Sebino e Franciacorta

Veronica, se la disabilità non è altro che una diversa normalità

La Raineri ha lanciato un concorso per riflettere su come affrontare la malattia
Veronica è affetta da una malattia ancora sconosciuta - Foto © www.giornaledibrescia.it
Veronica è affetta da una malattia ancora sconosciuta - Foto © www.giornaledibrescia.it

Che cos’è la disabilità? È una domanda che forse in pochi si pongono nella quotidianità, ma è invece un tema che va sviluppato per poter vedere con occhi diversi una condizione umana che niente ha a che fare con gli stereotipi del passato.

È con questo spirito che Veronica Raineri, 27enne di Erbusco che dal 2015 sta combattendo contro una malattia che ancora non è stata identificata, ha lanciato il concorso «Vado oltre» che parte proprio dalla domanda «che cos’è la disabilità?».

Il contest è aperto a tutti e intende stimolare la riflessione riguardo un argomento tanto delicato. Obiettivo primario è infatti fare emergere valori e ideali, superando apparenza e luoghi comuni. Del resto, per Veronica la disabilità non è altro che una «diversa normalità». «Il progetto è nato dalla mia esperienza nelle scuole e in diversi incontri pubblici, circa una trentina, nei quali ho raccontato la mia storia poi sfociato nel libro «Cintura vera», scritto con gli studenti della scuola media Fermi di Palazzolo.

«Parlare di disabilità fa bene perché aiuta a sviluppare vicinanza e comprensione di questo mondo - spiega la giovane -. In particolare, adoro interagire con bambini e ragazzi. Spesso non hanno già i filtri degli adulti e il loro coinvolgimento è totale: fanno molte domande che agli adulti potrebbero sembrare fuori luogo, ma a me piacciono molto proprio perché sono naturali, spontanei».

Il concorso prevede non a caso due distinte categorie: «Classi» è dedicata a gruppi di studenti di ogni ordine e grado (e anche alle sezioni di catechismo), mentre «Privati» è rivolta a tutti coloro che intendono svolgere lavori individuali. Gli ambiti per ciascuna categoria sono tre, corrispondenti ai diversi formati utilizzabili: letterario (poesia), artistico (disegno o dipinto) e fotografico.

La storia di Veronica è un inno alla vita inimmaginabile per chi non ha avuto la fortuna di conoscerla. Meno di cinque anni fa ha avvertito problemi respiratori e un limitato uso degli arti inferiori e, nonostante analisi di ogni tipo, nessuno è riuscito a stabilire che malattia abbia.

Riesce comunque a tenere sotto controllo la malattia grazie al costante aiuto di due medici, Mariano Marchesi (ora in pensione) e Camillo Foresti, primario di neurofisiopatologia dell’ospedale di Bergamo. «Il rapporto umano è un medicinale sorprendente, così come l’idea di fare qualcosa migliorare la situazione di tutti i disabili - continua Veronica -. Raccontare la mia storia è terapeutico per me, ma aiuta anche tutta la società a rapportarsi con la disabilità in maniera diversa da quella tradizionale. Io non so che cosa ho, ma adoro vivere e farlo insieme agli altri! Il concorso nasce proprio da qui e mi piacerebbe che tutti possano partecipare: non importa quanto uno sia bravo a creare, l’importante è provarci».

I lavori si possono presentare alla parrocchia di Zocco, alla cartolibreria Pasquali di Cologne e alla biblioteca di Adro. La scadenza per l’invio degli elaborati è prevista il 15 aprile, mentre le premiazioni si terranno al teatro comunale di Erbusco il 24 maggio durante una festa il cui ricavato verrà devoluto alla Fondazione di ricerca dell’ospedale di Bergamo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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