Carlo Cracco alla Mille Miglia: «Viva l’Italia delle ricette locali»

Lo chef si è raccontato al volo durante l’edizione 2026 della corsa più bella del mondo: «Al centenario non mancherò»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Carlo Cracco alla Mille Miglia 2026 - Foto New Reporter Favretto/Checchi © www.giornaledibrescia.it
Carlo Cracco alla Mille Miglia 2026 - Foto New Reporter Favretto/Checchi © www.giornaledibrescia.it

 Quest’anno è saltata la sfida a distanza con l’amico e collega Joe Bastianich. Non per colpa di Carlo Cracco, che si è regolarmente presentato al via della Mille Miglia come ormai succede da diverse edizioni. Lo chef – che corre con Marco Garro su una Lancia Aurelia B20 Gt 2000 Berlinetta Pininfarina del 1951 – è ormai entrato nel clima gara e soprattutto extra gara, tra selfie, richieste d’autografi e presenze dei fotografi ad ogni occasione buona. Una svolta pop per uno molto riservato come lui. «Qui ormai è così» ammette mentre in coda attende un caffè.

È dura fare questa gara?

A chi lo dice rispondo: provate ad andare a lavorare, e poi mi dite quanto è dura la vita. È qualcosa di incredibile, non di faticoso anche se certo non è una passeggiata, ma attraversiamo l’Italia più bella.

Bilancio dei primi due giorni?

Bene, bene, molto bene. Un po' caldo, ma bene.

Ormai al caldo sarete abituati, sono cinque anni che la Mille Miglia si fa a giugno…

Sì, però non ti abitui mai.

Ci si abitua invece all'atmosfera, alla gente sulla strada? Ci sono tanti bambini, tanti giovani.

Sì, quello è bellissimo. È la parte più bella di una corsa che resta unica e che ogni anno mi emoziona.

La stupisce il fatto che ci sia una così alta partecipazione popolare per una gara che non è poi così popolare, nel senso che è un privilegio per pochi?

No, perché sono vetture che altrimenti la gente non avrebbe modo di vedere, quindi la Mille Miglia è un'occasione unica. Ed è la cosa più bella che ci sia essere vicini alla gente.

L’anno prossimo, per il centenario, la corsa sarà di sei giorni. Lei ci sarà?

Sì, ovvio non posso mancare al centenario. Bisogna esserci.

Ovviamente dobbiamo farle una domanda scontata: un giudizio sul cibo durante le soste?

Il territorio italiano è pieno di cibo meraviglioso e quindi andrebbero valorizzate di più le ricette locali. Se mangio a Modena, mi piacerebbero dei piatti tipici di Modena. Non devo trovare quello che trovo dappertutto, altrimenti fai un catering e vai di copia e incolla in ogni sosta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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