Scuola

Scuola: cosa cambia da settembre tra metal detector, psicologo e AI

Nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo, riforma degli istituti tecnici, filiera 4+2, Liceo Matematico, supporto psicologico e nuove regole sul consenso informato. Restano il divieto degli smartphone e la stretta su condotta e sospensioni
Alunni in aula
Alunni in aula

Il ritorno sui banchi per l’anno scolastico 2026/2027 porta con sé un pacchetto particolarmente ampio di cambiamenti. Alcuni debuttano proprio da settembre, altri sono il risultato di riforme approvate negli ultimi due anni e arrivate ora alla fase di piena applicazione. A cambiare sono innanzitutto i contenuti e l’organizzazione della didattica, ma le novità riguardano anche l’intelligenza artificiale, l’istruzione tecnica e professionale, il benessere psicologico degli studenti, il rapporto tra scuola e famiglie e le regole di comportamento.

Cambiano i curricoli di infanzia, primaria e medie

La novità più rilevante per il primo ciclo è l’entrata in vigore delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, adottate con il decreto ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221. Il provvedimento sostituisce le Indicazioni del 2012. L’applicazione sarà graduale. Nel 2026/27 le nuove Indicazioni riguarderanno tutta la scuola dell’infanzia e, per primaria e secondaria di primo grado, le classi prime. Le altre classi continueranno invece a seguire le Indicazioni precedenti fino alla conclusione del rispettivo percorso.

Non si tratta semplicemente di nuovi «programmi» nel senso tradizionale del termine: le indicazioni definiscono traguardi, obiettivi di apprendimento e conoscenze attese su cui le scuole costruiscono il proprio curricolo. Tra gli elementi caratterizzanti ci sono una maggiore attenzione alle competenze di base, alla scrittura e alla lettura, alle discipline Stem, all’informatica e a un utilizzo critico delle tecnologie. Il documento insiste anche sulla scrittura a mano e sul corsivo, considerati strumenti importanti per lo sviluppo dell’attenzione e del pensiero.

Tra le novità più discusse c’è il Latino per l’educazione linguistica (Lel) alle medie. Non diventa una materia obbligatoria per tutti: potrà essere attivato dalle scuole utilizzando gli spazi di autonomia e di ampliamento dell’offerta formativa. Nel 2026/27, in via di prima applicazione, potrà essere proposto anche nelle seconde e terze medie già funzionanti.

L’intelligenza artificiale

Un altro capitolo centrale è quello dell’intelligenza artificiale. Già nell’agosto 2025 il Ministero aveva adottato, con il Dm 166/2025, specifiche Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche, con l’obiettivo di favorirne un uso efficace, sicuro, inclusivo e consapevole.

Anche le nuove Indicazioni nazionali del primo ciclo affrontano esplicitamente il tema. L’Ai, si legge nel documento, può ampliare le opportunità educative, ma deve inserirsi in un contesto nel quale rimangano centrali la relazione educativa e la mediazione dell’insegnante. L’obiettivo non è quindi sostituire il docente o delegare l’apprendimento agli algoritmi, ma sviluppare negli studenti competenze digitali e informatiche e la capacità di utilizzare queste tecnologie in maniera critica e responsabile. 

Il quadro normativo si è ulteriormente rafforzato nell’estate 2026. Il 4 agosto il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva i decreti legislativi italiani di adeguamento all’AI Act europeo. Per il settore della formazione sono previsti, tra l’altro, l’aggiornamento delle Indicazioni nazionali e una formazione stabile dei docenti sull’intelligenza artificiale.

Supporto psicologico gratuito

Con il nuovo anno scolastico diventa anche più visibile AscoltaMI, il servizio nazionale dedicato al benessere psicologico degli studenti. In questo caso è opportuno precisare che non parte tecnicamente a settembre: il servizio è stato attivato il 28 maggio 2026, con la nota MIM n. 2278 del 27 maggio. È destinato agli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e del primo biennio delle superiori statali.

Attraverso la piattaforma Unica gli studenti possono accedere, su base volontaria, a un servizio gratuito di ascolto e consulenza psicologica individuale a distanza. Non si tratta di una prestazione terapeutica, ma di un intervento di prevenzione e sostegno di fronte a fragilità e difficoltà proprie dell’età adolescenziale.

Consenso informato e sessualità

Una novità normativa che entrerà concretamente nella vita delle scuole è quella prevista dalla legge 9 giugno 2026, n. 104, in vigore dal 7 luglio. La legge introduce il consenso informato preventivo per la partecipazione alle attività previste dalla scuola che riguardano temi attinenti alla sessualità. Per le attività extracurricolari e di ampliamento dell’offerta formativa il consenso deve essere scritto e alle famiglie deve essere messo preventivamente a disposizione il materiale didattico, con l’indicazione di finalità, contenuti, modalità di svolgimento ed eventuali esperti esterni.

La norma distingue inoltre i diversi gradi scolastici: per infanzia e primaria, fermo restando quanto previsto dalle Indicazioni nazionali, sono escluse attività didattiche e progettuali ulteriori aventi ad oggetto temi attinenti alla sessualità. L’intervento di soggetti esterni nelle attività scolastiche dovrà essere deliberato dal collegio docenti e approvato dal consiglio d’istituto.

