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Ciclismo: cinque pro bresciani licenziati in cerca di una squadra

Del «taglio» di formazioni Professional e World Tour ne fanno le spese Garosio, i fratelli Cima e Frapporti
Andrea Garosio è tra i pro rimasti senza team
Andrea Garosio è tra i pro rimasti senza team
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Cinque professionisti bresciani in organico nel 2021 (su 11 totali) sono ancora senza contratto per la prossima stagione e a meno di un miracolo dovranno appendere loro malgrado la bici al chiodo. L’onda lunga del Covid, alcuni casi doping e la crisi delle sponsorizzazioni hanno prodotto come risultato la diminuzione dei team Professional italiani (uno in meno nel 2022) e di quelli World Tour (da 19 scendono a 18), vale a dire cinquanta corridori professionisti in meno. Questo ha significato naturalmente anche il taglio di alcuni corridori italiani, con almeno cinque bresciani che stanno subendo questa situazione.

I nomi

I fratelli Cima in una foto del 2016 - Photo Rodella
I fratelli Cima in una foto del 2016 - Photo Rodella

Si tratta di Andrea Garosio, Damiano e Imerio Cima, Marco e Mattia Frapporti. Il caso dei primi due citati ha dell’incredibile: Andrea, forte scalatore che, complice anche un carattere forse troppo mite, non è mai riuscito ad esprimersi a dovere nelle formazioni nelle quali ha militato. Quest’anno alla Bardiani, ha faticato a trovare la giusta posizione in sella, ma una volta risolto il problema nel finale di stagione ha fatto vedere buone cose. Si è aggiudicato la classifica generale degli scalatori al Giro di Slovacchia, è stato protagonista di una lunga fuga al Lombardia ed ha sfiorato la top ten nella Coppa Agostoni. Ciò nonostante a 28 anni si trova senza una sistemazione per il prossimo anno.

Ancora più incredibile il caso di Damiano Cima. In forza nelle ultime due stagioni al team russo Gazprom Rusvelo, dopo aver lavorato a lungo per il team e aver avuto un inizio stagione tribolato, nel finale si è messo in luce vincendo anche una tappa al Tour del Sud Boemia, uno dei pochi del team russo a vincere in questa stagione. Il vincitore di una tappa al Giro d’Italia del 2019 si trova ora, anche lui a 28 anni e con tanta voglia ancora di far bene nel ciclismo, ad essere senza contratto. Gli era stato promesso il rinnovo contrattuale da parte della dirigenza russa, ma alla fine non se n’è fatto nulla.

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A piedi

Senza contratto anche il fratello più giovane Imerio, ma in questo caso si tratta di una scelta obbligata. Investito ad inizio stagione da un’auto a Gavardo, il velocista di Lonato non si è più ripreso e non ha mai corso nel 2021.

Come senza contratto si trovano i due fratelli Frapporti, l’esperto Marco (35 anni e quattro successi alle spalle di una onesta carriera da gregario) stanco di dover portare nuovi sponsor per poter correre e il fratello Mattia (27 anni) scaricato senza motivo dopo un’annata di impegno con la Eolo Kometa. La speranza di strappare un ingaggio per il 2022 è sempre l’ultima a morire, ma il tempo è ormai esaurito.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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