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Olimpiadi: a Bormio è il giorno di Giovanni Franzoni

Alle 11.30 la discesa libera, partirà col pettorale numero 11. Mai un bresciano a podio ai Giochi: «La tensione sale, ma mi sento privilegiato e fiero»
Giovanni Franzoni durante le prove a Bormio - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Giovanni Franzoni durante le prove a Bormio - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Libero di sognare. I risultati degli ultimi due mesi mettono di diritto Giovanni Franzoni fra gli aspiranti alla medaglia della discesa olimpica (oggi, ore 11.30: diretta Rai ed Eurosport, sulle piattaforme Dazn, Discovery+ ed Hbo Max), lui però fin da prima di arrivare a Bormio ha sempre ripetuto un concetto molto semplice.

«È la prima Olimpiade e voglio godermela senza ansie, dando il massimo. Se arriverà il risultato bene, altrimenti sarò un po’ rammaricato. Ma l’importante è dare tutto».

Occasione

Di certo per lui questo è un treno per la storia che passa a 140 chilometri orari, come la velocità con cui si fionderà quest’oggi sul traguardo della pista Stelvio. Nel tratto finale ha dimostrato di essere molto veloce in entrambe le cronometrate svolte (secondo in quella vera di mercoledì, terzo in quella meno indicativa di giovedì), mentre ieri saggiamente e come paventato è rimasto a riposo per preservare le energie, non prima di aver fatto un paio di giri liberi di ricognizione (solo Paris l’ha fatta tra gli azzurri, molto più che in maniera rilassata).

Ultimi passaggi da studiare, ultime linee da programmare. Dettagli fondamentali per entrare da subito nell’Olimpo dello sci alpino.

Giovanni Franzoni festeggia la vittoria Kitzbuhel - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Giovanni Franzoni festeggia la vittoria Kitzbuhel - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

L’oro in discesa all’Italia manca addirittura dal trionfo di Zeno Colò a Oslo 1952, una medaglia da 12 anni, dall’argento di Christof Innerhofer a Sochi 2014. Una medaglia olimpica invernale, a Brescia, non è mai arrivata e anche per questo l’attesa è febbrile, tanto a Bormio dove sono arrivati anche papà Osvaldo e mamma Irene a sostenere «SuperGio», tanto nella sua Manerba dove la comunità si ritroverà davanti al maxischermo allestito al palazzetto dello sport.

«Questa cosa mi mette più ansia anche di tutto il resto», ha ricordato Franzoni dopo la seconda prova. «Comunque vada mi sento privilegiato e fiero di essere dove sono oggi», ha scritto poi ieri sera sui social.

Duello

Franzoni è per tutti tra gli aspiranti al podio, quel che è certo è che su questa pista sarà una sfida Italia-Svizzera con pochi outsider (Cochran-Siegle ed i francesi). Il superteam rossocrociato ha in Marco Odermatt e Franjo Von Allmen le stelle, con Alexis Monney (vinse qui nel 2024 in Coppa del Mondo) da tenere d’occhio.

Ma l’Italia a Bormio non è così distante come un anno fa ai Mondiali di Saalbach e i risultati, storici e di quest’anno, lo dimostrano. Paris ha vinto sette volte su questa pista, sei nella libera. Franzoni ha fatto nella disciplina terzo posto a Wengen e successo a Kitzbuehel nel giro di otto giorni a gennaio.

Il sorteggio dei pettorali ha assegnato a Franzoni il numero 11. A voler ben vedere, uno e uno affiancati e sommati fanno 2, come il numero che aveva quando vinse a Kitzbuehel. In Coppa del Mondo a Bormio ha come miglior risultato un diciannovesimo posto a fine 2024, partendo col pettorale 53. Ricorda un po’ il seguente quattordicesimo posto sulla Streif con il 53. Sappiamo tutti come è finita, un anno dopo. Bastassero tutti questi ricorsi, per presentarsi puntuale all’appuntamento con la storia, saremmo più che a buon punto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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