponsor, alle istituzioni e a una città intera. «Brescia meritava un epilogo diverso, più trasparente e più rispettoso».

Poi c’è il capitolo politico. Castelletti respinge le accuse del centrodestra sugli investimenti pubblici nello sport, definendo «miope e faziosa» la ricostruzione dell’opposizione. Rivendica gli oltre venti milioni destinati agli impianti sportivi negli ultimi anni e insiste su un concetto: quelle risorse «non appartengono a una società», ma restano patrimonio della comunità. Il passaggio forse più significativo, però, arriva alla fine. Se il basket ripartirà, assicura, «troverà un’Amministrazione pronta a fare la propria parte». Ma soprattutto annuncia che convocherà «tutte le risorse che in questi anni hanno contribuito a rendere grande il basket bresciano» e incontrerà i tifosi per costruire «un progetto credibile», valutando «tutte le possibilità, come abbiamo fatto con il Brescia calcio». Un richiamo esplicito all’operazione Union Brescia, che lascia intendere la volontà di cercare una strada nuova, senza limitarsi ad attendere le mosse dell’attuale proprietà.

Del Bono

Sullo stesso registro, anche se con toni più amari, interviene l’ex sindaco Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale. «Mi ero illuso che mai sarebbe accaduto ciò che è accaduto» scrive. La vendita del titolo, pur «legittima», è stata compiuta «in solitudine», senza coinvolgere sponsor, istituzioni e comunità. Anche Del Bono riconosce a Ferrari gli sforzi passati, ma definisce «sconcertanti» la decisione e le modalità con cui è maturata. Ora – conclude – «si tratterà di lavorare per cercare strade nuove», anche se «il tempo lascia poche speranze». Un punto, però, gli appare ormai incontestabile: «La città e le istituzioni sono state spiazzate. E questo è triste».

Cantoni

Anche l’assessore allo sport si è espresso, partendo da quello che definisce un successo collettivo. «Sono i genitori che hanno portato i figli al PalaLeonessa, i nonni con i nipoti, molti facendo sacrifici veri. Sono i bambini che si sono innamorati del basket su quel parquet. Sono i numerosi sponsor che ci hanno creduto quando era ancora una scommessa. Sono i tifosi che hanno riempito quel palazzetto domenica dopo domenica con una passione che poche città in Italia possono vantare. Sono, permettetemi, anche le istituzioni. Il Comune ha investito risorse pubbliche importanti per trasformare un vecchio palazzetto in una casa degna di quella squadra e della femminile, ancora presente. Senza quell'impianto, diciamolo senza paura, quella crescita non sarebbe esistita. Tutto questo meritava una cosa sola: più rispetto. Non lo ha ricevuto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

Le notizie della sera

Il riassunto della giornata, con le principali notizie e gli approfondimenti della redazione.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...