Salute e benessere

Perché abbiamo spesso voglia di dolce dopo i pasti?

Un comportamento molto comune che non dipende sempre dalla fame: entrano in gioco abitudini, gratificazione, composizione del piatto e segnali di sazietà
Federica Federici Signori, biologa nutrizionista
La fine del pranzo o della cena viene spesso associato ad un dessert
La fine del pranzo o della cena viene spesso associato ad un dessert

Quante volte, dopo aver terminato un pranzo o una cena soddisfacenti, sentiamo il desiderio di mangiare qualcosa di dolce? Capita a tutti, o comunque è capitato a tutti. È come se il nostro stomaco sentisse che il pasto non può dirsi realmente concluso se non «cambiamo palato». È un comportamento molto comune e spesso viene interpretato come un segnale di fame. In realtà, dietro questa sensazione e questa ricerca di dolce possono nascondersi diversi fattori che coinvolgono abitudini, piacere, composizione del pasto e anche meccanismi di sazietà.

Non sempre è fame

Dopo aver terminato un pasto sentiamo il desiderio di mangiare qualcosa di dolce
Dopo aver terminato un pasto sentiamo il desiderio di mangiare qualcosa di dolce

Oltre al famoso detto bresciano (o in generale della Lombardia orientale) «La boca l'è mia straca se la sa mia de àca», che viene usato per dire che il pasto non sembra davvero concluso o soddisfacente se manca un assaggio di formaggio finale, per diverse persone la stessa cosa accade con il dolce.

Il dolce rappresenta la conclusione naturale del pasto: abbiamo associato la fine della cena o del pranzo ad un dessert, e per questo il nostro cervello continua ad aspettarselo anche quando il nostro fabbisogno energetico è già stato soddisfatto (e quindi no, non è più fame). La voglia di dolce dopo il pasto, infatti, non significa necessariamente che il corpo abbia bisogno di altro cibo, anzi, a volte solo che il cervello non è davvero soddisfatto.

Questo perché mangiare non risponde solo a bisogni fisiologici, ma anche emotivi e relazionali. Il sapore dolce è associato a piacere, conforto e ricompensa. Dopo una giornata intensa e stressante, il dessert può rappresentare un vero e proprio momento di gratificazione, una «coccola» per spazzare via emozioni stancanti e far posto alla ricompensa. E accade più spesso di quanto riusciamo ad immaginare: il piacere del dolce è spesso più richiesto dal nostro corpo che la vera e propria energia.

Quanto conta la composizione del pasto?

Un pasto poco bilanciato può favorire la comparsa di voglie
Un pasto poco bilanciato può favorire la comparsa di voglie

Tra gli «errori» che possiamo fare per favorire la ricerca di dolce a fine pasto, sicuramente comporre un piatto sbilanciato è in cima alla lista. Un pasto poco bilanciato (quindi senza il corretto apporto di proteine, carboidrati, fibre e grassi) può infatti favorire la comparsa di voglie poco dopo aver mangiato. Va da sé che mangiare «solo un’insalatina per stare leggeri» può portarci a cercare biscotti o cioccolato dopo cena.

Invece, la presenza adeguata di proteine, fibre e grassi di qualità contribuisce a una sazietà più stabile e duratura: la stessa insalatina può essere completata con uova sode, noci e crostini di pane integrale per soddisfare il palato (e anche lo stomaco).

Altri esempi pratici? Un piatto semplice di pasta pomodoro e basilico può portarci a maggior voglia di dolce. Mancano le proteine e le fibre: se il piatto diventa una pasta integrale pomodoro, basilico e ricotta, con qualche pomodorino saltato in padella, la sazietà sarà generalmente molto più stabile (e cercheremo meno dolce).

Sazietà fisica e sensoriale

Possiamo sentirci sazi dal punto di vista dello stomaco ma non completamente soddisfatti dal punto di vista sensoriale: lo stomaco è pieno, abbiamo consumato un pasto con un bel volume, ma magari era «triste» o non avevamo voglia di quel piatto nello specifico. In casi come questo una piccola quota di dolce può contribuire a dare una sensazione di «chiusura» al pasto, lasciandoci maggiormente appagati.

Una piccola quota di dolce può lasciarci maggiormente appagati
Una piccola quota di dolce può lasciarci maggiormente appagati

Questo perché la soddisfazione alimentare non dipende solo dall’apporto calorico, ma anche dall’esperienza complessiva del pasto. Possiamo mangiare anche la carbonara più buona al mondo, ma se la mangiamo da soli in un tavolo buio e non apparecchiato non ci darà la stessa felicità e soddisfazione che consumarla a Trastevere in una serata di primavera con amici e famiglia, giusto?

Ascolto dei desideri

Ad ogni modo non è necessario combattere ogni voglia di dolce, ci sono dei casi in cui è utile chiedersi:

  • se abbiamo ancora fame oppure cerchiamo gratificazione;
  • se questo desiderio compare sempre o solo in alcuni casi;
  • se il pasto appena concluso fosse sufficientemente completo e soddisfacente;

Sulla base delle nostre risposte possiamo poi capire se ci va davvero un cioccolatino o un dolcetto, o se altre attività potrebbero darci uguale soddisfazione (una bella camminata dopo cena?).

La voglia di dolce dopo i pasti è un fenomeno normale e multifattoriale. Non dipende soltanto dalla fame, ma anche da abitudini, ricerca di piacere, equilibrio del pasto e percezione della sazietà. Imparare a riconoscere questi aspetti permette di vivere il rapporto con il cibo in modo più consapevole.

E forse il punto non è smettere di desiderare il dolce, ma imparare a capire cosa stiamo davvero cercando in quel momento. Perché dietro una semplice voglia possono nascondersi fame, abitudine, soddisfazione, conforto o piacere. E riconoscere la differenza è uno dei passi più importanti verso un rapporto più sereno con il cibo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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