Germani, esperimenti e capolavori: adesso serve «blindare» Cotelli

Venerdì Matteo Cotelli, coach della Germani, afferma che andrà a sfidare l’indomani, al Taliercio, la Reyer Venezia, con «i suoi uomini». Quelli che si sarebbe portato, sempre, in qualsiasi battaglia. La gara è davvero complicata. Checché se ne voglia dire, la Pallacanestro Brescia, in Laguna, è sfavorita. Perdere non sarebbe un dramma. Vincere - come poi è successo - di 15 punti (89-74) non solo consente ai biancoblù di essere primi in classifica in attesa di Virtus Bologna-Cantù di oggi, alle 20. Vincere cambia di tanto gli equilibri dell’alta classifica. Anche perché, adesso, Della Valle e compagni hanno quattro scontri diretti a favore su quattro contro le inseguitrici più pericolose. Ossia Olimpia Milano e, appunto, Reyer Venezia, attualmente a -4, quando mancano, terminato il turno odierno (se ne scrive a parte) quattro partite.
Assetti differenti
Il fatto è che il coach della Germani, probabilmente, pensava di potersela giocare «con i propri uomini», quelli da portare in «qualsiasi battaglia» in un assetto consolidato. E, invece, si è trovato a dover fare a meno di un giocatore offensivamente fondamentale come Della Valle, sovraccaricato di falli, in campo per un «minimo storico» in maglia Brescia di 14 minuti. Discorso simile per Ndour: quattro falli e tanti saluti al difensore principe della squadra. Dopo un primo quarto chiuso sotto di 5 punti e dopo aver toccato il -9 nel terzo, ecco la riscossa. Figlia dei nuovi equilibri, resisi necessari proprio per la situazione falli, drammatica. Ecco la riscossa, il sorpasso e il dominio nell’ultimo parziale di gara.
Frutto del lavoro
In realtà gli equilibri sopra citati non sono stati frutto del caso. Nascono dal duro lavoro di tutto l’anno. Dall’evoluzione della Germani che, pure senza Massinburg, è uguale eppure diversissima dalla passata stagione. Dalla versatilità e dalla crescita dei giocatori. In modo più specifico, pure da un quintetto ultra-difensivo (ma anche con infinita grinta nella metà campo con la palla) che ha permesso di portare a casa una delle vittorie più clamorose e pesanti della stagione lasciando - nei minuti finali - in panchina degli «intoccabili» come il capitano, Bilan e Ndour.
Eccolo, quindi, il mix di titolari e riserve che ha letteralmente mandato al manicomio una vecchia volpe come Neven Spahija. C’era un Nikola Ivanovic davvero molto vicino al giocatore pre-infortunio, capace di giocate decisive su entrambi i lati del campo. Cotelli, a fine gara, ha citato un fallo chirurgico su Kyle Wiltjer prima che il canadese tirasse da tre, in un momento clou della gara. C’era David Cournooh, che da quando Massinburg e Ivanovic sono stati assenti o a mezzo servizio si è messo a fare di tutto, compreso il tre tattico, con totale dedizione. Demetre Rivers, il difensore onnipresente senza essere affatto «aggressivo» o scorretto, che spende pochi falli (ieri, soltanto due), che copre dal play all’ala grande. Mobio, «underdog» dalla valenza tattica gigante, protagonista di una delle proprie migliori prove della stagione. Di Burnell (ala piccola, ala grande, centro, portatore di palla) s’è detto tutto.
In epoca di movimenti per il futuro (nel pacchetto italiani «ci sono» Giovanni Veronesi e Carl Wheatle), uno dei primi obiettivi del club è quello di «blindare» proprio coach Matteo Cotelli. Per evitare uno spiacevole «effetto Poeta». Quello per il quale la Germani lancia un allenatore e, subito dopo, si vede costretta a doverlo salutare.
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