Golf nel Bresciano, dieci campi della provincia dal Garda all’Adamello

Sono le strutture del nostro territorio inserite da Visit Brescia nel progetto di promozione del territorio come «golf destination» internazionale. Un’offerta variegata, dalla Franciacorta alla città
Federico Bernardelli Curuz
Il Garda Hotel San Vigilio Golf - credit Visit Brescia
Il Garda Hotel San Vigilio Golf - credit Visit Brescia

Dal grande golf internazionale di Arzaga e GardaGolf alla dimensione resort del Garda Hotel San Vigilio, dal rapporto quasi naturale tra vino e sport del Franciacorta Golf Club alla storia centenaria di Bogliaco. E ancora l'alta quota di Ponte di Legno, la versatilità della Colombera, l'accessibilità del Colombaro, il carattere britannico del Campodoglio e, infine, l'urban golf di Brescia. Dieci campi, dieci ambienti e altrettante interpretazioni dello stesso sport. È da qui che parte il nostro viaggio attraverso il golf bresciano, alla scoperta delle caratteristiche che rendono ogni percorso diverso dall'altro e del modo in cui ciascun club si inserisce nel territorio che lo circonda.

In questo racconto non cerchiamo un campo più bello o più importante degli altri, ma ciò che rende particolare ciascuna delle dieci strutture: la progettazione firmata da grandi nomi del golf, la storia dei percorsi, le caratteristiche tecniche delle buche, il rapporto con il paesaggio, ma anche tutto ciò che può accompagnare una partita, dalla gastronomia al wellness, dall'ospitalità alle attività legate al territorio.

Sono proprio questi elementi a trasformare il golf da semplice pratica sportiva in un modo diverso di conoscere una provincia. Si gioca, ma nello stesso tempo si scoprono paesaggi, vini, borghi, sapori e montagne. È anche la direzione indicata da Visit Brescia, che ha inserito dieci strutture del nostro territorio nel progetto di promozione della provincia come golf destination internazionale. La provincia offre oltre 150 buche complessive, frequentate durante tutto l’anno anche da molti stranieri – soprattutto nei circoli gardesani. Il territorio bresciano si conferma infatti tra le principali destinazioni italiane per il turismo golfistico, un settore che a livello nazionale genera un indotto di oltre 800 milioni di euro.

1. Arzaga Golf: il golf internazionale sulle colline del Garda

Il viaggio può cominciare dalle colline di Calvagese della Riviera, qui l'Arzaga Golf occupa un parco di 144 ettari e mette insieme due firme di assoluto prestigio: Jack Nicklaus II e Gary Player. Sono 27 le buche complessive. Le prime 18, par 72, sono state disegnate da Nicklaus II con un'impostazione di tipo americano, caratterizzata da fairway ampi; le nove di Gary Player, par 36, seguono invece maggiormente le sinuosità della Valtenesi, con green protetti da bunker profondi e arrotondati.

Il campo di Arzaga - credit Visit Brescia
Il campo di Arzaga - credit Visit Brescia

Ma Arzaga è soprattutto un esempio di come il golf possa diventare un soggiorno. Il campo è affiancato dall'ospitalità e dal benessere di QC Grand Hotel Villa Arzaga, ospitato in una dimora rinascimentale, con spa e percorsi dedicati al relax. Anche la ristorazione fa parte dell'esperienza, con il bistrot affacciato direttamente sui campi. È probabilmente qui che il progetto di Visit Brescia mostra più chiaramente la sua idea di golf destination: non soltanto 18 o 27 buche, ma una destinazione nella quale trascorrere più giorni.

2. GardaGolf: dove il golf ha incontrato tre volte l'Open d'Italia

Pochi chilometri più in là, a Soiano del Lago, il paesaggio cambia ma resta quello delle colline gardesane. Il GardaGolf Country Club si estende su 110 ettari e dispone di 27 buche, suddivise nei percorsi Bianco, Rosso e Giallo. Il progetto è firmato dallo studio britannico Cotton, Pennick, Steel & Partners, insieme all'italiana Golf & Gardens. I tre percorsi attraversano colline moreniche, vigneti e aree alberate, con scorci sulla Rocca di Manerba e sul Castello di Soiano.

Il GardaGolf Country Club - credit Visit Brescia
Il GardaGolf Country Club - credit Visit Brescia

Qui il paesaggio si accompagna a una storia sportiva di primissimo piano. GardaGolf ha ospitato tre edizioni dell'Open d'Italia, nel 1997, 2003 e 2018. Nella prima Bernhard Langer vinse il torneo stabilendo anche il record del campo con 64 colpi. Nel 2003 si impose Mathias Grönberg, Thorbjørn Olesen nel 2018. Il club, fondato nel 1986, festeggia proprio nel 2026 i 40 anni di attività. Alla dimensione agonistica affianca quella turistica: ristorazione, una boutique accommodation all'interno della club house, academy e attività legate al territorio, dalle degustazioni alle esperienze outdoor.

