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Animali selvatici, l'appello Enpa: «Intervenire chiedendo consiglio»

Paola Vivani, presidente dell’associazione, ospite a Teletutto Racconta dà alcuni consigli utili: «Agire personalmente solo in caso di estrema urgenza»
Daniela Affinita
Un riccio
Un riccio

Con l'arrivo della bella stagione aumentano gli incontri con cuccioli di animali selvatici apparentemente soli o in difficoltà, un piccolo di civetta a terra, un riccio nascosto tra l'erba, un giovane merlo incapace di volare: situazioni che spesso spingono le persone a intervenire immediatamente, convinte di fare la cosa giusta, ma non sempre è così. A ricordarlo è Paola Viviani, presidente di Enpa Brescia, ospite ieri a Teletutto Racconta, che ha offerto alcuni consigli pratici per aiutare gli animali senza compromettere le loro possibilità di sopravvivenza in natura.

«Molto spesso ci si sente investiti del compito di salvare un animale, quando invece la prima cosa da fare è osservare e capire cosa sta realmente accadendo – spiega Paola Viviani – bisogna verificare se nelle vicinanze sono presenti i genitori e valutare se esiste un reale pericolo. Solo in situazioni di emergenza, come un animale in mezzo alla strada o esposto a rischi immediati, è opportuno intervenire per spostarlo in una zona più sicura».

Piccoli di uccelli

Uno degli errori più frequenti riguarda proprio il recupero dei piccoli di uccelli, in molti casi, infatti, non si tratta di animali abbandonati. «Abbiamo assistito al recupero di una giovane civetta che si pensava fosse rimasta sola, in realtà i genitori erano ancora presenti sul territorio. Quando il piccolo viene portato via, si interrompe un percorso naturale che spesso avrebbe avuto un esito positivo».

Consigli utili su come agire
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Consigli utili su come agire

La presidente di Enpa invita quindi a evitare interventi impulsivi: «parliamo di fauna selvatica, animali che non hanno alcuna confidenza con l'uomo, ogni nostra manipolazione rappresenta per loro una fonte di forte stress, se è necessario intervenire, bisogna farlo rapidamente e con la massima delicatezza». Un'altra convinzione diffusa riguarda il contatto umano, per quanto riguarda molti volatili, l'odore lasciato dall'uomo non rappresenta un problema per il ritorno dei genitori, tuttavia, è sempre consigliabile limitare al minimo il contatto diretto, utilizzando eventualmente un panno o una maglietta per spostare l'animale in sicurezza.

Supporto

Secondo la presidente di Enpa Brescia, il consiglio più importante resta quello di chiedere supporto a chi opera quotidianamente nel settore. «Nella nostra provincia esiste una grande sensibilità verso la fauna selvatica, prima di agire è sempre opportuno contattare i volontari, il Cras o le realtà competenti, che possono fornire indicazioni corrette sulla base della situazione specifica». L'invito vale non solo per gli uccelli, ma anche per altri animali frequentemente recuperati senza una reale necessità.

«Ricci, pipistrelli e piccoli mammiferi vengono spesso sottratti al loro ambiente naturale pensando di aiutarli, lo stesso accade talvolta con cucciolate di gatti, che vengono raccolte quando la madre è semplicemente lontana per cercare cibo. Separare i piccoli dalla madre può esporli a rischi sanitari importanti e compromettere la loro sopravvivenza, le mamme invece possono incorrere in mastiti poi lunghe da curare».

Un altro errore frequente è quello di raccogliere un animale, portarlo a casa e solo successivamente cercare aiuto. «Consigliamo sempre di contattare prima i volontari o le strutture competenti e di seguire le indicazioni che vengono fornite – aggiunge Viviani – le richieste di intervento sono moltissime e non sempre è possibile garantire una presenza immediata sul posto. Per questo è importante valutare ogni situazione prima di spostare l'animale dal luogo in cui è stato trovato».

Osservazione

Particolare attenzione va riservata anche ai periodi di caldo intenso, in questi casi può essere utile spostare un animale in difficoltà in una zona ombreggiata o più protetta, evitando però di somministrare acqua o cibo senza aver prima ricevuto indicazioni da personale esperto. Esistono poi alcune situazioni in cui l'intervento è effettivamente necessario, è il caso, ad esempio, dei rondoni. «Se un rondone viene trovato a terra e non riesce a riprendere il volo autonomamente, è opportuno chiedere aiuto perché questi animali, a differenza di altri uccelli, hanno grandi difficoltà a decollare dal suolo.

L'osservazione è sempre il primo gesto di aiuto – conclude Paola Viviani –  comprendiamo la preoccupazione di chi teme che possa accadere qualcosa di brutto, ma spesso la soluzione migliore è attendere, monitorare la situazione e chiedere consiglio. Intervenire senza conoscere le reali necessità dell'animale rischia di fare più danni che benefici».

Un messaggio semplice ma fondamentale, soprattutto in un periodo dell'anno in cui aumentano le segnalazioni e gli incontri ravvicinati con la fauna selvatica del territorio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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