Saluta Gut, sciatrice anticonformista, vincente e con sangue bresciano

Si ritira la fuoriclasse svizzera: il legame con Zone e il matrimonio con Behrami lontano dai riflettori
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

Lara Gut-Behrami chiude una grande carriera sugli sci - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Lara Gut-Behrami chiude una grande carriera sugli sci - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Perfino nel suo Canton Ticino, soventemente si chiedevano se la sciatrice Lara Gut fosse svizzera... o bresciana. In patria per lei è sempre stato amore e odio, nella nostra provincia - che con il mondo della neve ha un rapporto viscerale - è sempre invece stata considerata un’eccellenza. Bastava quel filo sottile che la lega a Zone per considerare Lara Gut un’eccellenza da coccolare gelosamente. Come si trattano i figli della propria terra.

Grandi numeri

Così ora che la fuoriclasse elvetica ha detto basta - a sorpresa, in maniera non convenzionale, proprio a suo modo - anche Brescia si sente sportivamente un po’ più povera. Del resto, Lara Gut è stata una delle grandi polivalenti del nuovo millennio: 395 presenze in Coppa del Mondo, 48 vittorie, 101 podi e due coppe di cristallo generali (nel 2016 e 2024, oltre a 7 di specialità), 9 medaglie mondiali e tre olimpiche con l’oro in superG a Pechino 2022 a coronare una rincorsa durata quasi tre lustri.

Valon Behrami e Lara Gut nel giorno del loro matrimonio
Valon Behrami e Lara Gut nel giorno del loro matrimonio

Un personaggio non certamente per tutti, di certo una mosca bianca in un mondo standardizzato. Per la sua poca predisposizione al confronto con la stampa è stata attaccata in Svizzera, spesso le davano della «rosicona» perché se non vinceva sorrideva a malapena sul podio.

In realtà era la sua forza, l’ha spiegato bene lei in un talk della Fis: «Di quando ho iniziato, mi mancano le emozioni vere che trasmettevano atlete come Paerson, Maze, Kostelic. Ora sui social sono tutte felici, ma noi lavoriamo duramente per vincere, non per arrivare nei primi dieci».

La prima vittoria in Coppa del Mondo, nel superG di Sankt Moritz del 20 dicembre 2008: Gut prima, Nadia Fanchini terza - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
La prima vittoria in Coppa del Mondo, nel superG di Sankt Moritz del 20 dicembre 2008: Gut prima, Nadia Fanchini terza - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

La scelta

Proprio ai social rinunciò quasi una decina d’anni fa, sapendo pure di rimetterci dei soldi. Quando dopo pochi mesi che si erano conosciuti sposò il calciatore Valon Behrami, in molti la criticarono, qualcuno disse pure che era incinta perché beveva solo acqua. «Sono sempre stata astemia», fu la sua piccata risposta social, una delle ultime. «E se fosse solo amore?», era stata invece la risposta alle critiche sulla sua unione lampo. Non mentiva, tanto che quando ancora giocava, seguiva Behrami e ancora lo fa ora che l’ex mediano ha intrapreso la carriera di dirigente.

Gut ha vissuto pure a Brescia, nei primi mesi del 2022, ultimo periodo Covid: appartamento in zona viale Duca degli Abruzzi, la vedevi passeggiare come una ragazza qualsiasi e frequentare le botteghe del posto.

Ricordi

Del resto con Brescia il legame era antico: il nonno Franco era di Zone ed emigrò in Svizzera, la madre Gabriella sull’altipiano ha ancora una casa, dove Lara non di rado fa una capatina, specie d’estate.

Quando vinse la prima volta in Coppa del Mondo, a 17 anni nel superG di Sankt Moritz del 20 dicembre 2008, salì sul podio con Nadia Fanchini. Alla famiglia di Montecampione fece sentire personalmente la propria vicinanza quando morì Elena nel 2023, non manca mai di donare un cimelio per il Fanchini-day. Questione di sangue bresciano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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