3. Garda Hotel San Vigilio Golf: 36 buche tra le colline moreniche

A Pozzolengo il golf entra in una dimensione ancora più ampia. Il Garda Hotel San Vigilio Golf dispone oggi, secondo il sito ufficiale, di 36 buche articolate in quattro percorsi da nove buche: Benaco, Solferino, San Martino e Pozzolengo. È una realtà nata intorno all'antica abbazia di San Vigilio e sviluppata nel paesaggio delle colline moreniche del Garda. Il progetto golfistico è legato all'architetto Kurt Rossknecht. A rendere particolare il complesso è la combinazione tra campo e resort: oltre al golf ci sono hotel, spa, piscine, sport e attività per chi accompagna il giocatore o per chi vuole trasformare la partita in una vacanza.

La struttura ha anche avuto un ruolo importante nel golf professionistico italiano: nel 2020 ospitò il 77esimo Open d'Italia, disputato a porte chiuse nell'autunno segnato dalla pandemia. È quindi uno dei luoghi dove la definizione di golf resort trova la sua interpretazione più completa nella provincia bresciana. Nel materiale di Visit Brescia l'offerta viene presentata insieme a spa, piscine e attività territoriali, dalle degustazioni alle esperienze sul lago.

4. Franciacorta Golf Club: quando il green incontra il vino

Dalle colline moreniche si passa a un paesaggio completamente diverso: i vigneti della Franciacorta. A Corte Franca il Franciacorta Golf Club occupa 80 ettari e propone 27 buche distribuite nei percorsi Brut, Satèn e Rosè. Le caratteristiche cambiano da un tracciato all'altro: il Brut alterna lago, vigneti e bosco e presenta la caratteristica «buca del muro», il Satèn è segnato da acqua, dogleg e variazioni di quota, il Rosè è il percorso più recente.

Il campo di Bogliaco - credit Visit Brescia
Il campo di Bogliaco - credit Visit Brescia

La storia del golf in Franciacorta, però, è molto più antica del campo attuale. Il primo Golf Club di Franciacorta fu fondato nel 1927 a Borgonato. L'attuale club nacque nel 1984 per iniziativa di Vittorio Moretti e altri diciotto soci, che individuarono nell'area di una vecchia cava di argilla di Corte Franca il luogo per il nuovo progetto. Qui sport e vino sono stati messi in relazione in modo esplicito. Nel 2009 è nato il progetto «The Wine Golf Course», realizzato insieme al Consorzio per la Tutela del Franciacorta. I tre percorsi portano infatti i nomi di tre tipologie di Franciacorta e il campo viene utilizzato anche per iniziative con le cantine.

È probabilmente il caso più evidente di territorialità del golf: il percorso non è semplicemente collocato in Franciacorta, ma ne utilizza linguaggio, paesaggio e cultura produttiva.

5. Golf Bogliaco: un secolo di storia sopra il lago

A Toscolano Maderno il tempo sembra fare un salto all'indietro. Golf Bogliaco nasce nel 1912 ed è indicato dal club come il terzo campo da golf più antico d'Italia. La sua storia è legata alla vocazione internazionale del Garda già agli inizi del Novecento e attraversa anche le vicende della Seconda guerra mondiale, quando il percorso venne temporaneamente destinato ad altri utilizzi.

Il campo di Bogliaco - credit Visit Brescia
Il campo di Bogliaco - credit Visit Brescia

Oggi è un 18 buche par 70, inserito in una conca sopraelevata dalla quale si apre la vista sul lago. Ulivi, limoni, vegetazione mediterranea e specchi d'acqua costruiscono un ambiente molto diverso da quello dei grandi percorsi più moderni. Il clima gardesano permette al club di proporsi come campo aperto tutto l'anno.Il golf qui si accompagna inoltre a lodge, appartamenti e ristorazione. La struttura è collegata anche alle Terme di Sirmione, consentendo di unire partita e benessere. Se Arzaga racconta il golf internazionale contemporaneo, Bogliaco racconta invece la lunga storia del golf sul Garda.

6. Ponte di Legno: il campo dove la montagna diventa protagonista

Per capire quanto possa cambiare la provincia basta prendere la strada verso la Valle Camonica. Il Golf Club Ponte di Legno si trova a 1.500 metri di quota, nella località di Valbione, nel cuore del Parco dell'Adamello. È un nove buche per 70 da 5.277 metri, da giocare due volte per completare le 18 buche. Il sito del club indica l'attività golfistica principalmente da giugno a settembre.

Qui il campo non deve costruirsi un paesaggio: il paesaggio è già tutto intorno al campo. Abetaie, ruscelli, laghetti e la dorsale del Corno d'Aola-Salimmo fanno da quinta naturale. La storia del percorso risale agli anni Ottanta e la configurazione attuale è legata agli interventi diretti da Luigi Rota Caremoli. È la faccia alpina della golf destination bresciana: meno legata alla possibilità di giocare in ogni stagione e più alla possibilità di vivere un'esperienza golfistica di montagna.

7. Colombera Golf: dodici buche, tecnica e flessibilità

A Castrezzato, al confine con la Franciacorta, La Colombera propone una formula ancora diversa. Il club oggi presenta un campo a 12 buche, lungo 4.533 metri e par 67, disegnato dall'architetto Fulvio Bani. Il percorso si sviluppa su circa 30 ettari pianeggianti ed è caratterizzato da laghetti, bunker, fairway ondulati e green di grandi dimensioni.

