Violenza di genere, al Fatebenefratelli un corso per riconoscerla

«Comprendere e contrastare la violenza di genere con un approccio interdisciplinare» è la sfida lanciata dall’Irccs Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia ai professionisti della salute: un corso in programma dal 14 al 16 aprile in via Pilastroni che mira a favorire il riconoscimento tempestivo dei casi e l’attivazione di interventi con strumenti adeguati e mirati. In regia c’è lo psichiatra Giovanni de Girolamo, direttore dell’Unità operativa di Psichiatria Epidemiologica e Digitale dell’Irccs nonché autore dei due principali progetti di ricerca mai realizzati in Italia sul rapporto tra disturbi mentali e rischio di violenza.
Un tema, ammette lo psichiatra, «poco o per nulla affrontato: attorno al fenomeno preoccupante della violenza di genere - sostiene - si parla molto, ma mancano del tutto ricerche condotte in Italia che aiutino a programmare interventi di prevenzione e trattamento basati su dati empirici raccolti con modalità appropriate».
Fattori di rischio
Da qui l’idea di favorire la formazione e il confronto attraverso queste due giornate «con la consapevolezza che esistono due tipi di fattori di rischio per i comportamenti violenti - spiega -. Quelli “statici”, che non si possono modificare (come l’età giovanile, il sesso maschile, e una precedente storia di violenza) e quelli cosiddetti "dinamici”, ossia modificabili. Mi riferisco, ad esempio, ai disturbi mentali ed ai disturbi da abuso di alcol e sostanze». Anche di questo si parlerà nel corso, che prevede l’intervento di esperti, come la ginecologa milanese Alessandra Kustermann, che per prima oltre 30 anni fa fondò un pronto soccorso per le vittime di violenza a Milano, e il docente di Diritto penale dell’Università Cattolica di Milano Luciano Eusebi.
Target e tematiche
La proposta formativa - a pagamento - è rivolta a medici, psichiatri, psicologi, infermieri e a tutti i professionisti coinvolti nei percorsi di assistenza alle vittime di violenza di genere. Sarà l’occasione per discutere le problematiche epidemiologiche, cliniche e psicosociali relative alla violenza, con particolare attenzione alle conseguenze sulla salute mentale - tra cui depressione, disturbo post-traumatico da stress, abuso di sostanze e rischio suicidario - e su quella fisica, comprese le ricadute a lungo termine sul funzionamento globale e sulla qualità di vita.
Tra i temi trattati vanno citati anche la valutazione medico-legale, la sicurezza e la protezione delle vittime, oltre alla collaborazione con i servizi territoriali e con la rete antiviolenza. Un passaggio fondamentale per costruire risposte coordinate ed efficaci. Per informazioni relative a procedure di iscrizione e pagamenti è possibile scrivere una mail all’indirizzo cverzeletti@fatebenefratelli.eu.
Primo risultato
Nell’attesa che parta la riflessione, il corso ha già prodotto un primo risultato concreto: «Ispirati da queste tematiche - conclude lo psichiatra - abbiamo sottoposto alcuni giorni or sono un progetto di ricerca sulla violenza di genere ad una call europea per la ricerca in ambito biomedico: è forse il primo progetto di ricerca europeo mai sviluppato in Italia in questo settore. C’è infatti un gran bisogno che la ricerca si concentri anche su questi ambiti, al fine di orientare correttamente le pratiche assistenziali e la prevenzione».
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