Cronaca

Scontro sul riconoscimento facciale: i limiti imposti dall’AI Act europeo

L’Ue ha ricordato che l’identificazione biometrica in tempo reale è generalmente vietata, Palazzo Chigi ha risposto assicurando che l’Italia continuerà a rispettare la normativa. Il 2 agosto scattano anche gli obblighi di trasparenza per chatbot
Videocamere posizionate sulla facciata di un edificio
Videocamere posizionate sulla facciata di un edificio

Il confronto sul riconoscimento facciale esce dal Parlamento italiano e arriva a Bruxelles. Dopo le proteste delle opposizioni contro il decreto con cui il governo intende adeguare la normativa nazionale all’AI Act, la Commissione europea ha ricordato che l’identificazione biometrica a distanza in tempo reale negli spazi pubblicamente accessibili è, in linea generale, vietata per le attività di polizia. Il regolamento ammette soltanto alcune eccezioni, accompagnate da condizioni e garanzie particolarmente rigide.

Palazzo Chigi ha risposto assicurando che l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea. Una formula che non comporta, almeno per ora, un arretramento sull’impianto del provvedimento, ma lascia aperta la possibilità di modifiche prima dell’esame definitivo in Consiglio dei ministri, che potrebbe avvenire già il 4 agosto.

Il Governo sostiene che il decreto non introduca un uso generalizzato del riconoscimento facciale. L’obiettivo dichiarato sarebbe invece quello di disciplinare gli strumenti di intelligenza artificiale entro i confini già fissati dall’Unione europea, prevedendone l’impiego soprattutto per il contrasto al terrorismo e ad altri reati particolarmente gravi. Anche nelle indagini penali, secondo l’interpretazione dell’esecutivo, l’AI rimarrebbe uno strumento aggiuntivo a disposizione delle forze di polizia, sottoposto al controllo dell’autorità giudiziaria.

I punti

Le maggiori contestazioni riguardano gli articoli 8 e 10 del testo. Il primo consentirebbe il ricorso all’identificazione biometrica in tempo reale previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria, che in determinate circostanze potrebbe essere richiesta anche oralmente. Il secondo permetterebbe di conservare per sette giorni i dati biometrici raccolti in luoghi considerati sensibili, come stadi, piazze e manifestazioni.

Secondo il Governo, la durata prevista per la conservazione dei dati ricalcherebbe quella già applicata alle normali immagini di videosorveglianza. Le opposizioni contestano però l’equiparazione, sottolineando che i dati biometrici permettono di identificare automaticamente le persone e pongono quindi problemi più delicati dal punto di vista della riservatezza e dei diritti individuali.

Garante per la protezione dei dati personali - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Garante per la protezione dei dati personali - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Sul testo sono emerse perplessità anche all’interno della maggioranza. Alla Camera, il parere della relatrice di Forza Italia Cristina Rossello, favorevole ma accompagnato da diverse osservazioni, ha determinato il rinvio del voto nella commissione Politiche dell’Unione Europea.

Forza Italia ha chiesto regole più precise, maggiori garanzie sulle banche dati e una più netta tutela dei diritti individuali. Lo strappo con Fratelli d’Italia è stato successivamente ricomposto nelle commissioni Giustizia e Affari costituzionali di Camera e Senato, dove il parere è stato approvato con i voti del centrodestra.

Il via libera è arrivato, tuttavia, insieme ad alcuni paletti: un controllo umano più incisivo sui sistemi utilizzati, maggiori garanzie nella gestione delle banche dati e la necessità dell’autorizzazione di un giudice, anziché del solo pubblico ministero.

Le opposizioni restano contrarie. Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Più Europa e Italia Viva hanno organizzato un flash mob davanti a Palazzo Chigi con lo slogan «No al Grande Fratello d’Italia», accusando il Governo di voler ampliare eccessivamente gli strumenti di sorveglianza.

Cos’è

L’AI Act, presentato dalla Commissione europea nel 2021 ed entrato in vigore nell’agosto del 2024, classifica i sistemi di intelligenza artificiale in base al loro livello di rischio. Le prime disposizioni, comprese quelle sulle pratiche vietate, sono diventate applicabili il 2 febbraio 2025. Il regolamento considera particolarmente invasivo il riconoscimento biometrico a distanza in tempo reale negli spazi pubblicamente accessibili, perché può coinvolgere un numero elevato di persone e creare una condizione di sorveglianza costante.

