«Quando uno del paese arriva in alto ci sei anche tu»

A Manerba non si parla d’altro. La foto di Giovanni Franzoni sui maxi schermi del Comune, i video della discesa rilanciati ovunque, la gente che commenta nei bar e sui social network. La vittoria sulla Streif di Kitzbühel è arrivata come una folata d’aria buona sul lago di Garda: anche chi lo sci non l’ha mai seguito, oggi sa chi è Giovanni.
Fioccano i messaggi
C’è chi scrive «immenso», chi lo chiama «uno di noi», chi si dice semplicemente fiero. Nei bar e nei negozi si commenta con un sorriso: «L’ho visto crescere». Qualcuno si rivede la gara sullo smartphone telefono, spiegando i passaggi come fosse un esperto.
Anche ieri mattina, mentre gli alpini sfilavano per ricordare la battaglia di Nikolajewka, tra i cappelli con la penna nera c’era chi spendeva parole di complimento al ragazzo del Garda incoronato nuovo re della Streif. «Quando uno del paese arriva così in alto - dice un signore - ci vai dentro anche tu, che lo sci nemmeno lo guardi».
A Manerba del Garda non sono nuovi ai campioni: Marcell Jacobs, desenzanese di nascita, è di casa lì dove la madre, che gestisce un hotel, ha seguito le memorabili Olimpiadi di Tokyo. Ma Giovanni Franzoni è figlio del posto, cresciuto con il fratello gemello Alessandro nel borgo storico di Balbiana, passato dai banchi della scuola media del paese - con anche un periodo a Carisolo, visto che era tesserato per l’Agonistica Campiglio, allo Ski college Veneto di Falcade, dove si allenava e studiava, concludendo il liceo scientifico ad Agordo.
E in questi giorni Manerba glielo sta facendo sentire tutto l’affetto al suo nuovo ragazzo d’oro. «A tutti gli effetti, è uno di noi», dice il sindaco Flaviano Mattiotti, che l’ha incontrato più volte e ne parla con un tono veramente affettuoso: «È un ragazzo umile, con il cuore grande. Uno che brucia le tappe nello sport, ma non nella vita».
In queste ore se ne parla anche nei comuni vicini. Infondo, la Valtenesi è come un grande paese e quando uno dei suoi figli ce la fa, alla fine vincono tutti.
A Giovanni Franzoni il Comune gardesano aveva già chiesto, tempo fa, di incontrare gli studenti dopo il debutto in Coppa del Mondo, avvenuto ancora nel dicembre 2020, quando non aveva ancora compiuto i vent’anni.
«Accettò subito, e mise tutti a loro agio», racconta ancora il sindaco. E anche ora che è salito sul tetto della discesa mondiale, ha trovato tempo e voglia per rispondere ai messaggi arrivati dalla sua Manerba. «Per i festeggiamenti - sorride Mattiotti - facciamo tutti gli scongiuri, ma è meglio aspettare dopo le Olimpiadi. Verrà giù il paese».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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