Non è solo una carezza, non è semplicemente la compagnia di un animale, dietro l’incontro tra una persona e un cane c’è un meccanismo complesso che coinvolge emozioni, relazione e benessere. È questo il cuore della pet therapy, oggi definita più correttamente Intervento Assistito con gli Animali (IAA): un percorso che utilizza la presenza di animali appositamente selezionati e preparati per favorire il benessere fisico, psicologico ed emotivo delle persone.
A raccontare questo mondo è Selene Offredi, coadiutore del cane negli IAA, ospite a Teletutto Racconta, che insieme al suo inseparabile compagno di lavoro Ciro, un golden retriever, porta avanti un’attività fatta di ascolto, relazione e cura. «La pet therapy – spiega Selene – permette di creare una relazione speciale tra persona e animale, la presenza del cane può aiutare a ridurre stress e ansia, stimolare la memoria, favorire il movimento e migliorare la qualità della vita, soprattutto nelle persone che affrontano malattie croniche, difficoltà psicologiche o momenti di fragilità».
Il potere di una carezza
Il rapporto con un animale ha anche una spiegazione scientifica, quando una persona accarezza un cane, il corpo produce sostanze legate al benessere, come l’ossitocina, l’ormone che favorisce il legame e la fiducia, mentre diminuisce il livello di cortisolo, considerato il principale ormone dello stress.

«Durante le mie sedute molte persone mi raccontano che, nel momento in cui accarezzano Ciro, si sentono più rilassate, meno preoccupate. È come se per qualche minuto riuscissero a mettere da parte i problemi, la cosa straordinaria è che questo rapporto è reciproco: anche il cane vive questa relazione e rilascia a sua volta sostanze legate al benessere».
È proprio questa reciprocità a rendere speciale l’intervento: non si tratta semplicemente di «portare un cane» in un ambiente, ma di costruire un incontro guidato e progettato. Bambini, adulti e anziani: benefici diversi, stessa relazione perché la pet therapy può essere utilizzata in tutte le fasce d’età. Nei bambini può favorire lo sviluppo dell’autostima, della comunicazione e delle capacità relazionali, oltre ad aiutare il rispetto delle regole e la gestione delle emozioni. «Mi è capitato di lavorare con bambini con mutismo selettivo – racconta Selene – e vedere che, davanti al cane, riuscivano a pronunciare il suo nome, per le famiglie era un risultato straordinario».
Benefici
Negli adulti il beneficio riguarda soprattutto la gestione dello stress e dell’ansia come racconta Selene. «Viviamo tutti giornate molto intense, con tante pressioni, il cane riesce a creare un momento di pausa, di tranquillità, la sua presenza aiuta la persona a concentrarsi sul presente e a sentirsi accolta».

Negli anziani, invece, il valore più grande è spesso quello della compagnia. «Molti aspettano con entusiasmo l’arrivo di Ciro, il cane porta affetto, vicinanza e crea un rapporto di fiducia, in alcune situazioni gli anziani ritrovano anche la voglia di muoversi, di parlare e di raccontarsi».
Dietro il lavoro di un cane da pet therapy non c’è improvvisazione, anche l’animale deve seguire un percorso specifico. «Quando ho deciso di intraprendere questo percorso ho frequentato una formazione dedicata agli Interventi Assistiti con gli Animali. Esistono diversi livelli: il corso propedeutico, quello base e quello avanzato, anche il cane deve essere preparato e valutato».
La formazione
Ciro, prima di iniziare l’attività, ha seguito un percorso di addestramento e ha dovuto superare diverse prove. «Un cane che fa pet therapy deve avere caratteristiche precise: deve essere equilibrato, socievole, capace di gestire situazioni diverse e di relazionarsi con persone fragili. Dopo i 18 mesi viene valutato anche dal veterinario per verificare la sua idoneità». Ciro ha superato tutte le prove ed è diventato un vero collega di Selene. Uno degli aspetti più importanti della pet therapy è la capacità dell’animale di creare una relazione autentica. «Gli animali non giudicano, non chiedono spiegazioni, non mettono barriere. La loro presenza favorisce calma, fiducia e sicurezza, per questo molte persone riescono ad aprirsi più facilmente con loro».
Gli animali coinvolti negli IAA possono essere diversi: cani, cavalli, asini, conigli e altri animali selezionati in base al percorso. «Io lavoro principalmente con Ciro, ma il principio è lo stesso: creare un rapporto positivo che aiuti la persona nel proprio percorso». Secondo Selene, il futuro degli Interventi Assistiti con gli Animali sarà quello di diventare sempre più parte integrante dei percorsi educativi e sanitari. «Nelle scuole può essere un aiuto importante per migliorare l’autostima dei bambini, la comunicazione e la capacità di rispettare le regole. Negli ospedali può accompagnare le persone durante percorsi difficili, rendendoli più sereni, nelle strutture assistenziali può contrastare la solitudine e migliorare la qualità della vita. L’obiettivo non è sostituire medici, psicologi o operatori sanitari, ma affiancarli. Noi arriviamo con il cane e diventiamo parte di un percorso costruito insieme agli specialisti, con l’obiettivo di aiutare la persona nel modo migliore possibile».
Alla fine, resta un’immagine semplice: una persona che accarezza un cane e ritrova un sorriso. «A volte basta davvero poco per creare un momento di benessere. Ma dietro quel momento ci sono preparazione, competenze e soprattutto una relazione speciale tra uomo e animale».



