Il record italiano degli 800, rimasto imbattuto per 53 anni, appartiene adesso a Francesco Pernici. Dall’altra parte del telefono, dal Sudafrica dove vive ormai da molti anni, c’è Marcello Fiasconaro. Lo storico primatista azzurro accoglie con sportività il passaggio di consegne.
Signor Fiasconaro, dopo 53 anni il suo record italiano degli 800 metri è caduto. È felice?
«Diciamo sì e no, come è giusto che sia. Sono contento per Francesco, naturalmente. Però quando perdi un record che hai tenuto per così tanto tempo un po’ dispiace sempre. Fa parte dello sport».
Che impressione le ha fatto la prestazione di Francesco Pernici?
«Non ho visto la gara, perché seguo in tv solo i grandi eventi, non tutti i meeting, ma da venerdì sera sono stato tempestato di telefonate e tutti mi hanno raccontato tutto. Pernici ha battuto il primato correndo come facevo io, in testa e soprattutto vincendo la gara. Di questo sono felice. Se avesse fatto il record solo perché era stato aiutato da lepri e al traguardo fosse arrivato terzo o quarto sarebbe stato diverso».
Si aspettava che potesse essere proprio Pernici a battere il suo primato?
«Da come lo avevo visto correre al Mondiale di Tokyo l’anno scorso sì. Mi avevano detto che era un ragazzo molto forte e che aveva margini di crescita. Non mi aspettavo comunque che il record arrivasse già a inizio luglio».
Dove pensa possa spingersi Pernici?
«Non sono un allenatore e non posso giudicare fino in fondo gli aspetti tecnici. Posso solo dire che è ancora giovane e ha un ottimo stile di corsa».
Lei vive ormai a Città del Capo. Torna ancora in Italia?
«Sì, tra tre settimane sarò a Castelbuono, in Sicilia, per la tradizionale gara su strada. Ci torno anche per ricordare mio nonno, che era nato lì».
Pernici è bresciano della Valle Camonica. Lei invece a Brescia c’è mai stato?
«Sì, tanti anni fa. Giocavo a rugby a Milano e siamo venuti a Brescia per affrontare la squadra locale. È una zona molto bella».
Sarebbe bello vedere insieme il vecchio e il nuovo primatista italiano degli 800 metri.
«Sì, sarebbe fantastico. Mi farebbe davvero piacere conoscere Pernici, magari quando torno a fine luglio ci si potrebbe organizzare. Intanto le chiederei una cosa: me lo saluti tanto».



