Ndour-Burnell, per la Germani molto passa dalla testa delle sue ali

L’arrivo a Brescia di Jason Burnell è previsto per lunedì 1 settembre. Quello di Maurice Ndour per mercoledì 3. Non sono solo i due giocatori che completeranno la rosa della Germani, che si sta preparando per l’inizio del campionato e, ancor prima, per la Supercoppa (sabato 27, al Forum di Assago, sarà semifinale con Trento). Sono anche due elementi cardine, che si apprestano a vivere una stagione molto particolare delle rispettive carriere.
Terzo anno
Iniziamo con l’ala grande di DeLand, Florida, che in estate è diventato per la prima volta papà (lo scorso 15 agosto ha compiuto 28 anni). L’ultima annata è stata per distacco la migliore della sua carriera. È stata quella che lo ha messo definitivamente sotto il radar delle big europee, se è vero che le israeliane Hapoel e Maccabi Tel Aviv hanno bussato alla porta di Mauro Ferrari per averlo. Il club è stato bravissimo ad alzare un muro, almeno per un altro anno. Così JB vivrà la propria terza stagione alla Pallacanestro Brescia.
Solo che nei mesi con coach Peppe Poeta l’ala grande aveva molto da dimostrare. Aveva chiesto e ottenuto ciò di cui aveva bisogno: entrare dalla panchina, sì, ma giocare tanto e per lunghi tratti di partita (niente dentro-fuori), anche con possessi spalle a canestro. Ricevute garanzie, dal «giorno uno» era stato – con l’amico per la pelle Rivers e Mobio – il trascinatore emotivo (a volte pure troppo) degli allenamenti. Come sono stati i suoi mesi da agosto a giugno ce lo ricordiamo tutti...
Compiti
E adesso? Verosimilmente Cotelli non gli darà una virgola in meno in fatto di libertà, responsabilità, centralità. Burnell dovrà essere bravo a rendere altrettanto, anche se non deve più dimostrare alcunché. E non dovrà rimpiangere nemmeno per un secondo il mancato approdo immediato in Eurolega. Sarà chiamato, insomma, a ripetersi. Se accadrà, trattenerlo ancora sarà impossibile.
Ubiquità
E Ndour? S’è scritto in ogni modo quanto sia un elemento dal talento immenso e dall’importanza tattica incalcolabile. Prima di infortunarsi in quella maledetta gara-1 di finale scudetto era stato protagonista di un crescendo che definire impressionante è riduttivo. Nei play off aveva attivato la «modalità ubiquità». Una delle sfide di Cotelli sarà quella di «riportarlo lì» fin da subito, di riattivare immediatamente la miglior versione di Momo. Non un compito banale, se si considera anche che l’ala-centro rarissimamente ha vissuto più di un anno nella stessa squadra (era capitato a Kazan e al Rytas Vilnius). Ma la Germani dovrà passare (anche) da lì, dalla testa delle sue ali.
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