Veronica Raineri vola sul podio: due argenti nell’indoor para skydiving

La 35enne di Zocco di Erbusco racconta la sfida nel tunnel del vento, dopo la tracheostomia affrontata due anni fa
Luca Bordoni
Veronica Raineri argento mondiale Para Skydiving indoor © www.giornaledibrescia.it
Veronica Raineri argento mondiale Para Skydiving indoor © www.giornaledibrescia.it

«C’è un momento, nel tunnel del vento, in cui il corpo smette di pesare e la paura resta fuori». Ha usato queste parole Veronica Raineri, la 35enne di Zocco di Erbusco – convive dal 2015 con una malattia del primo motoneurone, per anni rimasta ignota, che le ha compromesso la respirazione – fresca vincitrice di due medaglie d’argento alla prima Coppa del Mondo di Indoor Para Skydiving, riconosciuta dalla Federazione Aeronautica Internazionale e disputatasi nei giorni scorsi in Francia.

La sfida

Il risultato è arrivato grazie al progetto Disability di Aerogravity, che ha accompagnato atleti con diverse disabilità. «Non sono partita pensando al podio – ha spiegato Veronica –. Volevo vivere l’esperienza con il gruppo, tant’è tra le cose più belle ci sono state le emozioni condivise: in queste gare tutti fanno il tifo per tutti, anche tra squadre diverse. Sai da dove partono gli altri e ne riconosci la fatica: si applaude sempre».

Le prove si decidono in pochi secondi, anzi in frazioni. Si entra in un tunnel che spara vento e sostiene i corpi, e bisogna raggiungere e premere delle luci. «Basta una luce non presa e la gara è compromessa, perché tutto si svolge in pochi secondi - ha affermato -. Tant’è che anche la strategia conta: meglio fermarsi un attimo ed essere sicuri, piuttosto che perdere tutto per un errore».

Raineri in azione
Raineri in azione

Un passaggio importante

Due anni fa ha affrontato la tracheostomia e da allora vive con questa. «È stato un passaggio importante: prima dovevo attaccarmi a un ventilatore e tenere una maschera, ma ora gestisco meglio il respiro». Volare, però, richiede un’organizzazione precisa: «Nel tunnel mi stacco e uso un supporto più leggero. Appena esco, mi ricollego, ma serve sempre qualcuno vicino». In Francia non sono mancati momenti difficili: «Alla prima qualifica ho avuto un problema al dispositivo, cinque minuti di panico. Poi però mi sono ritrovata».

La forza

Veronica, che negli anni ha scritto anche dei libri e ha parlato di disabilità nelle scuole, si allena a Pero (Milano), nell’unico tunnel fisso in Italia. «Ci vediamo una volta al mese con anche amici di altre parti d’Italia – ha spiegato -. È un impegno, ma è anche libertà. Io ho paura dell’altezza, ma non è come si immagina».

Tra un mese, Veronica taglierà anche un altro traguardo: dopo essersi laureata in Economia anni fa, sta per ottenere una seconda laurea, a Bergamo, in Ingegneria delle tecnologie per la salute. L’ennesima prova di forza e resilienza di una ragazza che ha trasformato le sue difficoltà in opportunità per crescere. E vivere appieno la vita.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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