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Marcell è tornato Jacobs: «Neanche a Tokyo ho sentito brividi del genere»

Il desenzanese decisivo per l’argento in staffetta d'argento ai Mondiali: «Medaglia che vale un oro e ho imparato una lezione»
Marcell Jacobs ai Mondiali di Budapest - Foto Francesca Grana
Marcell Jacobs ai Mondiali di Budapest - Foto Francesca Grana

La 4x100 tricolore sguazza nell’argento, ma se Rigali, Patta e Tortu hanno potuto calpestare il podio iridato il merito è soprattutto di capitan Jacobs. Senza il desenzanese la barca ha rischiato di affondare, con lui ha ritrovato il vento in poppa. Il contro rettilineo è il ring preferito del desenzanese quando deve esprimersi in staffetta. Sulla retta opposta alle tribune sabato sera ha divorato i 100 metri lanciati in 8”85, ben sette centesimi più veloce di quanto fatto nell’indimenticabile finale di Tokyo. Significa che il gardesano ha ritrovato la forma e che paradossalmente le due volate sui 100 metri gli sono servite per farsi trovare preparato all’esame della staffetta.

Rimandato a settembre nell’impegno individuale, promosso a pieni voti ma senza lode (quella sarebbe arrivata in caso di oro) nel lavoro di gruppo. D’altronde, si sa, Jacobs si esalta quando deve sgobbare per la patria e non solo per sé stesso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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