Gara-4, oggi, per restare in vita nella serie di semifinale play off. L’Olimpia Milano ha vinto gara-1 e gara-3, quasi in fotocopia, dominando. La Germani si è presa gara-2, al PalaLeonessa. Quindi: svantaggio (e fattore campo saltato), pareggio, nuovo svantaggio. Ma per fare 2-2, stavolta, serve l’impresa delle imprese.
Perché l’Armani ha già semi-bucato una partita ed è difficile capiti ancora. Perché si gioca in trasferta. Perché la partita vale - per i biancorossi - l’accesso alla finale che, se vinta, consegnerebbe al club il primo triplete di sempre (Supercoppa, Coppa Italia, campionato). A complicare le cose, le condizioni di Burnell. Ha subito una distorsione alla caviglia nel penultimo possesso del secondo quarto, zona interna. Sa stringere i denti e giocare sul dolore, ma la decisione circa l’impiego dell’ala grande (peraltro in procinto di passare proprio a Milano) sarà presa nelle ultime ore. L’unica garanzia è che se esiste anche una sola possibilità, JB farà ogni cosa per esserci. Anche perché la Pallacanestro Brescia è - adesso - davvero faccia a faccia con l’ultimo atto di una storia che dura da due anni. Poi questo gruppo non ci sarà più.
Da sapere
Olimpia Milano-Germani è in programma oggi, alle 20, all’Unipol Forum di Assago. Se vincono i biancorossi guadagnano la finale. Se vince Brescia si va a gara-5, dopodomani, domenica, al PalaLeonessa. La radiocronaca diretta è sulle frequenze di Radio Bresciasette. Gli aggiornamenti testuali sono sul sito del GdB.
Le parole
«Siamo tutti consapevoli che si tratta di una partita da dentro o fuori - afferma il coach di Brescia Matteo Cotelli -. Pertanto vogliamo scendere in campo per offrire la miglior prestazione migliore, dando tutto ciò che abbiamo per provare ad allungare la serie a gara-5 e riportare, così, il verdetto decisivo a Brescia. Mi aspetto un incontro molto duro e complicato, in quanto Milano ha saputo esprimere una pallacanestro di altissimo livello. Tuttavia, con la squadra, in vista di gara-4, abbiamo analizzato e compreso che è necessario migliorare e correggere alcuni dettagli del nostro gioco. Infatti, fin dalla contesa, dovremo dimostrare grande durezza, sia fisica sia mentale, migliorando la nostra capacità di lettura e gestione dei vari momenti all’interno della partita. Un aspetto sul quale, specialmente in gara-3, non siamo stati brillanti. Inoltre, sarà fondamentale ridurre al minimo i palloni persi e ritrovare il nostro flusso di gioco offensivo».
Il caso
Nel frattempo il futuro del club biancoblù – la sua sussistenza, la sua permanenza in serie A – è sempre più al centro di congetture che corrono sul filo sottile tra realtà e fantabasket. L’ultima? Brescia vende il titolo a Matiasic, Matiasic va a Roma con una matricola che può mirare l’Eurocup, Trieste - senza più proprietario - acquisisce Torino in A2, categoria «più sostenibile» di una serie A da affrontare senza spalle larghe dal punto di vista economico.
Il punto è che le voci o le congetture tali restano. Ciò su cui ci si può basare sono le parole (fin qui mai inequivocabili, su questa vicenda) di Mauro Ferrari, amministratore delegato di Germani Spa, mecenate della squadra (che negli ultimi anni, ha ottenuto grandi risultati), e che l’altra sera ha scambiato qualche parola al Forum con Gianni Petrucci, presidente della Fip. Chiacchiere informali, parrebbe, nulla di sostanzioso sulla questione. Nonostante l’incertezza, la possibilità che il basket possa sparire da Brescia o che la squadra possa «retrocedere», pare comunque improbabile.




