Bersini, l’allenatore di Pernici: «Io, geometra che lo porta ai record»

L’intervista al tecnico del primatista italiano degli 800: «Prossimo obiettivo l’oro europeo indoor, passaggi sulla strada per Los Angeles»
Mario Nicoliello
Dalmazio Bersini in compagnia di Francesco Pernici - Foto Instagram © www.giornaledibrescia.it
Dalmazio Bersini in compagnia di Francesco Pernici - Foto Instagram © www.giornaledibrescia.it

Dietro la spaventosa crescita di Francesco Pernici c’è la mente sapiente di Dalmazio Bersini: cresciuto a Travagliato, ma residente a Mairano, geometra di professione e allenatore per passione, dal 2019 guida dell’ottocentista camuno.

Dalmazio, si aspettava un miglioramento così grande?

«Sì, è già da un po’ che Francesco vale meno di 1’43”. Bisognava trovare la gara giusta, tirata e riuscire ad azzeccarla. Naturalmente serviva anche che fosse in forma e stesse bene fisicamente. Dopo gli Europei aveva mollato un attimino di testa e infatti le due gare successive non erano andate bene. Quando abbiamo saputo che sarebbe stato dentro gli ho detto: dai, tieni duro, proviamo a fare bene. Lo ha fatto e il risultato è arrivato».

A Budapest ha corso la gara perfetta?

«La perfezione non esiste, ma è stato molto bravo. Alla corda dopo il contatto con Sedjati ha perso terreno e si è ritrovato a cominciare la volata indietro. Però le gambe c’erano e il risultato è arrivato».

Dove può arrivare?

«L’obiettivo sono le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Tutto quello che sta succedendo è una tappa di passaggio. Deve lavorare tanto per arrivare a correre a 1’41».

Dove esistono i margini maggiori?

«Bisogna migliorare un po’ tutto. Lavoreremo ancora di più sulla velocità e probabilmente anche sui 400 metri, cercando di abbassare il suo tempo sulla distanza».

Lei insiste da tempo proprio sui 400. Perché?

«Gliel’ho sempre detto: devi farli. Ma non riuscivamo mai a inserirli. Adesso sembra che finalmente ci siamo arrivati. Migliorare sui 400 può essere importante anche per continuare a crescere negli 800».

Avete già preparato il programma della prossima stagione?

«Non ancora nei dettagli. Gli ho detto: prenditi una o due settimane tranquille. Andrà in ferie con la morosa, quando tornerà ci siederemo e costruiremo tutto con calma».

Il primo grande obiettivo, però, è già individuato?

«Direi gli Europei indoor di Valencia. Adesso a Brescia hanno anche realizzato la pista interna e quindi Francesco avrà finalmente la possibilità di allenarsi al coperto vicino a casa. Prima avremmo dovuto andare a Padova, era complicato e praticamente non riuscivamo a farlo».

E agli Europei indoor con quale obiettivo andrete?

«Per vincere la medaglia d’oro. Visto dove si trova adesso, visto che è il primo europeo, secondo me bisogna partire con quell’obiettivo».

Budapest vi ha semplificato il cammino verso i Mondiali?

«Sì, perché con 1’42”67 ha ottenuto direttamente il minimo. Non dobbiamo pensare al ranking o andare a cercare prestazioni per qualificarci. Questo ci permette di lavorare tranquillamente, programmando la stagione per arrivare là al meglio della condizione».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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