Il divieto non è però assoluto. L’articolo 5 consente agli Stati membri di autorizzare questi sistemi per tre categorie di finalità: la ricerca mirata di vittime di rapimento, tratta o sfruttamento sessuale e di persone scomparse; la prevenzione di una minaccia specifica, concreta e imminente alla vita o all’incolumità delle persone, compresi gli attentati terroristici; la localizzazione o identificazione di sospettati di alcuni reati gravi indicati dal regolamento.

Anche in questi casi l’impiego deve essere strettamente necessario e proporzionato, oltre che limitato sotto il profilo temporale, geografico e personale. Prima dell’utilizzo è richiesta, di norma, un’autorizzazione specifica di un’autorità giudiziaria o di un’autorità amministrativa indipendente con decisione vincolante. Soltanto in situazioni di urgenza debitamente motivate il sistema può essere attivato prima del via libera, che deve comunque essere richiesto entro il termine previsto dal regolamento.

Gli Stati possono introdurre norme nazionali che consentano l’impiego del riconoscimento biometrico in tempo reale, ma esclusivamente entro i limiti fissati dall’AI Act. Possono inoltre adottare regole più restrittive rispetto a quelle europee. In assenza di una legge nazionale conforme al regolamento, le autorità non possono ricorrere a questi strumenti per finalità di contrasto alla criminalità.

Palazzo Berlaymont - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Palazzo Berlaymont - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

L’AI Act vieta anche la creazione o l’ampliamento di banche dati per il riconoscimento facciale attraverso la raccolta indiscriminata di immagini provenienti da internet o dai sistemi di videosorveglianza. Una disciplina diversa riguarda invece l’identificazione biometrica «a posteriori», effettuata su immagini già registrate: non è vietata in modo generale, ma viene considerata ad alto rischio ed è sottoposta a specifiche garanzie e autorizzazioni.

I chatbot

Dal 2 agosto l’attuazione dell’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale, entra in una nuova fase. La Commissione europea, attraverso l’AI Office e in collaborazione con le autorità nazionali competenti, avvierà le attività di vigilanza e controllo previste dal regolamento.

Scattano anche gli obblighi di trasparenza per chatbot e altri sistemi di intelligenza artificiale. Gli utenti dovranno essere informati quando stanno interagendo con un sistema di IA, mentre i deepfake e gli altri contenuti generati o modificati artificialmente dovranno essere riconoscibili attraverso apposite marcature o etichette.

Prenderà inoltre il via la vigilanza sui modelli di intelligenza artificiale per finalità generali. Saranno messi a disposizione anche nuovi strumenti attraverso i quali segnalare eventuali violazioni della normativa europea.

App di intelligenza artificiale sullo smartphone
App di intelligenza artificiale sullo smartphone

In vista dell’applicazione dei nuovi obblighi, circa 190 organizzazioni provenienti da diversi settori industriali hanno sottoscritto volontariamente il Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA. Il documento è stato redatto da esperti indipendenti e valutato come adeguato dalla Commissione europea e dall’AI Board. Il codice indica una serie di misure pensate per aiutare i fornitori e gli utilizzatori dei sistemi di intelligenza artificiale a rispettare le regole sulla marcatura e sull’etichettatura dei contenuti generati o modificati attraverso queste tecnologie.

Tra i firmatari figurano alcune delle principali aziende del settore, tra cui Google, Microsoft, Meta, OpenAI, Anthropic e la francese Mistral. Circa la metà delle organizzazioni che hanno aderito è composta, però, da piccole imprese e aziende di recente costituzione.

L’adesione al codice resta volontaria e il documento è ancora aperto alla firma di altre organizzazioni. L’obiettivo è accompagnare le imprese verso l’applicazione delle nuove disposizioni e rendere più facilmente riconoscibili i contenuti prodotti dall’intelligenza artificiale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Summer GardaSummer Garda

L'inserto in omaggio col GdB in edicola il 2 agosto

SCOPRI DI PIÙ
SponsorizzatoEstate in moto: il caldo si contrasta con i capi traforatiEstate in moto: il caldo si contrasta con i capi traforati

Per quanto sembri controintuitivo, viaggiare a pelle nuda non aiuta a stare più freschi, ma aumenta il disagio e i rischi in caso di caduta

Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire i due grandi appuntamenti estivi.

SCOPRI DI PIÙ