Muso corto e affilato, occhietti piccoli e neri, goffo e ricoperto di aculei. Si muove di notte e a volte, nell’oscurità, può anche capitare di scambiarlo per un topo. Il riccio, però, non è solo innocuo, ma è anche un alleato del giardiniere e dell’ortolano.
Dato che è possibile, in questo periodo dell’anno, e in tutta la stagione estiva, imbattersi in questi simpatici mammiferi, anche trovandoli nei nostri giardini, abbiano chiesto a Emanuele Forlani, zoologo del Centro studi naturalistici bresciani e collaboratore con la sezione di zoologia del Civico museo di scienze naturali, di spiegarci meglio come comportarci in caso di incontro.
Chi è il riccio?
Con il ritorno del caldo può capitare la sera di osservare delle sagome scure aggirarsi goffamente nei giardini e nei parchi cittadini, stiamo parlando dei ricci (Erinaceus europaeus). Questo visitatore dei nostri giardini è stato per anni tra le specie italiane dell’Ordine degli Insettivori, ma i recenti studi di Biologia molecolare lo annoverano nell’Ordine degli Eulipotifili dal greco «Eulipotyphla» che significa «veramente grassi e ciechi» (o con occhi piccoli).
Di fatto il riccio non si nutre di soli insetti, ma anche lumache, chiocciole, ragni, lombrichi fanno parte del suo variegato menù, non disdegnando all’occorrenza il cibo dei gatti.
Lungo dai 20 ai 30 cm può raggiungere il 1,2 kg di peso, seppur la forma tozza possa farlo sembrare lento, in corsa può raggiungere anche i 7 km/h e fare brevi salti. La scarsa vista viene compensata da un fine olfatto e dalla presenza di vibrisse sensoriali attorno alla bocca. Caratteristica della specie è il corpo ricoperto di aculei formati da numerosi peli modificati e cavi e fusi, questi sono l’unica difesa contro le aggressioni.

Capita di trovarlo in giardino...
È un animale solitario e durante il giorno riposa al riparo in anfratti naturali o tra le radici, ma di notte si aggira tra le foglie secche in cerca di cibo.
Può capitare di trovarlo nel giardino di casa, spesso scoperto dall’abbaiare del cane che vede o sente muovere qualche cosa alla base di un cespuglio. Appena scoperto si chiude a palla esponendo gli aculei e proteggendosi il capo e l’addome da eventuali aggressioni.
Cosa lo spinge?
Spesso la fame, in cerca di insetti o lumache, un giardino infatti è una bella area di caccia dove spesso può imbattersi in una bella ciotola di cibo per cani o gatti su cui indugiare per un cambio di dieta.
Cosa fare se lo troviamo?
Se l’animale sta bene e siamo certi non sia stato ferito, magari dal nostro cane, avvicinandosi tenderà a scappare di corsa oppure ad appallottolarsi bene senza sforzo. In questi casi lasciamo stare e allontaniamoci, teniamo lontano il nostro animale domestico, cane o gatto che sia, e lui se ne andrà con calma, magari finendo prima il pasto interrotto.
Se, da tarda primavera all’estate, tra le foglie secche o in un vaso abbandonato troviamo una nidiata, ripristiniamo il suo riparo e lasciamo che porti a termine la gestazione, più ricci in giardino avremo meno lumache e insetti ci rovineranno le aiuole e le serate estive. Anche d’inverno tende a passare il letargo dormendo tra foglie secche in ripari come vasi o cataste di legna, se scoperto, ripristiniamo il suo giaciglio e lasciamolo stare, quando le temperature aumenteranno tornerà a scorrazzare per il nostro giardino.

Diverso il caso in cui dovessimo trovarlo ferito o vederlo in pieno giorno, magari barcollante, oppure avvistare un piccolo da solo, in questi casi contattare un «Centro recupero fauna selvatica» o la Polizia provinciale. Nel caso in cui l’area sia pericolosa è possibile aspettare gli aiuti mettendolo in una scatola con dei panni, dell’acqua e del cibo umido per gatti, all’ombra e al buio in un posto tranquillo, ricordando di usare dei guanti spessi per raccoglierlo da terra.
Sono alleati dei giardinieri, perché?
Un riccio mangia mediamente 200 tra insetti e lumache a notte. Faremo meno fatica noi. A proposito, attenzione ad utilizzare insetticidi o lumachicidi e se vogliamo proprio usarli utilizziamo prodotti ammessi per l’agricoltura Biologica non tossici per altri animali, o metodi naturali e alternativi per il contenimento, saranno poi i ricci a fare la parte del leone nella nostra piccola jungla casalinga.
Altri rischi?
Essendo notturni e vedendo poco, i fari delle auto tendono ad accecarlo e a disorientarlo quindi durante la notte stiamo molto attenti: nelle notti fredde, infatti, tendono a stare sull’asfalto per fgarsi scaldare dal calore emesso dalla strada o semplicemente per attraversarla per recarsi da un campo all’altro. Abbagliati si paralizzerano e si fermeranno appallottolandosi.



