Golf, quanto mi costi? «Non è uno sport per ricchi», parola di maestro

Il bresciano Andrea Zanardelli: «Praticare è più alla portata di quanto si pensi, direi che è una disciplina democratica e si può anche imparare da autodidatti»
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Andrea Zanardelli, maestro di golf bresciano
Andrea Zanardelli, maestro di golf bresciano

Ci sono i green, tanti – dieci, anche se presto quello della Serenissima verrà dismesso – e belli. E poi ci sono i dintorni: le bellezze del Garda come della Franciacorta, strutture ricettive di alto livello tra hotel, resort, ristoranti, cantine. C’è il golf – che a livello italiano genera un giro d’affari di 800 milioni di euro e c’è la sua capacità d’attrarre, a livello locale, un turismo d’alto bordo, prevalentemente straniero. La possibilità di praticare il golf al massimo dei massimi degli standard, è al centro di una campagna promozionale di Visit Brescia. Il filone c’è, è potenzialmente d’oro e va seguito. Perché il golf è uno sport per ricchi. Il golf è uno sport solo per ricchi? «No».

È la risposta secca di chi, Andrea Zanardelli, del golf scoperto in maniera casuale in una famiglia di tennisti e giuristi discendenti niente meno che di Giuseppe Zanardelli («era il fratello del nonno di nonno»), ha fatto non solo una passione bruciante, ma anche una ragione di vita. E ne ha fatto, soprattutto, il proprio lavoro. Il pro Andrea Zanardelli è uno dei circa 30 maestri di golf bresciani (o che operano nella nostra provincia).

Golf chiama ricchezza, e anche se questo è inconfutabile perché lo certificano i numeri, non significa comunque che non possa essere considerato uno sport costoso certo («come tendenzialmente lo sono tutte le discipline tecniche, basti pensare al ciclismo – quanto costa una buona bici e l’abbigliamento adeguato? – o allo sci tra costo dell’attrezzatura, km da percorrere, pass giornalieri eccetera») eppure niente affatto inaccessibile.

E allora golf: quanto mi costi se voglio iniziare a provare le sensazioni del green? Il maestro Zanardelli, che ha una sua personale Academy negli spazi del tappeto verde di Chiari, ci ha aiutati a ricavare un’idea di massima.

Cominciamo dalle basi: il golf nel bresciano come sta?

Bene. Rispetto alla media nazionale, su un totale di 70mila tesserati e col grosso tra Lombardia, Piemonte e Veneto, il numero dei praticanti è piuttosto alto. 

A livello locale la disciplina è aiutata dall’esistenza di strutture anche accattivanti per location?

Il territorio offre senz’altro moltissimo a tutti i livelli e va considerato anche che a Brescia e provincia economicamente si sta tendenzialmente bene.

Allora torniamo a bomba: il golf è uno sport per ricchi…

No. Questo è uno dei tanti luoghi comuni, certamente il primo, attorno a questo sport. Non posso dire che si tratti di una disciplina popolare, ma nessuna che sia tecnica lo è mai davvero se parliamo di costi.

Consideriamo la necessità di un minimo di formazione, l’affitto dei campi, il doversi dotare di un set di mazze proprio se si decide di praticare con costanza… Come si può arrivare ad affermare che non è uno sport per ricchi?

Ovvio che ci sia un minimo di barriera economica. Ripeto che anche sport che appaiono come alla totale portata di chiunque in realtà non lo sono fino in fondo: pensate alla bicicletta, ce ne sono che costano anche 12.000 euro e con una cifra così a golf si può giocare per 6 anni. Con 800-900 euro comunque si può riuscire ad acquistare attrezzatura già di buon livello e una volta fatto l’investimento, quello è.

Il territorio bresciano offre una vasta di scelta di possibilità per il golf, qui Arzaga
Il territorio bresciano offre una vasta di scelta di possibilità per il golf, qui Arzaga

Però c’è il tema della formazione per potersi avvicinare alla pratica…

Ci sono moltissime offerte. A esempio per un corso da principianti ce la si può cavare con una somma che parte dai 300 euro: 500 se proprio vogliamo esagerare. In quel caso l’attrezzatura viene fornita. A ogni modo non è nemmeno così necessario pensare di prendere lezioni. Se uno vuole al giorno d’oggi può risparmiare anche da questo punto di vista: basta aprire internet e ci sono mille tutorial in tutte le salse che accompagnano all’esecuzione di un colpo. Pensate che io stesso nasco autodidatta. Provai a giocare per caso e fu passione a prima vista. Nei miei anni, l’inizio dei ‘90, internet non c’era: studiavo attraverso riviste e ricerche in biblioteca. Poi più in là ho preso lezioni, ma è un altro discorso perché intendevo diventare professionista e poi maestro.

