A Brescia nasce il nuovo polo del soccorso per animali esotici e selvatici

Daniela Zorat
Il centro sarà pronto nel 2027: 300 metri quadrati di sale operatorie, gabbie e voliere
Un gufo recuperato e curato nel Bresciano - © www.giornaledibrescia.it
Un gufo recuperato e curato nel Bresciano - © www.giornaledibrescia.it
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Lo si potrà considerare come il pronto soccorso per gli animali selvatici ed esotici – precisazione non da poco visto che sarà l’unico per queste specie in Lombardia – recuperati nel Bresciano e non solo. Diventerà, secondo le prospettive della Provincia, un punto di riferimento per tutto il Nord Italia. A breve cominceranno i lavori per realizzare il Crase, acronimo che sta per Centro recupero animali selvatici ed esotici, che sorgerà in via Romiglia, accanto alla sede della Polizia provinciale.

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Il progetto è firmato dall’architetto Giovan Maria Mazzoli e rientra tra quelli finanziati (1.800.000 euro) con fondi Pnrr. Ottenute tutte le autorizzazioni e i nullaosta (anche dalla Soprintendenza ai beni ambientali) nell’area è già stato predisposto quanto serve per far partire il cantiere e la ditta che opererà dovrebbe far partire i lavori già questo mese. Lavori che saranno ultimati nel 2027.

La struttura

L’edificio di quasi 300 metri quadrati sarà su un unico piano e ospiterà una sala operatoria, locali pre e post operatori, una sala per la diagnostica e laboratori, oltre a spazi per il personale veterinario e non. Ci sarà lo spazio per gabbie e recinti, voliere e tunnel di volo di ampie metrature – anche esterni – che potranno ospitare grandi carnivori come orsi o lupi, oltre a rapaci e ungulati. Sarà aperto giorno e notte, tutti i giorni della settimana, e sarà presidiato da agenti e volontari.

«Ultimamente stiamo assistendo a numerosi avvistamenti di grandi carnivori nei nostri territori – spiega Daniele Mannatrizio, consigliere in Broletto con delega alla Polizia provinciale –, potremmo doverli recuperare feriti e li potremo portare qui. Sempre qui potremo recuperare anche animali esotici, provvedere alla loro cura temporanea prima di trovare strutture adatte ad ospitarli, non potendo reinserirli in natura. Di certo non sarà un piccolo zoo, ma una struttura per le cure immediate e temporanee di questi animali di specie alloctone. I recinti esterni saranno visibili e (se vi saranno le condizioni previste dalle regole regionali ndr) potranno essere utili a fini didattici».

Un riccio - © www.giornaledibrescia.it
Un riccio - © www.giornaledibrescia.it

La scelta di collocare il Centro in una zona urbanizzata (non lontana peraltro da scuole, abitazioni e da una Rsa), è dettata da ragioni logistiche: «È strategica – aggiunge Mannatrizio –. Comoda non solo per gli agenti della Provinciale che vi porteranno gli animali recuperati, ma anche vicina all’autostrada e, quindi, facilmente raggiungibile da tutto il territorio. Oggi gli animali selvatici che gli agenti salvano vengono portati, con grande dispendio di tempo, energie e risorse, fino ai Cras di Valpredina, nella Bergamasca, o di Paspardo». Strutture, però, che non hanno una specializzazione sugli esotici.

Peraltro la nostra Provincia, a livello regionale, è quella che registra il numero maggiore di recuperi: «Da sola arriva a coprire il 40%, pari a 2.500-3.000 interventi l’anno». «Sarà una struttura innovativa – aggiunge il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini –, per un servizio importante svolto dalla Provinciale perché numerosi sono gli interventi di recupero che ogni anno compie: dai ricci ai pipistrelli, dagli ungulati ai rapaci».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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