Damiano Cima, al Giro d’Italia un regolatore per la sicurezza

Fino allo scorso anno era in gruppo a pedalare oggi è in moto: «Aspetto di capire la mia strada»
Paolo Venturini

Paolo Venturini

Giornalista

Il bresciano Damiano Cima nelle vesti di regolatore al Giro d’Italia numero 105 - © www.giornaledibrescia.it
Il bresciano Damiano Cima nelle vesti di regolatore al Giro d’Italia numero 105 - © www.giornaledibrescia.it

Oggi il Giro d’Italia riparte da Pescara con qualche certezza in più sui corridori che la corsa rosa non potranno vincerla (Yates, Dumoulin, Ciccone fra gli altri), quelli che hanno maggiori chance e una classifica talmente corta da rendere incerto il pronostico fino all’ultimo giorno

. Nella carovana rosa ha debuttato in questa edizione un nuovo regolatore, fino allo scorso anno in gruppo e capace di vincere contro ogni pronostico una memorabile tappa per le emozioni che ha regalato ai bresciani, Damiano Cima.

Nelle ultime due stagioni in forza al team russo Gazprom oggi cancellato dalle sanzioni internazionali dove aveva pure vinto ma non è stato riconfermato.«Quando ero ancora indeciso su cosa fare in futuro - racconta il ragazzo di Malocco di Lonato, fratello di Imerio, altro talento prematuramente fermato da guai fisici - mi è arrivata la telefonata di Rcs poco prima delle Strade Bianche. Avevano bisogno di un ragazzo esperto, appena uscito dal gruppo che avesse l’occhio per gestire le fasi di corsa non affatto semplici, un regolatore che prendesse il posto di Marco Velo passato nel frattempo alla direzione di corsa. Ho accettato con entusiasmo perchè è un bel modo per rimanere nell’ambiente».

Per niente facile il mestiere del regolatore. «Sono sempre avanti o dietro la corsa a supporto della direzione di corsa per far superare in gara certi ostacoli che ci troviamo di fronte».

«Da fuori vedo i pericoli che ci possono essere, noto le velocità pazzesche che fanno i miei colleghi ai quali andrebbe spiegato perchè a volte abbiamo la necessità di far passare la moto scorta. Da corridore neppure io lo capivo, ora comprendo che tutto viene fatto per la sicurezza degli atleti».

Terminato il Giro (ha fatto anche Tirreno e Sanremo), per Cima si pone il quesito sul futuro. «Mi dicevamo - racconta - vedrai che non sarà semplice quando smetti perchè ti troverai spaesato. Abituato a lavorare per obiettivi, il salto mentale sarà scioccante. Non volevo credere a questa versione, purtroppo avevano ragione. Al momento non so cosa farò da grande, spero solo di restare nell’ambiente».

Vista la giovane età escluso del tutto un ritorno in sella, viste le doti dimostrate negli scorsi anni? «Non mi sento di escluderlo del tutto, anche se penso possa essere difficile. Confesso che mi piacerebbe ancora provare le gioie di tre anni fa quando vinsi la tappa al Giro al termine di una lunga fuga. Toccai il cielo con un dito, poi la realtà mi ha fatto tornare con i piedi per terra». Ma Damiano è pronto a tornare in sella, anche se al momento è quella di una moto.

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