Scuola

Alla Tridentina s’inaugura l’anno scolastico: «Entusiasmo e coinvolgimento»

La Loggia fa sapere di aver previsto nel bilancio 2026 una spesa pari a 32,8 milioni di euro destinati alla scuola. Pesano ancora precarietà e rinunce
Francesca Marmaglio
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E' suonata la prima campanella

La campanella è tornata a suonare. Oggi prende ufficialmente il via anche nel bresciano l’anno scolastico 2026/2027. Zaini sulle spalle, ingressi affollati, genitori davanti ai cancelli e il consueto carico di emozioni per chi comincia un nuovo percorso, ma anche per chi ritorna sui banchi di dopo una lunga estate. Come da tradizione è stata la scuola Tridentina in città ad accogliere la cerimonia ufficiale di apertura: tante istituzioni presenti per augurare un buon inizio a tutti gli studenti e le studentesse bresciane.

Dalla Loggia

«Entusiasmo e coinvolgimento – ha detto la sindaca Laura Castelletti –. Sappiamo che non è solo questione di strutture, anche se questa è una scuola che abbiamo rifatto e riaperto lo scorso anno, ma contano anche i patti educativi che la scuola fa con altre realtà del territorio come le associazioni, i consigli di quartiere, gli alpini. Apprendere, ma in un ambiente sereno accogliente e stimolante».
Tramite l’assessorato alle Politiche educative il Comune fa sapere di aver previsto nel bilancio 2026 una spesa pari a 32,8 milioni di euro, l’8,2% dell’intero bilancio, per il solo capitolo di spesa che riguarda il diritto allo studio: 10,5 milioni sono destinati ai servizi per le persone con disabilità, 8 milioni per la ristorazione scolastica, 1,5 milioni per il trasporto scolastico, e 415 mila euro per le singole scuole.

Anno scolastico al via per gli studenti bresciani - © www.giornaledibrescia.it
Anno scolastico al via per gli studenti bresciani - © www.giornaledibrescia.it

Precariato

Il nuovo anno parte però anche con una fotografia del personale che racconta una scuola ancora alle prese con il problema della precarietà. In Lombardia sono stati 7.042 i docenti immessi in ruolo, secondo i dati raccolti dalla Flc-Cgil regionale. Di questi 590 riguardano la provincia di Brescia, un numero che comprende anche le stabilizzazioni sul sostegno. Complessivamente, in regione, sono stati stabilizzati 2.153 docenti di sostegno.

«Quest’anno siamo contenti del lavoro che abbiamo fatto durante tutto il periodo estivo – ha commentato la dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale (Ust) di Brescia, la dottoressa Filomena Bianco –. Questo ci ha consentito di assicurare la copertura delle cattedre. Abbiamo nominato circa 3mila docenti per ogni grado di scuola».

Le rinunce

Il problema, oltre naturalmente a quello del precariato, resta quello delle rinunce: «Ne abbiamo avute più di 300 solo al primo bollettino – ha continuato la dirigente –. Abbiamo fatto altre 149 nomine e stiamo attendendo i dirigenti che ci daranno notizie su chi ha preso servizio e chi ha rinunciato».

Sulle rinunce peserebbe il caro vita: pagare un affitto in molte zone del bresciano è diventato troppo oneroso, senza dimenticare l’aumento del prezzo del carburante che disincentiva l’accettazione di incarichi troppo lontani da casa.

L’assessora regionale Simona Tironi mette l’accento sulla grande qualità del sistema scolastico italiano, soprattutto per il fattore umano: «Le scuole sono pronte, non tanto come spazi, ma soprattutto come contenuti. Come Regione portiamo avanti con impegno e responsabilità progetti concreti che parlino la lingua dell’ascolto, dell’accoglienza e che dia loro le migliori competenze umane. Dobbiamo essere noi ad accompagnarli verso il futuro. La famiglia ha ruolo fondamentale, la scuola da sola non può fare tutto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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