La particolarità sta anche nella flessibilità: le combinazioni permettono percorsi da 9, 12 o 18 buche, rendendo la struttura utilizzabile con formule di gioco differenti. Il club sottolinea inoltre la possibilità di giocare durante tutto l'anno. È un golf meno «cartolina» rispetto ai grandi campi del Garda, ma molto interessante proprio per la sua vocazione pratica: tecnico, versatile e adatto a diversi livelli di giocatore.

8. Colombaro Golf: il campo piccolo che allarga l'idea di golf

A Cunettone di Salò il golf assume una scala ancora diversa. Il Colombaro Golf dispone di 9 buche par 29, immerse tra prati e oliveti, a pochi chilometri dal Lago di Garda. La struttura si rivolge sia ai principianti sia ai giocatori esperti e si presenta anche come complemento sportivo di una vacanza gardesana.

Ma qui il vero elemento distintivo è la possibilità di avvicinarsi al gioco attraverso formule più snelle. Il campo pratica utilizza la tecnologia Toptracer (un sistema in grado di tracciare la parabola della palla come accade ai giocatori professionisti), mentre il club propone anche il Pitch & Putt, disciplina che permette di giocare con un massimo di tre bastoni su buche molto più brevi, e il FootGolf, nel quale al posto della pallina da golf si calcia un pallone lungo il percorso.

È un'altra interpretazione della parola «golf»: non soltanto agonismo e grandi percorsi, ma anche accessibilità, apprendimento e contaminazione con altre forme di sport.

9. Campodoglio Golf: un pezzo di Gran Bretagna tra Chiari e Franciacorta

A Chiari il Campodoglio guarda idealmente a nord, verso il lago d'Iseo e la Franciacorta, ma nel disegno del percorso richiama il mondo britannico. Il club dispone di 9 buche par 36, per oltre 3mila metri, che il Campodoglio presenta come il 9 buche più lungo della Lombardia. Il percorso è ispirato ai links britannici e comprende dogleg, ostacoli d'acqua e bunker di ispirazione scozzese.

Attorno al campo ci sono una club house in stile British, ristorante bistrot, campo pratica di oltre 260 metri, putting green, area per il gioco corto e due golf academy, con programmi destinati anche a principianti e juniores. È la dimostrazione che anche un percorso di nove buche può costruire un'offerta completa, mettendo insieme gioco, allenamento, formazione e ospitalità.

10. Brescia Golf: il golf che non ha bisogno di lasciare la città

E infine c'è il campo che rompe tutte le aspettative. Per giocare a golf nel Bresciano non è infatti necessario raggiungere il Garda, la Franciacorta o la montagna. Brescia Golf è dentro la città, e proprio questa posizione costituisce la sua principale peculiarità.

Nato nel 1989, il circolo conta oggi più di 300 associati. Dispone di 22 postazioni di driving range, dieci delle quali coperte e dotate di tecnologia Toptracer, oltre a putting green, chipping green e un percorso di tre buche par 3 con un laghetto che aggiunge una componente tecnica al gioco. Le aree principali per l'allenamento sono illuminate, consentendo di praticare anche nelle ore serali.

La stessa Federazione Italiana Golf lo definisce «Il tuo Golf in città» e sottolinea la vocazione alla pratica, alla didattica e alla diffusione dello sport nella quotidianità. È un finale quasi inevitabile per questo viaggio: dopo resort, vigneti, uliveti e montagne, il golf torna dentro il tessuto urbano.

Una provincia, dieci modi di giocare

La forza della proposta bresciana sta proprio nella sua varietà. C'è il grande golf internazionale di Arzaga e GardaGolf, la dimensione resort del Garda Hotel San Vigilio, il rapporto quasi naturale tra vino e sport del Franciacorta Golf Club, la storia centenaria di Bogliaco, l'alta quota di Ponte di Legno, la versatilità della Colombera, l'accessibilità del Colombaro, il carattere britannico del Campodoglio e infine l'urban golf di Brescia.

Non è quindi necessario immaginare un unico «circuito bresciano». La vera peculiarità è la possibilità di costruire esperienze differenti intorno allo stesso sport. È esattamente su questa varietà che Visit Brescia sta puntando. Il progetto non si limita alla promozione dei campi, ma cerca di inserirli dentro un racconto turistico più ampio, nel quale il golf diventa il punto di partenza per conoscere un territorio. Il press tour internazionale di settembre, così come le successive attività previste sui mercati esteri, va nella stessa direzione: portare giornalisti, operatori e potenziali visitatori a scoprire non soltanto i fairway, ma ciò che c'è intorno.

Perché il vero vantaggio competitivo di una provincia come Brescia è forse tutto qui: in pochi chilometri si può passare dal profumo degli ulivi gardesani a quello dei vigneti, dal verde della pianura alle montagne dell'Adamello. E, in mezzo, trovare un campo da golf quasi ovunque si decida di fermarsi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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