Il golf mi convince, decido di farne il mio sport. Acquisto le mazze per meno di mille euro e poi per l'accesso ai campi?

La tessera federale che consente poi di affittare i campi costa 100 euro annui. Dopodiché si può accedere a ingressi. Si parte dai 25-30 euro e si arriva a oltre cento e a salire fino anche a mille. Dipende dal tipo di struttura, dal livello eccetera. Oppure si può decidere di iscriversi a un club annualmente: diciamo che servono 900 euro per giocare tutto l’anno. Di fatto è quanto costa un abbonamento in una buona palestra.

Zanardelli (curiosità: è un discendente di Giuseppe Zanardelli) in azione
Zanardelli (curiosità: è un discendente di Giuseppe Zanardelli) in azione

Sinceramente: quanta gente «comune» c’è che pratica con costanza il golf?

Più di quanta si possa pensare. Io stesso tra i miei allievi ho impiegati a 1.500 euro al mese come capitani d’industria multimilionari. Un altro luogo comune che va combattuto è che il golf è roba per snob. Io invece penso che sia uno sport democratico. È solo questione di trovare una propria dimensione in rapporto alle capacità economiche che si hanno. Questo però vale un po’ per tutto nella vita. Il golf ti permette di vivere esperienze straordinarie in posti pazzeschi con un ingresso giornaliero ai famosi mille euro, ma ti permette di vivere giornate comunque stupende a 25-30 euro. Se poi proprio vogliamo considerare il golf come elitario, questo lo vedrei non tanto per l’aspetto economico che mi pare banale: semmai per il fatto che non è come potersi ricavare un’ora per fare tennis perché serve avere tempo a disposizione. Ed è il tempo il vero lusso che non tutti possono permettersi di avere. Questo è fuori di dubbio. Se ti viene la passione per il golf – sorride – è meglio essere single o riuscire a coinvolgere portandola al club con la famiglia perché questo sport può finire per diventare un vero stile di vita che va capito.

Il golf: sport per tutti o solo per ricchi? Qui una veduta del campo di Bogliaco
Il golf: sport per tutti o solo per ricchi? Qui una veduta del campo di Bogliaco

E per l’abbigliamento?

Ci si può arrangiare con quel che si ha per il vestiario e, per quanto riguarda le scarpe, ci sono anche modelli da 60 euro. In senso assoluto anche guardando al top di gamma delle attrezzature nulla ha costi incredibili. Esempio: le scarpe migliori costano 150-200 euro e le mazze più di alto livello del momento sono sui 3.000 euro.

Il golf è noioso: verità o altro luogo comune?

Luogo comune. Può sembrarlo perché è uno sport lento. Però è fisicamente molto impegnativo, in una maniera che da fuori si fatica a comprendere e l’adrenalina che il colpo ti dà è incredibile. I colpi sono anche violenti, quindi ti aiutano a scaricare. E ciascuno di essi diventa una sfida. Il golf porta inoltre ad alimentare la competizione anche con se stessi: anche per questo tanti ex sportivi professionisti abbracciano questa passione. Ritrovano quel sale che avevano quando praticavano il loro sport, ma in una forma nuova.

Uomini e donne: il golf è per tutti?

Lo è, ma il numero di uomini è ancora nettamente superiore. Rispetto ad altri Paesi da questo punto di vista i numeri sono ancora molto indietro. Credo che sia anche un fatto di poca compatibilità con la nostra cultura e modo di vivere. In termini assoluti, mentre a esempio in un Paese come la Svezia ci sono circa un milione di praticanti, da noi sono 70mila. La presenza delle donne è comunque in forte crescita.

Per realizzare grandi numeri ci sarebbe bisogno del personaggio testimonial che traina il movimento?

Certamente. Il personaggio vero e proprio al momento non c’è, ma non possiamo dimenticare cosa hanno rappresentato Alberto Manassero o i fratelli Molinari. Francesco Molinari è stato addirittura il numero 3 del mondo che se ci pensate, proprio perché il golf da noi ha ancora numeri contenuti, è una cosa folle. Da poco c’è un nuovo presidente federale (Cerchiai, ndr) che sta studiando il modello che Binaghi ha portato nel tennis e che ha regalato una nidiata incredibile.

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