Ci sono emozioni capaci di attraversare i confini di un circuito, entrare nelle case di milioni di persone e diventare parte della storia di un Paese. La conquista del titolo mondiale di Formula 1 da parte di Kimi Antonelli è una di queste. Un sogno italiano diventato realtà, con un ragazzo capace di arrivare sul tetto del mondo senza dimenticare da dove è partito. Perché mentre l’Italia celebra il suo nuovo campione, c’è un luogo nel Bresciano che custodisce il ricordo di un Kimi lontano dai riflettori: quello che continua a emozionarsi semplicemente mettendosi al volante di un kart. È il Franciacorta Karting Track di Castrezzato, dove il pilota della Mercedes è tornato anche nei momenti più importanti della stagione: dopo la vittoria in Cina, a marzo, e il trionfo in rimonta a Monza a settembre.
«È una grande emozione vedere un pilota italiano così giovane raggiungere risultati straordinari – racconta Raffaella Giacomini del Franciacorta Karting Track –. Ci riempie di orgoglio, soprattutto perché dietro al pilota c’è un ragazzo che abbiamo conosciuto per la sua semplicità e umiltà».
Un legame nato quando la Formula 1 era ancora un traguardo da raggiungere. «Il suo nome era già conosciuto nell’ambiente del karting. Abbiamo trovato un ragazzo simpatico, gentile e con una grande passione per il kart». Un rapporto cresciuto negli anni, alimentato da quei ritorni in pista che raccontano quanto le origini siano rimaste importanti. «Sapere che gli piace tornare qui significa che apprezza la pista, ma anche l’ambiente e i rapporti creati».
C’è soprattutto un episodio che racchiude il lato più autentico del nuovo campione del mondo. È il giorno dopo la vittoria a Monza, quando Antonelli sceglie Castrezzato per trascorrere qualche ora insieme al team Mercedes, lontano dalle telecamere. «Suo padre ci aveva contattato con grande discrezione per organizzare qualche giro in pista con il suo staff. Kimi aveva voglia di guidare, stare in compagnia e godersi la giornata. Nonostante avesse già girato con gli amici, ha voluto provare anche i kart a noleggio».
Basso profilo e umiltà
Dalla Formula 1 ai kart a noleggio, con la stessa voglia di divertirsi. È forse in questa immagine che si ritrova il pilota ormai di casa a Castrezzato. «È un ragazzo che ha mantenuto un profilo basso, che sa stare con tutti, dal professionista al semplice appassionato, fino ai bambini. Non dà l’impressione di sentirsi diverso dagli altri».

Una semplicità che rende la sua storia ancora più significativa per i piloti che ogni settimana inseguono i propri sogni sul circuito bresciano. «I giovani hanno bisogno di esempi così, persone che dimostrano che si può inseguire un grande sogno e rimanere con i piedi per terra. Ciò che rende grande Kimi non è soltanto quello che fa in pista, ma anche la persona che dimostra di essere fuori».
E mentre un'intera nazione festeggia, a Castrezzato c’è già chi aspetta il prossimo ritorno. Magari ancora una volta senza preavviso, lontano dai riflettori, per il semplice piacere di guidare.



