Il falco di palude, il nibbio bruno, l’airone rosso e il marangone minore, ma anche la nitticora e il tarabuso sono solo alcuni degli uccelli che svernano e vivono per alcuni periodi nella Riserva naturale Torbiere del Sebino e, grazie a loro, l’area umida è conosciuta come uno dei siti più importanti del Nord Italia e d’Europa. Per evitare che l’avifauna subisca, a causa dei sistemi umani, incidenti o rischi di morte, l’ente Riserva ha attivato un progetto di messa in sicurezza della linea elettrica che attraversa e si trova ai confini delle vasche. Pali e cavi della linea di media tensione rappresentano infatti un potenziale elemento di criticità, perché attraversano aree frequentemente utilizzate dall’avifauna durante gli spostamenti all’interno della Riserva.
I rischi
I cavi, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o in prossimità della vegetazione, possono risultare difficilmente visibili durante il volo. Il rischio di andare a sbattere è reale.
I sostegni della linea possono invece rappresentare un rischio di elettrocuzione (forte scossa elettrica), in particolare per le specie di maggiori dimensioni, come rapaci e ardeidi, che possono utilizzarli come punti di posa. Nel corso degli anni sono stati rinvenuti esemplari deceduti in prossimità dell’infrastruttura, confermando il ruolo della linea quale possibile causa di mortalità per l’avifauna.
L’azione
La realizzazione degli interventi consentirà di mettere in sicurezza circa 1.600 metri di linea elettrica di media tensione. I lavori sono stati affidati di recente e dovrebbero ridurre il rischio di collisione e folgorazione per gli uccelli che frequentano la Riserva. «L’ideale sarebbe stato poter interrare le linee e a questo si vorrebbe tendere in futuro – spiega il presidente Marco Pilotti –. Serve avere la disponibilità di Enel».
Intanto, le azioni attuali saranno l’installazione di dispositivi di isolamento e di segnalazione visiva che permetteranno di diminuire l’impatto dell’infrastruttura sull’avifauna, migliorando la visibilità dei cavi e rendendo più sicuri i punti maggiormente utilizzati come posatoi. «Nel lungo periodo, il progetto contribuirà alla tutela della biodiversità della Riserva, rafforzando il ruolo delle Torbiere del Sebino come area strategica per la conservazione dell’avifauna e come esempio di integrazione tra infrastrutture esistenti e tutela del patrimonio naturale – afferma Pilotti –. L’azione contribuisce agli obiettivi di conservazione della Riserva Naturale e sito di Rete Natura2000, promuovendo una gestione del territorio capace di integrare la presenza di infrastrutture esistenti con la tutela della biodiversità».