Metal detector

Tra le misure che hanno attirato maggiore attenzione ci sono anche i metal detector. Ma non si tratta di installarli indiscriminatamente all’ingresso di tutte le scuole italiane. La linea introdotta all’inizio del 2026 consente controlli mirati delle forze dell’ordine nei contesti caratterizzati da particolari criticità e su specifica richiesta dei dirigenti scolastici.

Lo stesso Ministero dell’Interno ha chiarito che l’utilizzo dei dispositivi deve essere legato a effettive condizioni di rischio. In alcune province la misura è già stata applicata attraverso metal detector portatili nell’ambito di controlli coordinati dalle prefetture. L’obiettivo è soprattutto preventivo: contrastare l’ingresso di coltelli e altre armi negli istituti dove siano emerse situazioni tali da rendere necessari controlli rafforzati.

Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Istituti tecnici, la riforma parte dalle classi prime

Il 2026/’27 segna l’avvio della riforma ordinamentale degli istituti tecnici. È una delle novità strutturali più importanti per la scuola secondaria di secondo grado. La normativa stabilisce espressamente una partenza graduale: da settembre la riforma interesserà le classi prime, nel 2027/28 passerà alle seconde e negli anni successivi procederà fino alle quinte.

Il nuovo impianto punta a rafforzare il collegamento fra le conoscenze generali e quelle tecnico-professionali, la didattica per competenze, le attività laboratoriali e il rapporto con le trasformazioni tecnologiche e produttive. Agli istituti viene riconosciuta anche una maggiore possibilità di utilizzare quote di autonomia e spazi di flessibilità del curricolo.

La filiera «4+2»

Sempre sul fronte dell’istruzione tecnico-professionale, il 2026/2027 rappresenta uno spartiacque per la filiera formativa 4+2. Nata inizialmente come sperimentazione con la legge n. 121 del 2024, la filiera mette in relazione i percorsi quadriennali degli istituti tecnici e professionali, l’IeFP, gli Its Academy e il mondo produttivo.

Da quest’anno i percorsi della filiera entrano nell’offerta formativa del secondo ciclo del sistema educativo, superando quindi la sola fase sperimentale. Dopo quattro anni lo studente consegue un diploma valido anche per l’accesso all’università, ma può scegliere anche di proseguire per altri due anni negli Its Academy. Il modello prevede inoltre reti e campus che possono mettere insieme scuole, formazione professionale, Its, università e imprese.

Liceo Matematico

Al via anche la sperimentazione del Liceo Matematico, autorizzata per cinque anni a decorrere dal 2026/2027. Il progetto non introduce un nuovo indirizzo liceale autonomo: si innesta sui licei già esistenti e punta a rafforzare l’insegnamento della matematica soprattutto attraverso attività laboratoriali e collegamenti interdisciplinari con materie come filosofia, arte, letteratura e scienze. Il decreto ministeriale n. 104 del 10 giugno 2026 ha autorizzato la sperimentazione nelle scuole individuate dal Ministero.

Smartphone, condotta e sospensioni

Accanto alle misure che debuttano nel nuovo anno scolastico ce ne sono altre, introdotte l’anno scorso, che continueranno a incidere sulla quotidianità scolastica. È il caso del divieto di utilizzare lo smartphone durante l’orario scolastico, esteso nel 2025 anche alle scuole superiori. Il divieto vale anche per l’impiego didattico del telefono, salvo le eccezioni previste per particolari esigenze documentate e per specifici percorsi tecnologici; restano invece utilizzabili, a fini didattici, computer, tablet e lavagne elettroniche.

Prosegue inoltre la stretta sulla condotta e sulle sanzioni disciplinari. Per gli studenti delle superiori che ottengono sei in comportamento lo scrutinio finale può essere sospeso in attesa di un elaborato critico sulla cittadinanza attiva e solidale. Anche le sospensioni cambiano natura: per gli allontanamenti superiori a due giorni sono previste attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con le scuole.

Per gli studenti che arriveranno all’esame conclusivo resta poi in vigore la nuova Maturità: il colloquio è concentrato sulle quattro discipline individuate annualmente dal Ministero e deve valutare non soltanto le conoscenze, ma anche capacità di argomentazione, autonomia e maturazione personale.

Un anno di transizione

Il 2026/’27 si presenta dunque come un anno di forte transizione. Nel primo ciclo comincia il passaggio ai nuovi curricoli; nelle superiori prende il via la riforma degli istituti tecnici e diventa strutturale la filiera 4+2. Contemporaneamente l’intelligenza artificiale entra in un quadro di regole e indirizzi sempre più definito, mentre crescono gli interventi dedicati al benessere psicologico e cambiano le norme sul rapporto fra scuola e famiglie.

Non tutte le misure annunciate come «novità» sono quindi nate quest’anno. La vera fotografia del nuovo anno è quella di una scuola nella quale alcune riforme debuttano, altre entrano a regime e altre ancora, introdotte nei mesi precedenti, diventano ormai parte stabile della vita scolastica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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