Germani, Nunn: il possibile X Factor adesso scalda i motori

Lotesoriere a Teletutto: «Non ci snaturiamo, lui può portarci un po’ di istinto e freschezza»
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

Jayden Nunn della Germani in azione a Trieste - Foto Lodolo/Ciamillo-Castoria © www.giornaledibrescia.it
Jayden Nunn della Germani in azione a Trieste - Foto Lodolo/Ciamillo-Castoria © www.giornaledibrescia.it

Il possibile «X Factor» della Germani - come lo definisce l’assistente di coach Matteo Cotelli Alessandro Lotesoriere, ieri ospite a Basket Time, su Teletutto -, è pronto a tornare. Dopo i sei minuti in campo a Trieste immediatamente successivi all’approdo in Italia e la botta all’occhio rimediata in allenamento, che lo ha tenuto fuori nel ko interno con Treviso, Jayden Nunn si sta allenando bene e sarà a completa disposizione dopodomani, domenica, alle 17, a Tortona. Se la Pallacanestro Brescia battesse la Bertram, adesso quinta, avrebbe la certezza aritmetica del secondo posto.

Le parole

«Ci può dare una scintilla diversa da quella che accendono i nostri portatori di palla – fa notare Lotesoriere a margine della trasmissione –. Può arrivare al ferro, portare la freschezza della gioventù. Viene dalla G-League, dove si gioca una pallacanestro più arrembante e istintiva. Il suo inserimento non snaturerà mai il nostro gioco».

Potrà offrire, però, un colore diverso. Una sfumatura. Soprattutto se Nunn sarà in grado di essere sé stesso senza troppe remore, in un gruppo ultra-compatto, intelligente, vincente. Che, però, domenica scorsa ha dato per la prima volta qualche segno di cedimento. Non fisiologico, di più. E per questo anche impossibile da condannare. Ma analizzarlo si può, certamente.

«Noi dello staff avevamo chiesto alla squadra di spingere dall’inizio. Cosa che, ad esempio, non era accaduta con Napoli e Reyer Venezia (partite poi vinte, ndr)». Risultato? Della Valle e compagni disintegrano Treviso, si portano sul +19 e poi si spengono, permettendo agli ospiti la clamorosa rimonta.

Finali

Poi i finali punto a punto (intesi in senso lato, non solo l’ultimo minuto di partita, bensì gli ultimi giri di lancetta) avevano sempre premiato Brescia. Con la Nutribullet è andata diversamente. «È capitato più di una volta di ammazzare le partite nei possessi finali – ricorda l’assistente, al primo anno alla Germani -. Penso, ad esempio, alla partita con Udine, al blitz a Milano...».

In questo genere di contesto, quando anche le armi più sicure a volte si inceppano, un elemento di novità può essere utile al gruppo anche a livello psicologico. E si torna a Nunn. Al non ancora ventitreenne lo staff sta chiedendo di essere sé stesso, senza troppe remore. Di portare quella sana incoscienza, fuori dagli schemi. In allenamento il ragazzo sta rispondendo bene. Lo si attende a Tortona. Dove, comunque, non sarà facile.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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