In queste ore sono arrivate le ufficializzazioni delle partenze, oltre che - ed è forse la parte più interessante - la conferma di un grande arrivo. Il biennale che è stato proposto a John Brown III e accettato dal trentaquattrenne americano, a questo punto, vale di più di ogni parola circa l’impegno del club per il prossimo futuro. Più, sempre nella logica della chiarezza, dell’incontro di venerdì tra Mauro Ferrari, amministratore delegato di Germani Spa, e la sindaca Laura Castelletti, al termine del quale la prima cittadina ha affermato di trovare l’imprenditore «molto motivato».
Si sa che Cournooh giocherà a Livorno in A2 e che Mobio sarà avversario nel massimo campionato, vestendo la maglia di Udine. Per il resto, la festa di lunedì, per viva voce di molti dei giocatori che hanno composto il gruppo che ha reso speciali le ultime due stagioni, non ha portato ufficialità, ma conferme di partenza sì. Discorso valido per Ivanovic, Rivers, Ndour, Massinburg.
Periscopio
Nel frattempo, Matteo Cotelli si muove per immaginare il roster del prossimo anno. Del quale, salvo colpi di scena, faranno parte - nello starting five -, Amedeo Della Valle e Miro Bilan. Il capitano e il centro croato sono i giocatori con contratto e pure «simboli», ormai, dei colori biancoblù. Entrambi elementi atipici (Adv è l’italiano più impattante del campionato a livello offensivo, il pivot è «l’ultimo di una stirpe» che interpreta il post basso in un certo modo), possono fatturare ancora moltissimo, ma richiedono assetti in cui i compagni in campo con loro «schermino» le difficoltà difensive dei due giocatori.
Mancano le ufficialità, si diceva. Ma i due «promessi sposi» della Pallacanestro Brescia sono il bresciano Giovanni Veronesi, guardia-ala di 28 anni, e Carl Wheatle, britannico (ma di formazione italiana e quindi schierabile come tricolore), ala della Reyer Venezia che sta cercando di resistere nella serie scudetto contro l’Olimpia Milano.
Proiezioni
Al momento, sulla carta, tre quinti del quintetto iniziale ci sono. Della Valle come guardia, Wheatle nello spot di ala piccola, Bilan in quello di centro. Mancano play e ala grande, a meno che Brown III non venga impiegato «alla Ndour», sia come «4» titolare sia come «5» di riserva. È però probabile che il lungo già a Brescia nel 2022 inizi dalla panchina, e che l’ala grande titolare sia un giocatore diverso. Straniero, questo è certo, magari in grado di fare una cosa che, nell’ultimo periodo, Brescia non ha avuto: aprire il campo da «stretch four», colpendo dalla distanza. Per intenderci, un Kenny Gabriel o un Ken Horton, per parlare di elementi che hanno interpretato il ruolo in questo modo negli ultimi anni.
Ovviamente, il profilo che si sta sondando deve saper difendere forte. Discorso simile per il playmaker (è stato fatto un sondaggio per Paris Lee, 30 anni, un passato in Eurolega). Dalla panchina servirebbero (oltre a Veronesi) una combo aggressiva in attacco e un altro giocatore. La Germani cerca, specie tra i «titolari», ma non solo, elementi di valore. Ma, non mettendo sul piatto la possibilità di giocare Coppe, è costretta a una doppia azione: mettere sul piatto cifre non basse; attendere che prima si muovano le squadre con un orizzonte europeo.




